01.06.2009
di Miriam Punzurudu
Sono trascorsi cento anni dalla morte di Enrico Costa (1841-1909), sassarese narratore, poeta, scrittore teatrale, saggista, autore di una vasta produzione giornalistica. Per presentare l’opera di Costa il Centro di Studi Filologici Sardi e la CUEC hanno pubblicato due volumi curati da giovani laureati nella facoltà di Lingue di Cagliari, supportati da un’équipe di docenti e ricercatori di letteratura, filologia, linguistica e storia della Sardegna.
01.04.2009
un incontro con Antonella Pizzo
di Morena Fanti
Le notizie che strillano più forte sono spesso notizie negative: il web e internet sembrano portare solo molestie e cattivi incontri. Ma non è sempre così. Il web ha fatto nascere anche tante “realtà virtuali”, ossimori tecnologici che abitano il nostro schermo ultrapiatto colorato dai pixel, e una di queste belle realtà è il litblog collettivo Viadellebelledonne, ideato e voluto da Antonella Pizzo, scrittrice e poeta dalle parole scabre, incisive, mai superflue.
11.03.2009
di Rina Brundu
Perché è sempre esistito. Dentro di me! Questa sarebbe senz’altro la risposta più vera alla domanda: “Perché il Premio Gennargentu?”. Per certi aspetti è la stessa risposta che ho già dato rispetto all’esperienza editoriale Terza Pagina World e che darei a chi mi chiedesse dell’altro contest che ho creato e che gestisco, ovvero il Premio Letterario L’Indizio Nascosto-Giallista dell’anno. Tuttavia, per quanto mi riguarda, tra il Premio Gennargentu ed il concorso giallo esistono differenze fondamentali.
01.03.2009
di Simonetta Sitzia
Il Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, da cui prende le mosse Franco Pilloni per l’elaborazione del suo dramma, è uno dei quattro registri monastici di età giudicale giunti sino a noi in originale.(1) Esso conserva annotazioni di carattere patrimoniale riguardanti il monastero benedettino camaldolese di Santa Maria di Bonarcado, sito nel Regno d’Arborea, quali permute, donazioni, acquisti e vendite di bestiame, cessioni di terre e di servi.
01.03.2009
Premessa storica al dramma in due atti di Franco Pilloni
“Bera de Zori”
di Giovanni Serreli
Su kertu n. 25 del Condaghe (1) di Santa Maria di Bonarcado che riguarda e coinvolge la protagonista di questo dramma, Vera de Zori, è storicamente riconducibile al principio del XIII; più precisamente al periodo compreso tra il 1228 e il 1238(2) e si svolge nel territorio del Regno di Arborèa.
01.03.2009
Tra ironia e poesia nella scrittura - Un’analisi di Ogus Citìus: Storia vera di uno straniero che cercò fortuna nel mio paese (1)
di Rina Brundu
Curcuris, 3 Settembre 1947
Stimabile Sig. Generoso Cancedda, chi scrive è il parroco di Curcuris, don Orazio Cocco, a nome e per conto di...
01.02.2009
di Marco Scalabrino
“O tu ca passi … / ricordati ca sugnu … patri / d’un Callimacu natu nta Cireni / … pueta”;
“Passanti, tu si’ accantu di la tomba / di lu figghiu di Battu, / bravu comu pueta.”
Biografia essenziale – luogo di nascita, paternità e (ribadito) status di poeta – fornitici di prima mano, rispettivamente dagli epitaffi per il padre, Batto, e per se stesso.
01.01.2009
di Marco Scalabrino
Ho incontrato Fina Abbadessa alcuni anni or sono a Trapani, la mia città, nelle circostanze di un concorso letterario. Quel pomeriggio lei conseguì il primo premio con un suo componimento in Italiano, la cui recitazione fu ben apprezzata. Io ero in platea, tra il nutrito e attento pubblico, e a fine cerimonia mi avvicinai e mi presentai a lei, sia per felicitarmi a motivo della meritata affermazione sia per parteciparle che tra le righe del suo testo, dal titolo ASPETTANDO LA MAREA, in quella “quercia possente, corteccia ruvida e fronde rigogliose, ghermita un mezzodì qualunque dalla Gorgone” io avevo ravvisato un lirico, tenero, affettuoso omaggio al padre.
