Tell a friend about this page
16239
TERZA PAGINA WORLD
Tell a friend about this page
Welcome to the World's Arts Journal. International Arts, Culture, Ideas.

...and more


01.06.2008
SEVERINO CALOGERO CONTE DI V**
EMIGRANTE

di Emilio Gallo
(autore di madre lingua spagnola)

-De profundis clamo ad te Domine, Domine exaudi vocem meam.-
Cosí finiva le sue plegarie don Severino Calogero conte di V***, ultimo discendente ed erede di una volta onnipotente famiglia che aveva dominato tutto il paese e la valle. Delle loro vaste proprietá solo rimase una piccola casa colonica con finestre rotonde.


01.02.2008
Tratto da “Luna allo specchio”, Ed. Il Filo, Novembre 2007.

Totò e il mare
di Vanessa Vallascas

Totò percorreva, a grandi passi, quel sentiero ogni mattina.
Le spalle incurvate sotto il peso della cartella e nel cuore un sogno antico… da quella terra arida, dove il cielo piange lacrime di polvere e il sole brucia gli animi, da grande avrebbe preso il mare.


01.01.2008
Orfana di mia figlia
Brani scelti

di Morena Fanti

[…] Sono già passati due mesi dalla morte di Federica. Mi sembra impossibile che la nostra vita sia andata avanti ugualmente, eppure è così. Non so, però, se questo sia più tranquillizzante o più angosciante.


01.12.2007
Il nuovo romanzo di Cristina Tarabella

SKIATOS
Λόγοι
Περί Ảινιγμάτων

DISCORSI   INTORNO   AGLI   ENIGMI
(DELLA VITA)


PARTE QUARTA

Nella sua lunga vita il Maestro non aveva mai temuto alcun ché e nella sua Ora Estrema, non temette la morte…
Il volto increspato da rughe profonde era ormai un simulacro di se stesso: emblema di inveterata saggezza…
lo spirito defluiva dal suo sguardo, come acqua versata da un calice…
e ormai si faceva sempre più distante…
Le ultime parole, il Maestro, volle riservarle a me, suo discepolo e amico, di una lunga vita passata insieme…


01.12.2007
ALIVERTU
sa colonizatzione de unu pastore

de Mario Puddu

(continua dalla terza parte)

Candho su chimbantaghimbe che apo finidu sa cuinta, ne deo e ne babbu ischiaimus si sas iscolas las aia finidas pro sempre. A mie no mi podiat bènnere a conca etotu de andhare a "istudiare": fossis a babbu, e si bénnidu li est no creo chi che li siat essidu gai, desesi. Si est una cosa, fit su bisonzu, una vida tribbulada chei su cane, chi li at fatu cambiare idea, comente su bisonzu bi che l'aiat posta in conca. Maleitu e bisonzu!... No, maleita e iscola!... Boh!... Pariat chi s'iscola serbiat pro si catzare su bisonzu, ca chie fit "istudiadu" istaiat bene, ma pariat chi a su chi fit in su bisonzu no li podiat mancu bènnere a conca de andhare a "istudiare", chi no faghiat a si catzare su bisonzu cun s'iscola.


01.11.2007
Il nuovo romanzo di Cristina Tarabella

SKIATOS
Λόγοι
Περί Ảινιγμάτων

DISCORSI   INTORNO   AGLI   ENIGMI
(DELLA VITA)


PARTE SECONDA E TERZA

Stavo avvicinandomi al compimento del mio diciottesimo anno di vita. Intanto, già da tempo, notavo nel mio corpo, notevoli e mirabili trasformazioni. Sentivo alitare da dentro il mio Essere incredibili fantasie…
Il torace mi si ricopriva di una fitta peluria bruna, che andava sempre più infoltendosi.
Le mie membra si ingrossavano dentro le vesti.
Istinti nuovi e richiami mai provati, sgorgavano dai miei desideri.


01.11.2007
Mio nipote conosce il cielo
Tratto da Io vivo di tenerezze

di Nelson Hoffmann

La mano nella mano, mio nipote e io passeggiavamo in Piazza Matrice. Era primo pomeriggio.
D'un tratto mio nipote alzò la sua manina e indicò il cielo:
- Nonno! Il sole si è spento!
Sollevai il viso:
- Sono le nuvole. È nuvoloso.
E mio nipote:
- Nonno, non c'è!
- Sì che c'è.
E mio nipote perplesso:
- Che cosa è nuvoloso?


