04.07.2008
03.02.2008
il blog di Giuseppina La Ciura
01.01.2008
di Maria Cristina Aggio e Nazareno Valente
Di colpo sentiamo il peso degli anni.
Capita, quando certi meccanismi della nostra tecnologica socie-tà ti danno il senso del mutamento dei tempi e la malizia, che s’acquisisce con il trascorrere dei giorni, ti spinge immancabilmen-te a vedere il rovescio della medaglia.
01.01.2008
di Maria Cristina Aggio e Nazareno Valente
Un eventuale Comitato per le Pari Opportunità non avrebbe motivo di lamentele. Nella letteratura gialla classica non c’è infatti alcuna discriminazione legata al sesso, e le autrici di successo si alternano, con naturalezza e senza destare stupore, agli scrittori maschi, sin da quando questo genere emise i suoi primi vagiti. Lo stesso avviene per le investigatrici in gonnella, impegnate anch’esse sin dagli esordi a risolvere intricati casi di sangue con la stessa spigliatezza, e il medesimo successo, dei vari Poirot, Philo Vance ed Ellery Queen.
01.01.2008
di Maria Cristina Aggio e Nazareno Valente
Non siamo dei giuristi, ma saremmo pronti a scommettere che non c’è corpo regolamentare che abbia sostenuto i colpi del tempo con maggior saldezza, al pari delle 20 regole dettate da Van Dine. In circa ottant’anni di vita, esse non hanno infatti subito la benché minima modifica, sebbene siano state poste periodicamente in di-scussione.
Intrinseca saggezza o totale inutilità?
01.04.2007
di Giuseppina La Ciura
Si deve alla passione di pochi editori- tra cui spicca Marco Polillo con la sua collana “I bassotti”- se gli appassionati italiani del Giallo classico possono ancora trovare sugli scaffali delle librerie le opere del loro genere preferito. Come “Uno della famiglia”( “Suddenly at his Residence”-1946) di Christianna Brand, una delle ultime Regine della Golden Age.
01.03.2007
di Luigi Motta
WALLACE PUÒ ESSERE certamente considerato come un vero fenomeno, nel campo della letteratura popolare. Wallace - tutti i nostri lettori lo conoscono - è il magico creatore del romanzo giallo. Ma non tutti i nostri lettori forse saranno invece riusciti a farsi un'idea dell'Uomo, leggendo i suoi romanzi, dal "Cerchio Rosso" ai "Quattro uomini giusti", leggendo le sue storie grandiosamente inquadrate in ambienti suggestivi; come la Borsa, il Turf, le immaginose invenzioni chimiche della "Peste su Londra», le fantastiche vicende di falsari di "Dieci anni di galera".
01.01.2007
profilo a cura di Stefano Machera
Il giallo, e il mystery in particolare, è normalmente considerato un genere letterario minore, di larga presa popolare ma di limitato valore artistico. È interessante comunque osservare che il mystery, ciononostante, presenta delle caratteristiche narrative uniche, che sono anche alla base della sua facile connotazione "di genere".
01.01.2007
di Giuseppina La Ciura
Nel 1944, tre anni prima della morte, quando le sorti del secondo conflitto mondiale volgevano ormai al bello per l’amata Inghilterra, J.J Connington( al secolo Alfred Walter Stewart, professore emerito di Chimica presso il Queen’s College di Belfast)),uno dei grandi della Golden Age, pubblicò il suo penultimo romanzo “Jack-in-the-box “, libro che nella recente edizione italiana in “I Classici del Giallo Mondadori “ ha un titolo molto più intrigante, “Il cratere del diavolo”. Siamo nel Giugno del 1942, ad Ambledown, una “tranquilla località di campagna”, in Cornovaglia, l’immaginario luogo in cui il Nostro ha ambientato molte delle sue storie poliziesche.
01.12.2006
profilo a cura di Stefano Machera
Girovagando per la letteratura gialla, è ben difficile fare molta strada senza imbattersi in una Camera Chiusa. La Camera Chiusa rappresenta infatti uno dei principali topoi (beh, sì, insomma situazioni ricorrenti) del genere, e fu sfruttato sin quasi al parossismo in particolare nell'"Età d'oro" del mystery, quando il giallo era sentito anche se non soprattutto come una sfida intellettuale, un puro "puzzle" che doveva stupire e disarmare il lettore che si azzardasse a competere con l'investigatore di turno.
01.12.2006
profilo a cura di Stefano Machera
Fin dagli albori della narrativa gialla, uno degli enigmi ricorrenti che l'investigatore di turno è chiamato a risolvere è stato rappresentato dal messaggio apparentemente indecifrabile.
A prima vista, il messaggio potrebbe rappresentare un indizio come un altro; in fondo, i racconti polizieschi brulicano di ceneri di sigaretta, impronte digitali, orme, attizzatoi insanguinati e così via. E, come vedremo che a volte i messaggi sono ingannevoli, anche gli indizi possono essere predisposti ad arte per ingannare l'investigatore e il lettore.
01.12.2006
da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Il giallo è un genere letterario nato verso la metà del XIX secolo che ha al centro del suo interesse il crimine.
Si deve alla nota e specializzata collana italiana ideata da Lorenzo Montano ed edita da Arnoldo Mondadori nel 1929, se il termine giallo, dal colore della copertina, ha sostituito in Italia quello di romanzo poliziesco, rimasto per altro in Francia, mentre gli anglosassoni chiamano con detective novel il racconto basato sull'indagine poliziesca e più in generale mystery una storia basata sulla chiarificazione di un enigma iniziale.