01.12.2008
di Salvo Zapppulla
Rita ha dieci anni appena quando conosce il suo calvario. Rapita da un maniaco, rinchiusa in una squallida stanzetta tra topi e avanzi di cibo, con un televisore a tenerle compagnia, e seviziata per lunghissimi interminabili anni. Paolo Di Stefano, giornalista del Corriere della Sera e scrittore, racconta la storia di un'infanzia violata prendendo spunto da un fatto di cronaca, (la storia di Natasha Kampusch, la ragazza scomparsa a Vienna nel '98 e tenuta sequestrata per otto anni) sviluppa un noir psicologico dove i ruoli tra vittima e carnefice si intrecciano ambiguamente.
01.12.2008
di Simona Lo Iacono
Ci sono sogni che non si realizzeranno mai.
Che devono restare sogni.
Che hanno incisi su di sé l’assenza. Assenza dal mondo.
Sono i sogni migliori. Quelli che dicono la stoffa di un vero sognatore. Quelli che seminano tracce da cogliere, resti di giorni, radici del tempo.
02.11.2008
Sulla severità di metodo richiesta a chiunque voglia scrivere un giallo classico, sul Nuovo Giallo Italiano, sulla balena bianca-Giallista dell’Anno e sul ruolo dei literary games in tempi di crisi…
di Rina Brundu
Sia ben chiaro, non abbiamo preso questa decisione a cuor leggero! Proprio così, la decisione di non eleggere alcun vincitore del Premio Letterario L'Indizio Nascosto 2008 non è stata facile da prendere. Per tutta una serie di motivi: perché la qualità scritturale dei testi in partecipazione all’edizione 2008 è stata generalmente più alta rispetto all’edizione 2007, perché alcuni degli autori si sono dimostrati decisamente bravi, perché parecchi degli eroi presentati rimarranno nel cuore, perché le atmosfere ricreate (particolarmente quelle sarde) sono risultate sorprendentemente convincenti.
01.11.2008
un incontro con Alessandro Berselli
di Morena Fanti
Normalità e invisibilità: lì si nasconde il gesto improvviso, quello che sorprende e taglia, affetta e nasconde.
Io non sono come voi (pagine 125 - euro 12,00 - Pendragon ), l’ultimo romanzo di Alessandro Berselli, è una storia al limite della follia nascente, che poi si sviluppa e si forma sotto ai nostri occhi mentre leggiamo. Io non sono come voi, è ciò che pensa Paolo Graziani, portiere di un condominio di via Saragozza a Bologna, e diventa quasi un grido di non appartenenza: una dichiarazione d’intenti in un compiacimento che elabora e enfatizza la diversità assecondata con cui il protagonista si guarda e guarda gli altri.
01.11.2008
di Umberto Scopa
Di ramo in ramo
“Dall’olmo, sempre cercando dove un ramo passava gomito a gomito con i rami d’un'altra pianta, si passava su un carrubo e poi su un gelso. Così vedevo Cosimo avanzare da una ramo all’altro, camminando sospeso sul giardino” (Il barone rampante)”.
Nel romanzo di Calvino “Il barone rampante” il narratore racconta che in tempi antichi una scimmia che fosse partita da Roma saltando da un albero all’altro poteva arrivare in Spagna senza mai toccare terra”.
01.10.2008
di Simona Lo Iacono
La voce di Roberto Alajmo mi arriva su fruscii di cellulare. La colgo a frammenti e poi d’un fiato. E’ in macchina e mi parla tra una galleria e un’altra, in una strada che immagino ostacolata da speroni di roccia.
Non so dove sia diretto. Ma questa chiacchierata sui libri e la scrittura la percepisco in movimento. Come un refolo. O una scia di corrente.