01.11.2007
A TEMPO DI ROCK
Racconto cubano

di Alejandro Torreguitart Ruiz

El Barrio è al gran completo per le prove che si tengono alla Casa della Cultura di Guanabacoa. Paco dice che vuole preparare un concerto, ma una cosa diversa dal solito, una cosa importante…
“Questa volta facciamo musica rock”.
“Guarda che suoniamo alla Casa della Cultura” ribatto.
“Mi sono rotto le palle di salsa e merengue….”


01.10.2007
Il nuovo romanzo di Cristina Tarabella

SKIATOS
Λόγοι
Περί Ảινιγμάτων

DISCORSI   INTORNO   AGLI   ENIGMI
(DELLA VITA)


PARTE PRIMA
Premessa.

Io sono l’ultimo rimasto.
Per parlare di ciò che avvenne e  come fu.
I miei compagni si sono tutti dispersi nel mondo, ed io non li conosco più.
Molti hanno persino dimenticato ogni insegnamento che ricevemmo.
E, mi dicono voci di passaggio, essi vivono ormai per accumulare beni materiali.


01.07.2007
Storia di un fantasma vero

di Emilio Gallo
(autore di madre lunga spagnola)

Notte fonda.
La luna illumina di un grigio ferro le strade deserte del paese.
Il silenzio regna quale padrone e signore. Solo i lampioni illuminano con una pallida luce le strade deserte.


01.05.2007
Delirium tremens

di Piergiorgio Leaci

Ore ventiquattro e trenta di una notte qualsiasi di un giorno qualunque. Io e lei eravamo nella mia stanza. Una bottiglia vuota gocciolava sulla moquette, una mezza piena se ne stava sul tavolo assieme ai piatti sporchi e i mozziconi di qualche giorno prima. Faceva freddo e il termosifone non funzionava.


01.05.2007
Emozioni di un viaggio in terra Sarda

di Camuso Tecla

La nave stava immobile, silenziosa nel buio che ci avvolgeva lo stesso con cui ero arrivata quel mattino. Ancora luci sul porto di Olbia, a delimitare la striscia di costa, adesso so cosa si nasconde nell’oscurità: lembi di terra granitica che si protendono in un mare cangiante che l’alba piano piano come un sipario aveva svelato fra le ombre di una nebbia fina..


01.05.2007
Candu morru

di Francu Pilloni

“Candu morru” hiat nau a mimi etotu unu cabudu de cena chi fui sezziu in sa forredda coendimì unu ou spudau in su farifari “candu morru, m’hiat a praxi de ddoi essi presenti”.
E no, cumenti cumbinat a medas a s’edadi mia, di essi corcau in su lettu ma cun sa menti circhendi sparau in sa costa de Corongiu.


01.02.2007
Sa mama de su disertore
Cap. I

di Mario Pudhu

Candho si est faedhadu e sa prima borta arrejonadu de su monumentu, Mariàngela no ndh’at ischidu própiu nudha. Sos duos fizos li fint mortos prus de bator annos, ma a issa li pariat chi no che fit coladu totu cussu tempus.
Pro totu sos àteros, in Cuadu, fintzas cudhos chi aiant pérdidu unu fizu, unu nebode o su maridu, sa fine de sa gherra che fit zai atesu, gai medas e mannos fint sos cambiamentos chi sa gherra e sos annos apustis aiant batidu fintzas a custa bidha.


01.01.2007
SU BURRICU DE MASCHILLONI

di Franco Pilloni

Maschilloni est furriendi a domu cund unu saccu de forrania. In prazza de cresia arziat su barrettu po saludai su predi chi est incortillendi is piccioccheddus a sa missa.
Su dominigu me is biddas assimbillat meda a is ateras dìs de sa cida, si no essit po sa missa e sa dottrina.


01.01.2007
SEPULTAS
Prebiteru Rubens arriva a Paskas
(Capitolo I e II)

di Natalino Piras

C’era edera sui muri, ad artaria di pueblo western, januas sprangate, tancatas dal tempo. Prevalevano il verde e il marrone e altri colori di cane che fugge. Ci ballavano sos aranzolos sullo sfacelo, i ragni. Erbaccia mai mietuta, fieno e spighe murine crescevano nella pietra, nel cemento, sull’asfalto, stratificavano e si succedavano senza alcun ordo. Bava secca di ragnatela usciva dalle januas, dalle grate che un tempo servivano a far sfiatare gli odori di dentro, quando le case erano abitate, e a far entrare aria da fuori.


