di Marco Scalabrino
<Nino Orsini – fissa Pietro Mazzamuto nella sua relazione al Convegno tenutosi a Palermo il 30 Novembre 1995 – ebbe coscienza per tutta la vita di essere poeta e scrisse, attingendo alla sua condizione di uomo e di siciliano, sempre versi in dialetto.>
Giusto a partire da questa enunciazione intendiamo rievocare, a venticinque anni dalla morte, la figura e l’opera di Nino Orsini (Palermo 1908-1982).
01.05.2008
di Umberto Scopa
“Civil War” è una miniserie a fumetti di sette numeri pubblicata dalla Marvel Comics tra il 2006 e il 2007. La sua particolarità è di essere un “crossover”, cioè una storia che coinvolge tutte le testate Marvel, e riunisce eccezionalmente in un unico universo narrativo tutta una serie di personaggi – in questo caso parliamo dei supereroi – che altrimenti non si incontrerebbero.
01.03.2008
di Marco Scalabrino
Il titolo, PETRI, fa chiaro riferimento alla “Valle delle Pietre Dipinte”, la monumentale impresa del Maestro Silvio Benedetto allocata nel Comune di Campobello di Licata (AG). Ma il componimento, nella sua compiutezza, trae spunto dall’Opera che tali “Pietre”, a sua volta, ha ispirato: la “Commedia” di Dante Alighieri.
01.01.2008
Analisi tecnico-testuale ed altre considerazioni minime dopo una prima lettura
de La leggenda di Redenta Tiria e de La vedova Scalza,
di Rina Brundu
Niffoi non è Kafka. Non è neppure Garcia Marquez. Del primo gli manca l’intuizione delle possibilità dell’Essenza, del secondo l’universalità di visione. La puntualizzazione è importante, perché Niffoi è comunque scrittore a tutto tondo, anche se rispetto ai primi due nasce gravato da un “impedimento” atavico: la sua Sardità. E’infatti tale pesante retaggio culturale ad esaltare e, ad un tempo “deprimere” l’intrinseca valenza di opere quali “La leggenda di Redenta Tiria” e “La vedova Scalza”, ed è sempre questa eredità millenaria a modellare in maniera distinta le peculiarità dell’ennesimo “Macondo” ricreato. Ma andiamo con ordine.
01.12.2007
di Matteo Poletti
Per i pochi che non ne conoscessero storia e geografia, Hollywood è la capitale virtuale della California, governata da Terminator-Schwarzenegger, regno di abbondanza e di esagerazioni, di spiagge e benessere, di piacere materiale e di lusso sfrenato. Confina a sud con Los Angeles, produce essenzialmente cinema, cioè sogni, fantasia, illusioni, antidoti alla banalità del reale.
01.12.2007
di Enrico Luceri
“Trovo che il thrilling è uno dei modi più sfrenati di fare il cinema, uno dei generi che permettono all’autore di far volare in sala, sulla testa degli spettatori, per molti minuti, grandi vele di irrazionale e di delirio.Il thrilling contribuisce a far vacillare solide convinzioni e tranquillità, quieti modi di vivere e banali e false sicurezze”.
01.10.2007
di Piergiorgio Odifreddi
In principio era Word
Immagini, suoni, odori, gusti e sensazioni tattili ci danno informazioni che la mente di ciascuno di noi elabora e coordina in una sua personale e soggettiva visione del mondo. Per poter passare però dalle visioni individuali ad una interpersonale ed in qualche modo oggettiva, è necessario poter comunicare le nostre informazioni: poiché esse sono per natura incomunicabili in maniera diretta, il loro trasferimento ad altri deve passare attraverso media, cioè 'mezzi' o 'intermediari'. Come insegna il Vangelo secondo Giovanni (I, 1-3), il primo medium è la parola: essa stava al principio della comunicazione, un milione di anni fa, e senza di essa non esistevano le cose.(1)
01.07.2007
di Natalino Piras
INTRODUZIONE
Questo lavoro sui personaggi di Leonardo Sciascia, muove nell’intento di mettere insieme una compilazione di tipi narrativi e la loro interpretazione. Arduo compito, dato il numero considerevole di tali tipi e la letteratura critica al riguardo. L’intera opera di Sciascia è stata sottoposta a diversi vagli di carattere narratologico, antropologico, filosofico, religioso e politico sin da quando l’autore era in vita. Famose, tra fama elitaria e diffusione popolare, le sue polemiche con i professionisti dell’antimafia, con alcuni importanti giornalisti della carta stampata che Sciascia accusavano di “istituire modello mafioso” per il solo fatto che Sciascia di mafia scrive, ma anche con il fisico Amaldi sulla scomparsa di Majorana e con i giudici che condannarono il presentatore televisivo Enzo Tortora dando credito alle confessioni di camorristi pentiti. Così come sono rilevanti le prese di posizione di Sciascia sulla morte di Pier Paolo Pasolini di cui rivendica unicità di amicizia, sul rapimento e sull’assassinio di Aldo Moro ad opera delle Brigate rosse e la rottura, proprio sulla questione delle Br, dell’amicizia con Guttuso. Capitolo a parte meriterebbe poi il suo «essere a sinistra», intriso più di illuminismo francese e di spirito lussiano (da Emilio Lussu: l’esule antifascista e il resistente di «Giustizia e libertà») (1) che adeguato, impossibile per uno come Sciascia, a logiche e direttive di partito. Leonardo Sciascia, nonostante fosse di natura schivo e riservato, era un personaggio pubblico.