14.09.2008
Considerazioni e riflessioni sul ’68 e dintorni in forma di saggio breve.
di Rina Brundu
"Le vent se lève - il faut tenter de vivre". Più del maggio francese, più del Vietnam, più degli assassinii di Martin Luther King e Robert Kennedy, più della Primavera di Praga e degli esperimenti del “socialismo dal volto umano” di Dubcek, più degli exploit di Nino Benvenuti o delle “battaglie” politiche negli atenei di mezza Italia, è senz’altro questa malinconica gemma rubata al Cimitero Marino (1922) di Paul Valéry per farla diventare celebre graffito della Parigi sessantottina, ad essere diventata la personale eredità ideale di quel mio glorioso anno di nascita. Il 1968, appunto.
01.08.2008
di Francu Pilloni
Introduzioni
Ma su mundu s’hat a sfai devveras? Assumancu su mundu aici comenti ddu conosceus?
Est tempus meda chi sa pregonta currit in bucca de sa genti in donnia parti de su mundu, prenendu sa conca de pantasias e su coru de anghiscia.
A custu fattu funt accapiadas medas profezias, a cumenzai de sa prus connota, cussa chi zerriaus Apocalissi de santu Giuanni, po sighiri cun ateras, medas ateras, finas a cussas chi si nat hapat pronunziau Padre Pio de Pietralcina, mortu de no medas annus e pesau a s’onori de s’altari in tempus curzus chi hanti fattu spantu.
01.08.2008
di Pietro Atzeni
Qualche anno fa sono stato a vedere la Grotta della Vipera che si trova alle pendici del colle di Tuvixeddu sul viale S. Avendrace a Cagliari in uno allora dei rari giorni di apertura. A fianco a me c’era un turista romano che mi chiese quanto la grotta fosse lunga e quali caratteristiche le stalattiti e le stalagmiti.
01.07.2008
Triatu in limba Biddanoesa
Commedia
Millenoexentosbintunu
01.07.2008
Ogni anno, la terza domenica di Giugno, a Villanova Strisaili si festeggia San Basilio Magno. Si tratta di una delle ricorrenze più antiche, più attese, se non forse della festa più vera dell’Ogliastra profonda. Di quell’Ogliastra che riflette i suoi ritmi lenti dentro le chiare acque del Lago Alto Flumendosa e consola le estati afose all’ombra di un’imperturbabile Punta La Marmora.
01.06.2008
di Salvo Zappulla
Protagonista di questo romanzo è una coppia che gravita nel mondo del cinema con grami risultati. Lui -Frederick- è uno sceneggiatore neozelandese, la moglie un'attrice di secondo piano. Inaspettatamente per lei si prospetta la possibilità di successo, solo che...c'è uno scoglio da superare: deve girare una scena di sesso molto spinta con un altro. Dopo brevi tentennamenti deciderà di accettare.
01.06.2008
di Marco Scalabrino
Nat Scammacca (poeta, narratore, fondatore nel 1968 dell’ANTIGRUPPO), i cui testi ho avuto il privilegio di volgere in Siciliano (POEMS PUISII – 1999), ebbe a scrivere che la poesia “pigghia tantu di ddu spaziu nna lu chiù nicu di li cucchiarini chi ci vulissiru misati sani pi travirsàrilu di punta a punta”. E Stanley H. Barkan (poeta ed editore newyorchese) ha puntualizzato: <Translation is really transmutation. The important thing is for the poem to be a poem in the target language>.
01.06.2008
Con questo romanzo Roberto Mistretta entra da protagonista sulla scena del noir italiano. Lo scrittore di Mussomeli, paesino a due passi dal paese di Camilleri (sarà solo un caso?), imbastisce trame avvincenti, veri dipinti neorealistici, alternando momenti venati di tenera ironia e tinte nere dal violento impatto emotivo.
01.06.2008
un colloquio con Mariolina La Monica
di Morena Fanti
“Cipria” non è un libro da leggere, è un libro in cui vivere.
Leggendolo ti senti parte integrante del racconto. Entri in sintonia con la protagonista e le sue emozioni, condividi con Matilde e la famiglia Panara una parte della loro vita, passando tra cambiamenti ed eventi dolorosi, in atmosfere così intense da racchiuderti in loro. Dimentichi che stai leggendo ed entri in quell’angolo di mondo a Castagneto Mare.