01.01.2007
Racconto del mese

Umberto Eco e Muhamed
DUE FORESTIERI ALLA FIERA DEL LIBRO

di Drazan Gunjaca

Alcuni giorni fa' si e' conclusa la fiera del libro a Pola. Una delle rare occasioni in cui questa addormentata citta' mediterranea in cerca di identita' si risveglia dal sonno invernale in cui tutti i giorni sono uguali uno all'altro. Anche le foschie sono come quelle di ieri….


01.01.2007
I ladri di sogni

di Salvo Zappulla

Ci sono scrittori che hanno il raro dono dell’ironia. Salvo Zappulla coniuga questo dono ad un’estrema capacità di sintesi, sorretta da una scrittura elegante e scorrevole nella sua immediata semplicità, che ne rendono la prosa godibile e arguta. Anche in questa sua ultima fatica, I ladri di sogni, come già avvenuto in ogni altra opera dove si è cimentato in precedenza (ricordiamo i romanzi L’ombra, Il mostro, In viaggio con Dante all’inferno,


01.01.2007
PRIMAVERA DEL ’44

di Enrico Pietrangeli  2004

Primavera del quarantaquattro, la giornata è vanamente tiepida e serena, continuano movimenti di truppe tedesche che si susseguono da giorni. Dal fronte adriatico, sotto l’alto comando del generale Kesselring, confluiscono a contrastare le armate alleate su quello tirrenico. Puntuali, da qualche giorno, sfrecciano incursioni di caccia britannici per intercettare linee e rifornimenti del nemico. Roma non è lontana, dista meno di cinquanta chilometri, e qui l’orizzonte è contornato di aperta campagna: per lo più ulivi tra ondulati pendii di colline.


01.01.2007
Casa, dolce casa

di Salvo Zappulla

L’ultima rata del mutuo sta per scadere, finalmente posso sentirla mia questa casa; godermela, senza pensare ai sacrifici che mi è costata. Ma ne valeva la pena? La casa che nei miei pensieri doveva essere il rifugio dalle fatiche è ancora la mia casa? Quella che mi ostino impropriamente a chiamare la mia casa in realtà è un condominio, una multiproprietà. Non so esattamente quale sia la definizione esatta di un luogo, un oggetto ( o di una casa per l’appunto ) per il quale uno solo si affanna la vita a pagare le rate del mutuo e tutti gli altri se lo godono, rivendicando diritti acquisiti per virtù divina.


01.12.2006
SONO UNA DONNA

di Stefano Borghi
(raconto vincitore sezione Narrativa del Concorso Sortino 2006)

Non dirmi, uomo, non dirmi cosa dovrei fare; ho quasi vent’anni, sono una donna oramai. Ho un figlio e un nipote cui badare.
Vengo dal Congo, da una tribù che anche se te ne dicessi il nome, per te sarebbe comunque niente.


01.12.2006
Il racconto del mese:
“CON SAPEVOLEZZA”

di Cesare Furesi

Quando ero piccolo mi succedeva una cosa strana. Una cosa di cui ho goduto, sino a quando ho capito. Poi non ho goduto più.
Camminando, per strada o da qualsiasi parte, le persone mi osservavano. Non so cosa cercassero, o cosa trovassero, però guardavano. In mille modi, sia buoni, sia cattivi. Perché la gente quando guarda… guarda. Cioè, alle volte insiste, arriva anche a rompere i cogl… e se ne accorge, ma continua. Intanto, cosa puoi dire.


01.11.2006
Leggende sarde

di Grazia Deledda
Fonte: www.liberliber.it

Contos de fuchile - racconti da focolare -, con questo dolce nome che rievoca tutta la tiepida serenità delle lunghe serate famigliari passate accanto al paterno camino, da noi vengono chiamate le fiabe, le leggende e tutte le narrazioni favolose e meravigliose, smarrite nella nebbia di epoche diverse dalla nostra. Il popolo sardo, specialmente nelle montagne selvagge e negli altipiani desolati dove il paesaggio ha in se stesso qualcosa di misterioso e di leggendario, con le sue linee silenziose e deserte o con l'ombra intensa dei boschi dirupati, è seriamente immaginoso, pieno di superstizioni bizzarre e infinite.