01.06.2007
di Marco Scalabrino
Catasto, come da acconcia definizione, è l’insieme di documenti, desunti tramite rilievi fotografici e altre indagini, che costituisce un vero e proprio inventario generale delle proprietà immobiliari.
È altresì l’ufficio pubblico, articolato in diversi settori, i cui addetti (il badge una <piccola porzione astrusa da dimenticare / sopra al bancone del bar / un lunedì mattina … volture da fare … moduli fitti da compilare / e i notai che sbagliano>, nel <timore dell’automazione / che al collo ci stringe> e nelle procedure che <si fanno e si annullano / e la seguente sostituisce sempre la precedente>, tra <seggiole, video … cartelle … lente d’ingrandimento>, al bercio di <Étagère! Étagère! Étagère!>) soddisfano i compiti d’Istituto.
01.05.2007
di Gordiano Lupi
Nei primi anni Settanta il cinema italiano presenta un numero indescrivibile di attrici che interpretano la nascente commedia sexy. Gloria Guida, Lilli Carati, Femi Benussi, Anna Maria Rizzoli, Carmen Villani, Nadia Cassini, Edwige Fenech, Orchidea De Sanctis, Barbara Bouchet, Laura Antonelli… l’elenco sarebbe interminabile.
01.04.2007
due lezioni tenute nel 1997 per il corso su Pasolini promosso da Tullio De Mauro
nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma "La Sapienza"
Siamo responsabili noi, della mia generazione ormai più che settantenne, dei torti che allora furono fatti al Canzoniere italiano. Antologia della poesia popolare che Pasolini pubblicò alla fine del 1955, dopo quasi tre anni di durissimo lavoro[1]. Certo non siete responsabili voi, per quel remoto passato: ma attenti al vostro oggi, voi che avete ora la nostra età di allora, ed occhio ai vostri futuri rimorsi, se oggi non avrete pensato abbastanza.
01.02.2007
di Massimo Pittau
Son vissuto per 11 anni in Toscana, ma prima e dopo ho visitato la regione parecchie altre volte. In virtù di tale mia buona frequentazione di questa terra ritengo di aver acquisito una discreta conoscenza dei Toscani, tanto da essere in grado di esprimere un mio parere su di loro: i Toscani - ovviamente mi riferisco a quelli forniti di una sufficiente cultura umanistica e storica - non hanno un vero e proprio orgoglio nazionalistico rispetto alla civiltà etrusca;
01.01.2007
di Piergiorgio Odifreddi
All'affermazione di Nietzsche che "Dio è morto", Woody Allen ribattè una volta: "No, ha solo traslocato e ora lavora a un progetto meno ambizioso". Morto o emigrato, Dio sembra comunque essersene effettivamente andato dall'Occidente e non interessarci più. O almeno, non nelle forme fumettistiche della religione tradizionale, rivolte ai pastori analfabeti della Palestina di due o tremila anni fa, e dunque anacronistiche e superficiali per l'uomo tecnologico occidentale di oggi. Che cosa rimane allora della religione tradizionale nel mondo contemporaneo, e quali mutazioni del gene(si) ha subíto per adattarsi ai bisogni della modernità?