01.05.2008
un colloquio con Maria Di Lorenzo
di Morena Fanti
Un lavoro appassionato e appassionante sta dietro le quinte di «In purissimo azzurro» (www.inpurissimoazzurro.org) , un sito web molto ricco e pieno di sorprese interessanti. Scorrendo le pagine, gli articoli, le recensioni e i racconti degli autori ospiti, ci si rende conto che gli interessi artistici del sito sono molteplici e tutti all'insegna della qualità.
01.05.2008
incontro con Luigi Romolo Carrino
di Morena Fanti
Una storia cruda e feroce, raccontata da L.R. Carrino con una scrittura che va dritta alla meta, densa nei contenuti e nello stesso tempo fluida nel raccontare, pur nella violenza di certe pagine che arrivano allo stomaco come una mano che rovista nelle viscere.
Frasi brevi e dirette e dialoghi veri, con parole altrettanto sincere. Una scrittura rovesciata, in una sequenza a ritroso negli ultimi tre giorni prima dell’epilogo, in un avvicendarsi pulsante e incombente.
01.05.2008
di Miriam Punzurudu
Sebastiano Satta è il maggiore poeta sardo dell’800. La sua produzione poetica, permeata di ideali umanitari, si ispira principalmente alla vita regionale ma è aperta al tempo stesso alle maggiori esperienze della poesia Italiana del tempo, dal Carducci al Pascoli. Le sue liriche migliori sono raccolte nei Canti Barbaricini e nei Canti del salto e della tanca.
01.04.2008
di Marco Scalabrino
La notizia della scomparsa di Antonino Cremona (Agrigento 1931-2004) si diffuse nell’Autunno tra gli amici e negli ambienti della poesia dialettale siciliana.
Sedato lo sgomento, acquisito il dato della ineluttabilità della morte, la prima autorevole sentita testimonianza è stata la “Lettera per Antonino Cremona” di Salvatore Di Marco, datata 10 Febbraio 2005.
01.04.2008
di Marco Scalabrino
“E così un altro protagonista del RINNOVAMENTO della poesia siciliana ci ha lasciato: protagonista di un rinnovamento fondato sui testi e non sugli oziosi proclami, sugli esiti artistici individuali e non su qualche manifesto. Ma se n’è andato senza lasciarci una raccolta organica delle sue poesie in siciliano”, leggiamo in un pezzo di Paolo Messina, in ricordo di Aldo Grienti, pubblicato nel Febbraio 1988 a Palermo, sul numero ZERO di quello che fu l’effimero ritorno - ad opera di Salvatore Di Marco - del PO’ T’Ù CUNTU!
01.04.2008
Contra temporum stupiditate…
di Rina Brundu
E’ un articolo non facile da scrivere e da pubblicare per chi, come me, è sempre stata convinta che la scrittura sia un mero atto privato. Riportata da qualcuno che ha fatto di Internet il primo editore di riferimento e dei suoi siti la casa dell’anima, mi rendo conto che una simile dichiarazione potrebbe risultare criptica, quando non incoerente, sebbene la stessa non nasconda alcun approccio...
01.04.2008
di Gordiano Lupi
Il romanziere e poeta cubano Osvaldo Navarro è morto nel suo esilio messicano, il 7 febbraio 2008, vittima di un infarto. I suoi resti sono stati cremati e le ceneri portate dalla moglie, la poetessa Elena Tamargo, a Miami - dove risiedono i figli Osvaldo e Nazin - per essere sepolte in terra statunitense.
01.03.2008
di Massimo Rondi
Gianna Baltaro non ha atteso di concludere il primo mese del 2008. Se ne è andata. In soli quattro giorni.
In punta di piedi, senza troppo disturbare.
Con garbo, come le era congeniale.
Lo ha fatto sorprendendoci, come in realtà ci si aspetta da un autore di gialli (ma, in questo caso, alla sorpresa volentieri avremmo rinunciato).