01.11.2006
Racconti sardi

di Grazia Deledda
Fonte: www.liberliber.it

Potevano essere le undici quando la piccola Gabina si svegliò nel gran letto di legno della stanza di sopra, ove dormiva sempre con la sua mamma che le voleva tanto bene.
Ma quella notte la mamma non le stava allato. Perché dunque non c'era? Per quanto Gabina stendesse le sue manine da tutte le parti del gran letto di legno non poteva trovare la sua mamma. Solo le lenzuola fredde come il vento, solo i guanciali di percalle rosso; null'altro!


01.11.2006
Cenere (1904)

di Grazia Deledda
Fonte: www.liberliber.it

Cadeva la notte di San Giovanni. Olì [1] uscì dalla cantoniera biancheggiante sull'orlo dello stradale che da Nuoro conduce a Mamojada, e s'avviò pei campi. Era una ragazza quindicenne, alta e bella, con due grandi occhi felini, glauchi e un po' obliqui, e la bocca voluttuosa il cui labbro inferiore, spaccato nel mezzo, pareva composto da due ciliegie. Dalla cuffietta rossa, legata sotto il mento sporgente, uscivano due bende di lucidi capelli neri attortigliati intorno alle orecchie: questa acconciatura ed il costume pittoresco, dalla sottana rossa e il corsettino di broccato che sosteneva il seno con due punte ricurve, davano alla fanciulla una grazia orientale.


01.11.2006
Elias Portolu (1903)

di Grazia Deledda
Fonte: www.liberliber.it

Giorni lieti s'avvicinavano per la famiglia Portolu, di Nuoro. Agli ultimi di aprile doveva ritornare il figlio Elias, che scontava una condanna in un penitenziario del continente; poi doveva sposarsi Pietro, il maggiore dei tre giovani Portolu.
Si preparava una specie di festa: la casa era intonacata di fresco, il vino ed il pane pronti [1]; pareva che Elias dovesse ritornare dagli studi, ed era con un certo orgoglio che i parenti, finita la sua disgrazia, lo aspettavano.


01.11.2006
Il vecchio della Montagna (1900)

di Grazia Deledda
Fonte: www.liberliber.it

Melchiorre Carta saliva la montagna, ritornando al suo ovile.
Era un gioane pastore biondastro, di piccola statura; una ruga gli si disegnava fra le sopracciglia folte e nere, che spiccavano nel fosco giallore del suo volto contornato da una rada barbetta rossiccia. Anche la sopragiacca di cuoio del suo costume era giallognola, e il cavallino che egli montava era rossastro, tozzo, angoloso e pensieroso come il suo padrone.


01.11.2006
Fior di Sardegna (1892)

di Grazia Deledda


Nota: È uno dei primi romanzi di Grazia Deledda. Il testo elettronico è tratto dall'edizione del 1923 pubblicata presso la casa editrice Modernissima di Milano, ma la prima edizione risale al 1892 (Perino, Roma). Si tratta di un testo quasi introvabile. Fonte www.liberliber.it

alla CONTESSA ELDA DI MONTEDORO in segno di affettuosa gratitudine queste modeste pagine dedica l'autrice

<I>Fermarsi in un sito sconosciuto e montuoso dell'isola di Sardegna, cogliere fra i lentischi e le roccie una timida rosa montana, nata all'ombra degli elci e fra i profumi delle folte borraccine, - esaminarla foglia per foglia, sino agli intimi più segreti ed olezzanti del suo calice, - descivere le tinte rosee sfumate in diafani pallori o in porpore di fuoco, i misteriosi profumi miti sotto le perle della rugiada, acri sotto ai raggi ardenti del solleone, - ecco il modesto scopo del presente Racconto.


02.10.2006
Alivertu
sa colonizatzione de unu pastore
(terza parte)

de Mario Puddu

Candho a deghe annos in sos úndhighi che apo finidu sa cuinta mi che so... beh, ne marcadu, ne essidu e ne intradu a s'àtera iscola. S'àtera iscola bi est. Sempre abberta chi no bi at mancu zanna e ne bracones, abberta pro totugantos, minores e mannos, ómines e féminas e ricos e pòveros totu a méschiu chentza birgonza… Beh, cun àteras birgonzas.


01.10.2006
Costantino Filiberto

di Martino De Vita

Costantino Filiberto non sa quanto tempo sia passato dall’ultima volta che sognò di vivere nudo l’esistenza affannosa della sua vita, in quanto vita, o morte raccontata dopo affanni e inutili inseguimenti per lunghi corridoi bui. Porte chiuse, spalancate, risse per strada, risate strafottenti, musi allungati da ombre insolite. Ombre in fuga, annientate dal freddo della ragione guidato da una mente stanca. Le ombre percorrono itinerari imprevisti, le tende si muovono, ha paura, la luce alle finestre delle case mette tristezza.