02.12.2006
di Marco Scalabrino
La concezione del dialetto quale codice dei parlanti di un ristretto consesso sociale, un codice chiuso, non contaminato e/o contaminabile, un codice sinonimo di sottocultura, è sostanzialmente tuttora diffuso. Concezione fondata sul pregiudizio, sulla conoscenza assai approssimativa di quanto invece c’era - c’è - di bello, di prezioso, di antico nel nostro dialetto.
E allora, PERCHE’ IL DIALETTO?
01.11.2006
Saggio breve di Francesca Santucci
Figura tra le più notevoli della narrativa italiana del primo Novecento, sicuramente la più grande scrittrice sarda, la cui opera ebbe contrastanti valutazioni da parte dei critici, continuatrice del verismo sul quale, quando già quell’esperienza trascolorava nel panorama letterario italiano, seppe innestare una personale sensibilità, Grazia Deledda è l’unica scrittrice italiana ad essere stata insignita del premio Nobel per la letteratura.
02.10.2006
Omaggio ad Oriana. Saggio breve.
di Rina Brundu Eustace
E’ la forza delle loro idee, insieme alla paura delle rivoluzioni che queste possono portare, ad impedirci, spesso, di riconoscere gli spiriti grandi. Nel dubbio, meglio accodarsi agli altri, a coloro che come noi vivono di luce riflessa e, per loro natura, non ci faranno mai troppo male.
01.10.2006
di Salvo Basso
La tentazione, non appena l’hai ricevuto, è quella di lasciarlo scivolare, destramente, nella tasca della tua giacca e da qui, senza ulteriori indugi, distrarlo nell’archivio morto della memoria.
E gli appigli, in apparenza, ci stanno tutti: le dimensioni ridottissime, il corpo minuscolo e leggero del carattere che spavaldamente ti preannuncia la fatica alla quale dovresti sottoporre i tuoi occhi, le pagine: poche, spoglie.
15.09.2006
di Rina Brundu Eustace
L’anno è il 1976. La città è Catania. Il quartiere è San Cristoforo dove “…a tredici anni sei già vaccinato. Esci la mattina per buscarti il pane… se hai l’occhio vivo riconosci a colpo i minchioni pieni d’acqua ed eviti chi ha le palle quadrate… se sei furbo, prudente, sfacciato, rispettoso… se impari in fretta, se conosci le regole… se sei svelto di mano… se sai distinguere… sei degno di campare… sai a chi la puoi mettere in culo, sai quando invece rischi di prenderla…sopravvivi solo se sei un perfetto figlio di iarrusa, altrimenti non meriti neanche l’aria che respiri” (La punizione, pagg. 104-105).
10.09.2006
di Rina Brundu Eustace
È il canto di un migrante quello chiuso tra le Carte di Sardinia di Gabriel Impaglione; un canto che è dunque esperienza di vita ma che, come ogni momento importante, pertinente ad un cuore diviso, non può che trasformarsi in sentito resoconto degli impossibili e inquieti vagabondaggi dello spirito.
04.05.2006
di Piergiorgio Odifreddi
Almeno ad un primo sguardo superficiale, sembra che le categorie dei fenomeni di cui abbiamo esperienza si possano ridurre a due sole, a cui i greci hanno dato il nome di fusiV (physis) e yuch (psyche), e che sono studiate rispettivamente da fisica e psicologia (in senso lato).
Le due categorie furono chiamate, rispettivamente, res extensa e res cogitens da Descartes, ma oggi ci si riferisce ad esse più prosaicamente come materia e mente , in barba a coloro che ritengono che solo le lingue greca e tedesca siano in grado di esprimere compiutamente i concetti filosofici.
01.03.2006
di Mirco Marchesi
La cifra caratteriale che segna la personalità di Nietzsche e che si compie come un destino, si chiama solitudine
«Fin da bambino io ricercavo la solitudine, e mi trovavo meglio là dove potevo abbandonarmi indisturbato a me stesso. E ciò avveniva di solito nell’aperto tempio della natura, dove gustavo le gioie più vere. Così, un temporale mi dava sempre la più piacevole delle sensazioni».
03.02.2006
di Roberto Bolognesi
La domanda «quale sardo si deve usare adesso?» che regolarmente viene posta ai linguisti, è finora rimasta senza risposta. La complessa serie di fattori che finora hanno impedito di dare una risposta a questa domanda fondamentale, e di cui va tenuto conto per poter proporre un'unificazione grafica del sardo, possono essere riassunti nel modo seguente.