01.11.2006
a cura di Tiziano Agnelli - Umberto Bartocci - Adriano Rosellini
Naturalmente, oltre ai gialli che furono pubblicati in collane regolarmente dedicate a questo genere di narrativa, nel periodo che abbiamo preso in considerazione uscirono anche parecchi altri libri gialli inseriti in collezioni non "specializzate", o del tutto al di fuori di una collana organizzata. Parecchie di queste sono già state citate, ma a esse vorremmo aggiungere adesso, per ulteriore informazione, almeno le seguenti:
01.11.2006
a cura di Tiziano Agnelli - Umberto Bartocci - Adriano Rosellini
Abbiamo tratteggiato nei capitoli precedenti la complessa storia della letteratura gialla in Italia nel periodo anteguerra, a partire da quella che fu la prima collana dedicata esclusivamente alla presentazione di narrativa popolare (non soltanto gialla), e fino ad alcuni mesi dopo l’ottobre del 1941, data nella quale fu emanato il decreto del Ministero della Cultura Popolare ricordato nell’introduzione. Questo ebbe l’effetto di far cessare quasi contemporaneamente le pubblicazioni delle due collane più importanti del periodo anteguerra, vale a dire “I Libri Gialli” e i “Gialli Economici Mondadori”. Si è pure visto, però, come altri editori proseguissero nonostante tutto la loro attività nel settore anche oltre tale data, naturalmente tra le mille difficoltà che il peggioramento della situazione bellica imponeva all’economia del paese; fino a che negli anni 1943-44 la pubblicazione di romanzi gialli fu veramente ridotta al lumicino, anche senza mai ridursi veramente a zero, a conferma della vitalità e della richiesta di prodotti del genere.
01.11.2006
a cura di Tiziano Agnelli - Umberto Bartocci - Adriano Rosellini
Diamo adesso qui di seguito un’indicazione di tutte le altre collane gialle edite nell’anteguerra note ai presenti autori, che sono ben consapevoli del fatto che un collezionista può andare sempre incontro a delle sorprese, e che non di rado, ancora oggi, frugando in una bancarella, gli può capitare di imbattersi in qualche esemplare di una serie della quale non aveva mai sentito parlare prima. A voler prendere per buona poi l’indicazione fornita in FD (p. 161), che “fra gli anni Trenta e i primi anni Quaranta” sarebbero state edite “almeno un centinaio di collane poliziesche solo nella zona di Milano” e “quasi altrettante [...] nel resto del nostro paese”, la lista che segue è certamente ben lungi dall’essere completa, e tutto il capitolo va quindi considerato in progress. Inoltre, come già detto nell’introduzione, le indicazioni che verranno fornite sono a volte sommarie, o quel che è peggio errate, vuoi in relazione all’esatto numero delle uscite di una collana, vuoi alle date di pubblicazione, e così via.
01.11.2006
a cura di Tiziano Agnelli - Umberto Bartocci - Adriano Rosellini
Il successo della produzione mondadoriana, indubbiamente di gran lunga superiore a quello di tutte le altre, sia per la qualità dei testi che per l’accuratezza del prodotto editoriale, ebbe come naturale conseguenza la decisione di molti altri editori di entrare in concorrenza, e occuparsi del genere giallo. Da qui, la comparsa di nuove numerose collane, che con alterne fortune accompagnarono quella dei “Libri Gialli” di Mondadori.
01.11.2006
a cura di Tiziano Agnelli - Umberto Bartocci - Adriano Rosellini
Abbiamo iniziato la catalogazione dei gialli pubblicati in Italia nel periodo anteguerra a partire dalla produzione della casa editrice di Arnoldo Mondadori, anche se questi non fu per la verità il primo editore italiano a occuparsi del genere, sia pure sotto il solo profilo delle “collane”. Il giusto rilievo che abbiamo riconosciuto a questo editore trova la sua motivazione nella circostanza che egli ebbe l’indubbio merito di fare uscire questo genere letterario dal settore ristretto in cui forse sarebbe rimasto altrimenti confinato: ovvero, letteratura di evasione e di consumo sì, ma almeno di buona qualità. Esaminiamo brevemente in questo secondo capitolo i suoi precursori, segnalando che uno studio completo di questo periodo, oltre che irto di difficoltà a causa dell’estrema rarità dei relativi “pezzi”, dovrebbe sorprendentemente assumere ben altre dimensioni e profondità. Rinviamo in ogni caso il lettore interessato a qualche ulteriore informazione al già citato FD, una cui parte assai interessante è proprio dedicata a quello che può dirsi il “giallo d’epoca”.
01.11.2006
a cura di Tiziano Agnelli - Umberto Bartocci - Adriano Rosellini
Non è possibile iniziare questa rassegna se non partendo dalla casa editrice Mondadori, la quale, con la sua celebre collana de "I Libri Gialli", ha connotato decisamente il genere in Italia (sia nell’anteguerra che nel dopoguerra). Per questo motivo fu spesso imitata, ma mai eguagliata, sia come livello degli autori, che come qualità delle storie presentate, per non dire poi dell’impeccabilità del prodotto editoriale che veniva infine fornito ai lettori.
01.11.2006
Un articolo d'epoca!!
Sulla credibilità di un patto letterario stipulato in Ogliastra tra scrittore e lettore e su molti altri dettagli minimi e marginali
di Rina Brundu Eustace
Se il vecchio fosse un lord, le vicende raccontate in Tana di Volpe si sarebbero svolte (forse) sotto il cielo nuvolo della splendida campagna inglese. Io amo la letteratura inglese. Anche quella poliziesca. Di quest’ultima mi affascinano i suoi luoghi gotici, le sue atmosfere antiche, i suoi momenti frivoli, i suoi characters esagerati sempre troppo incredibili per poter essere veri.