03.09.2006
Historia

di Glauco Ginanneschi

Musa di mitologiche sembianze...aforisma del tempo...
come motivo immane di inafferrabile certezza, avvolgi la fragile esistenza di noi ombre del mondo. Immenso... logoro mosaico di eventi sconosciuti e noti alle generazioni eredi di affamate culture.


03.09.2006
DISCORSI  INTORNO  AGLI  ENIGMI (DELLA VITA)

di Cristina Tarabella

PARTE PRIMA
Premessa.
Io sono l’ultimo rimasto.
Per parlare di ciò che avvenne e  come fu.
I miei compagni si sono tutti dispersi nel mondo, ed io non li conosco più.
Molti hanno persino dimenticato ogni insegnamento che ricevemmo.
E, mi dicono voci di passaggio, essi vivono ormai per accumulare beni materiali.
Denaro…


02.09.2006
Alivertu
sa colonizatzione de unu pastore
(seconda parte)

de Mario Puddu

Ma torramus a s'iscola mia... Mia?! Mia nono, lampu! Mai mi est cumbinadu de leare s'iscola che cosa mia. Su mastru emmo, za lu naraiat sempre: «La scuola è vostra e perciò...», però, lampu!... Che a como etotu, mih! Ma lómpidas a bi mancare gai pagu calicunu at a pessare chi mi aggradaiat etotu. Za bi sunt puru, emmo, sos chi in iscola istant bene, ca in domo istant peus.


06.05.2006
Tifo per Wil

di Glauco Ginanneschi

Vi sarà certo capitato di vedere i cartoni animati della Disney; i classici che adoro. Si li adoro..e non mi vergogno a dirlo e quando mi capita li guardo volentieri, perchè mi allontanano dai soliti problemi. Stupende caricature di noi poveri anonimi cittadini, nelle quali, sotto forma di animali, ci riconosciamo e siamo buffi, quasi patetici con atteggiamenti finanche tristi e ridicoli.


06.05.2006
Alivertu
sa colonizatzione de unu pastore
(Incipit)

de Mario Puddu

A Babbu e Mamma, a Susanna, Simona, Serena, Diegu, Beatrice, Clàudia, Daniela, Làura, Sofia, Gioele, Bruno, Gabriele e Sílvia, nebodes fizos de nebodes: chi sa Sardigna de cras siat menzus, in sa continuidade de identidade.
Su manzanu Tzeledha e Luizina, duas bighinas, fint tentendhe sos porcos in su muntonarzu de Sa Turre, chi fit a sa essida de bidha, in su caminu de montes. Tandho totugantos betaiant s'arga in sos essidorzos e su muntonarzu, cun cudhu ludrau a cossa, in zerru, e s'arga torra in mesuia de su bentu, nois lu teniaimus apalas de domo.


01.05.2006
Un altro giorno, un'altra mosca, per caso...

di Enrico Pietrangeli

Era un’estate torrida, ma mai quanto quella precedente; eppure, da quando alloggiavo presso la piccola Emily, non avevo mai visto una quantità tale di agguerrite zanzare. Ve n’erano ovunque, piccole ed impudenti, sempre pronte a ronzarti addosso anche quando, inutilmente, nella rabbia di una morsa, si scagliava, fulmineo, il palmo richiudendosi.
C’era una vasca con dei pesciolini rossi nel suo fiabesco giardino, contornato, qua e là, di gnomi e folletti adombrati tra la vegetazione.


12.03.2006
Cocciaferrata

di Ugo Mazzotta

Seduto su una panca, un po’ in disparte, il commissario Prisco osserva con discrezione il piccolo gruppo di persone che attende l’inizio della messa funebre. In chiesa, oltre a lui, solo la bara ai piedi dell’altare e i pochi parenti del morto.


11.03.2006
Dolce Maremma

di Glauco Gianneschi

Antica terra di incolto verbo primitivo, mai noiosa, che fra mare e  colline vellutate di verdi sinuosità, stuzzicata dal sole e dal vento, hai cresciuto italiche memorie di genti importanti.
Come un armonioso movimento del corpo, dopo esserti scossa di dosso le dolci e “profumose” asperità, ti distendi davanti alla costa eterna in ampia ed armonica ostentazione di vanità.