01.03.2008
un colloquio con Alessandro Ramberti
di Morena Fanti
Fara Editore è nata nel 1993, ha sede in Santarcangelo di Romagna ed è tra le realtà editoriali più promettenti degli ultimi anni. Il marchio è un carattere cinese arcaico che significa "parola, dire, esprimere": un simbolo il cui significato è espresso nello slogan "l'universo che sta sotto le parole".
01.03.2008
un colloquio con Antonio Nicoletta
di Morena Fanti
Una miriade di pubblicazioni tecniche su inquinamento, combustibili, acque e carburanti.
Una serie infinita di articoli, saggi e presentazioni. Una laurea in chimica e una vita di lavoro nell’industria petrolchimica.
Studi storici, araldica e genealogia. E poi libri e poesie con guizzi nostalgici e romantici.
Una personalità davvero variegata quella di Antonio Nicoletta; una personalità che nasconde ancora tante cose da dire e uno spirito arguto con cui scriverle.
01.03.2008
Gúspini, 15 de su meseidas 2007
di Mario Pudhu
Língua sarda: salvai e avalorai diversidadis e unidadi
Un’idea isbagliada de língua
A nosu Sardus, po totu su chi pertocat sa língua sarda, si pesat meda un’idea isbagliada de língua chi s’at donau s’iscola. Cun custu no seu pentzendi chi s’iscola s’at imparau a ndi cancellai su sardu (custu gei est craru), ma própiu pentzendi a s’idea chi nosi at fatu fai de sa língua italiana etotu.
01.02.2008
Manifesto politico di Terza Pagina
di Rina Brundu
Mi sono davvero rotta le balle! Non lo avessi già usato per il pezzo su Harry Potter, non ho dubbi che questo sarebbe l’incipit ideale per l’articolo che segue. Lo scrivo di malavoglia, lo scrivo vergognandomi di dover “costringere” il mio intelletto dentro limiti angusti che francamente non gli appartengono e vergognandomi di dover sottostare a “consuetudini” anacronistiche (quali siano queste consuetudini lo dirò poi) che nell’era di Internet fanno semplicemente sorridere nella loro ingenuità.
01.02.2008
di Mario Puddu
“Replica” a Franco Carlini? Arringràtziu meda a Rina Brundu, ma no nci apu mai pentzau! Su chi apu sempri pentzau est de sighiri a pentzai a is Sardus. E fintzas a su sardu, ca sa chistioni de is Sardus no est una chistioni de língua.
In cantu a Franco Carlini, chi connòsciu e sigu a istimai de diora (e prus de una borta apu organizau sa presentada de calincuna de is òperas suas chentza mi ammammalucai po chistionis de iscritura) depu nàrriri una cosa chi mi dispraxit.
01.01.2008
di Renzo Montagnoli
D: E' appena uscito il tuo ultimo lavoro, una silloge intitolata Ad Istanbul, tra pubbliche intimità edita da Il Foglio Letterario di Piombino. Ce ne vuoi parlare?
R: Sì, ma è impresa non facile per tematiche e riferimenti. Molti spunti sono già emersi attraverso l’analisi di chi ha voluto cimentarsi in alcuni scritti critici già inseriti nel libro. Di fatto lo considero il naturale proseguimento del mio precedente lavoro, “Di amore, di morte”, uscito nel 2000. Da allora non hanno avuto seguito mie ulteriori uscite editoriali nel settore della poesia.
01.01.2008
di Franciscu Carlini
Fia abettendi de una dì a s'atera una littera de Mariu Puddu (perdonaimì, Mario Pudhu) a is giornalis po sighiri s'apostulau suu e cunvertiri totu is sardus, finas is ominis de sa Cresia, a su fueddu, su verbum suu. E candu apu liggiu cussa chi at prentau S'Unioni Sarda su 21 de custu mesi, sa primu cosa chi apu penzau est stetia: "Mischineddus is amigus mius chi si nàrant Uccheddu, Naseddu, Doneddu, Crobeddu, e su cumpangiu miu de ginnasiu Antiogu Piseddu, immoi munsegnori de Lanusè e secretariu de sa Cunferenzia Episcupali Sarda.