01.01.2006
di Piergiorgio Odifreddi
Non vogliamo certo parlare di nulla: o meglio, certo vorremmo parlare di nulla, ma ce lo impedisce formalmente la sintassi italiana. Passare alla semantica non risolve però il problema, e lo rende anzi ancora più problematico: a meno che non ci si limiti a profondità abissali quali il fatto che il nulla non è per nulla essere, o che l'essere sta dove non sta il nulla, e via di seguito.
10.12.2005
di Massimo Pittau
L'articolo 6 della Costituzione italiana recita testualmente: «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche».
Erano passati esattamente 50 anni dalla data di entrata in vigore della Costituzione nel 1948, prima che finalmente venisse promulgata in Sardegna una legge regionale, quella num. 26 del 15 ottobre 1997, intitolata «Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna», legge che indica e prescrive le linee di attuazione di quella norma costituzionale. Due anni dopo è stata finalmente promulgata pure la legge del Parlamento Italiano num. 482 del 15 dicembre 1999, intitolata «Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche».
11.11.2005
di Caterina Ortu
La nozione di maschera implica generalmente una relazione di causa ed effetto con qualcosa di straordinario, come se la natura che si trova intorno a noi debba apparire modificata e trasformata in un universo favoloso fatto di dei, di spiriti e di mostri.
10.11.2005
di Umberto Scopa
Mi sto chiedendo se sono un replicante. Mi dico che un replicante non se lo chiederebbe. Dunque c’è speranza. Qui davanti a una tastiera e uno schermo per ore. Schermi, tastiere, cellulari, automobili. Quanto tempo della nostra vita si prendono?
Anzi, quanto tempo della nostra vita gli diamo?
23.10.2005
di Anna Maria Piccione
Alessandro Manzoni in una lettera ad Adelaide Montgolfier del 1836 rifiutò di comporre “inni per fanciulli” perché sosteneva che questo tipo di letteratura contenesse una contraddizione: lo scontro della libera scelta creativa con il vincolo didattico-morale. Anche Benedetto Croce nel secolo successivo escluse che la vera letteratura potesse essere “oggetto di fruizione per i fanciulli”, perché nello scrivere per loro si era troppo soggetti a regole.
24.09.2005
di Piergiorgio Odifreddi
Marzo 1993
Gesta: Ci furono due filosofi di nome Ludwig Wittgenstein: che essi si siano incarnati nella stessa persona è una coincidenza di natura mistica, che si può constatare ma non spiegare.
Il primo, nato nel 1889, si interessò al linguaggio formale della logica elementare, credette di aver risolto tutti i problemi della filosofia, scrisse la bibbia del positivismo logico, il Tractatus logico-philosophicus, il cui motto ammoniva che "ciò che si sa, si può dire in tre parole", ed abbandonò conseguentemente la filosofia, dopo una vita vissuta sull'orlo del suicidio.
04.07.2005
di Piergiorgio Odifreddi
Febbraio 1997
Nella primavera del 1996 una nota rivista di ermeneutica statunitense pubblicava un articolo del fisico Alan Sokal in cui, allineandosi al linguaggio e alle posizioni tipiche delle scienze sociali decostruzioniste, egli mostrava di condividerne le perplessità sulle pretese di assolutezza della scienza.
02.06.2005
di Serena Accascina Polizzi
La famiglia ha attraversato enormi cambiamenti dal secolo scorso, la velocità delle trasformazioni sociali e tecnologiche continua a ritmo crescente e la letteratura, come il cinema, non fanno che descrivere tale percorso.
03.05.2005
di Elisabetta Bertozzi
Nei momenti in cui il tempo e la vita sfuggono vi è un rifugio, una breve realizzazione di serenità quando si concentra nella scrittura, o quando si immerge completamente nel paesaggio e nella natura: qui si ferma il tempo, qui il movimento lo spazio e il dolore non esistono più.
16.04.2005
Vita
Alan Turing morì suicida nel 1954 all'età di quarantadue anni, dopo aver mangiato una mela intinta nel cianuro. Durante la seconda guerra mondiale fu il cervello umano di un ente di spionaggio, e riuscì a decodificare il codice di trasmissione tedesco...
15.04.2005
di Massimiliano Magnano
Qualche volta la Poesia è anche consuntivo, resoconto parossistico e onnicomprensivo delle esperienze personali del Poeta, che questi elabora per sé. La creazione rimane perciò un atto liberamente dovuto nei confronti del proprio essere:....