10.03.2006
Amori d'altri tempi

di Franco Morra

Si viveva realmente in quell’epoca in un altro mondo ed in una etá molto diversa. Era senza dubbio un’etá ipocrita e bigotta, di donne e di uomini pietosi a modo loro che si coprivano le parti superiori del corpo: capo, faccia, collo e spalle con veli e pesanti vesti, laciando scoperte il piú delle volte, come i corazzieri di sua maestá la regina inglese, le parti inferiori alle naturali ventilazioni.


01.03.2006
La trasgressione

di Valeria Borgia

Premessa:  Gaetano è un personaggio secondario del romanzo “La trasgressione”, di Valeria Borgia. E’ innamorato di Beatrice, sorella di Claudia, personaggio principale del romanzo. E’ un amore infelice, in quanto non corrisposto.
Viene richiamato alle armi (siamo ai tempi della seconda guerra mondiale) e viene inviato in Albania. Riesce a farsi rimpatriare, insieme a due suoi superiori di grado,  di cui ha conosciuto la fede antifascista e chiede loro di farlo “arruolare” tra elementi antifascisti di Milano.


03.02.2006
Ero carbonaio

di Franco Santamaria

L’ho finito di fare il carbonaio, maledetto mestiere fatto fino a qualche giorno fa, quando sono stato preso rinchiuso buttato qui dentro. Ecco che sono in prigione come mi dicevano quei miserabili. Contenti? Ora sono contenti che io sono finito qui dentro, me li sento proprio addosso questi muri, non c’è neppure la luce. Il freddo c’è invece, che nervi! me li manda a pezzi i nervi questo freddo, che se fosse una persona…


01.02.2006
I 10 ching del mistero

di Carlo Trotta

ero lì,indeciso come al solito.
Le pizla blu in una mano, le sigarette nell’altra. Seduto sul mio letto, non sapevo se alzarmi o no. Quel giorno proprio non mi andava di andare a vedere la gara, sentivo che dovevo rimanere a casa, mangiare, un po’ di televisione, una domenica borghese.
Purtroppo non assecondai questa prima sensazione, e uscii di casa diretto al circuito.
Non ci sono mai arrivato.


09.01.2006
Il pagliaccio

di Glauco Ginanneschi

Entra nella pista sghignazzando, il cencioso e ciabattoso Pagliaccio;
armato di soli colori sgargianti, con i grandi piedi guadagna la scena e si rivolge al suo mondo, che timoroso e contento della novità, attende curioso gli attimi di una diversa ilarità.
Si è vestito del meglio di se per arrecare sorprendente allegria con l’innocua violenza che è sempre scontata in evidenti deduzioni.



09.01.2006
Odio Topolino

di Carlo Trotta

Topolino è un amico delle guardie. è un topo gigante dall'aspetto schifoso incapace di farsi i fatti suoi. è incuriosito da tutto, e la cosa andrebbe bene se evitasse di invadere la altrui privacy. è capace di spiare il vicino di casa dalla finestra e di farlo arrestare se nota traffici loschi. Topolino ti spia, ti pedina, ti scopre e chiama Basettoni.


04.01.2006
La lunga notte

di Francamaria Bagnoli

Ci sono notti più lunghe delle altre. E' una lunga notte quella di chi aspetta il ritorno a casa
dei figli che sono andati in discoteca. Sono lunghe notti quelle di chi veglia un malato terminale. Lo sono anche quelle di chi ha gravi preoccupazioni e non riesce ad abbandonarsi
al sollievo del sonno.


03.01.2006
Summer Radio Days (Io sono un tiratore scelto)

di Lello Voce

Salve ragazzi! ...Certo che sono felice che abbiate telefonato proprio a me tra migliaia di ascoltatori della vostra fantastica diretta sull’estate in città... è solo che... Cazzo, ragazzi! Sono in una situazione un po’ particolare adesso. Non seguivo la trasmissione, ero impegnato a scansare le fucilate che arrivano dai palazzi vicini e dalla strada...


15.12.2005
JUTIRLA
(Nomina non consecuentia rerum sunt)

di Emilio Gallo
Venezuela

Mi scuso con gli amanti del latino ma la frase corretta è ‘Nomina consecuentia rerum sunt’.
Si chiamava Jutirla.
Egli stesso, molte volte, si domandò cosa volesse significare il suo nome. Perché quello e non un altro? Per colmo di male di genere femminile.


11.12.2005
Il Giornalino di Gian Burrasca di Vamba (l'E-book)

a cura di Dino Ticli

Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d'oggi, che segna l'entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io, come ci ho scritto sotto, perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo.


11.12.2005