30.12.2007
di Natalino Piras
Orgosolo Dice tziu Pipinu Marotto che il libro “Orgosolo ‘68-‘70-Il triennio rivoluzionario” scritto dal compaesano don Pietro Muggianu e pubblicato da Studiostampa nel 1998, non l’ha letto in maniera approfondita. Un libro che comunque lo si guardi, con il distacco dello storico o con la passione del coinvolto, in quei fatti rientra. La stessa “passione di Orgosolo” che tra gli altri, per dire degli stranieri, ebbe un fervido sostenitore in Edouard Vincent, il viaggiatore francese-barbaricino scomparso agli inizi di questo 2003.
01.12.2007
Nel ricordo di Antonio Strinna.
Già da sei anni Franceschino Satta non è più fra noi, almeno non fisicamente, sono anni però che continuano a vivere di lui, delle sue opere, dei suoi sguardi sereni; anni che continuano a brillare della sua poesia, letta e cantata, in ogni angolo della Sardegna e non solo. Nel cuore di tanta gente e di tanta musica sarda. Come Ispadas de sole, Unu ballu pilicanu e Babbu nostru. Risuonano ancora oggi, con i suoi versi, i suoi sentimenti, così forti e sinceri, insieme alla sua grande passione per la letteratura e per la sua comunità.
01.11.2007
di Marco Scalabrino
Nelson Hoffmann è nato nel 1939, a Roque Gonzales, RS, Brasile, dove risiede. Avvocato e amministratore, ma soprattutto professore, ha formato generazioni di lettori e scrittori ed è l’artefice principale del risalto letterario di Roque Gonzales. Considerato un maestro della letteratura dello Stato delle Missioni – autore del distico registrato “Roque Gonzales – Terra e Sangue delle Missioni” – pratica, in aggiunta alla saggista e alla traduzione, tutti i generi letterari, mettendosi in luce specialmente nella narrativa, per merito di un seducente stile narrativo che cattura sin dalle prime righe.
21.10.2007
La sfida intellettuale e la quest letteraria.
di Rina Brundu
Non l’abbiamo trovato! Parlo del Giallista dell’anno 2007. Nonostante la buona qualità dei romanzi in concorso, nonostante l’ottimo background tecnico e culturale (alcuni testi sono nati dentro l’ambiente universitario) degli autori impegnati, la Giuria ha votato all’unanimità per la non assegnazione della Coppa e del Titolo di Giallista dell’anno 2007.
03.10.2007
di Marco Scalabrino
ROSA FRESCA AULENTISSIMA, Poesie Siciliane, volume impresso a Palermo in 300 copie, è del 1985:
ventidue testi -
in scrupoloso ordine cronologico, tra il 1945 e il 1955 -
senza versione in Italiano, né note né glossario -
nel complesso poco più di duecento versi -
con accenti tonici per favorirne la lettura.
02.10.2007
Incontro con Salvatore Spoto
di Morena Fanti
Giornalista e docente di diritto, grande conoscitore di storia e di antichi miti, Salvatore Spoto è soprattutto un grande narratore. Le sue parole avvincono e tengono il lettore con il fiato sospeso in attesa di conoscere il seguito delle storie affascinanti e magiche che Spoto scrive con grande maestria.
Sue opere sono presenti non solo in biblioteche pubbliche ed istituti universitari italiani ma anche nelle catene librarie e nelle biblioteche di prestigiose università straniere ( University of Cincinnati, Columbia University, Yale University, The New York Public Library nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, a Washington).
01.10.2007
un saggio breve di Rina Brundu
Non ho mai fatto mistero della mia passione per Internet! In diversi momenti, ho anche tentato di mettere nero su bianco, vedi il trittico Fenomenologia della Rete, alcuni pensieri rispetto alle dinamiche che governano un tale universo parallelo. Di sicuro, il lavoro fatto sino a questo momento è ben lontano dal potersi considerare un lavoro esaustivo. Come dissi in altra occasione, maggiore impegno sarebbe necessario per portare avanti una indagine a 360° che metta in luce le infinite possibilità offerte da una simile dimensione nuova!
25.08.2007
di Rina Brundu
Nel Paese delle ombre, delle stragi impunite, dei processi mediatici tesi a dimostrare tutto e il contrario di tutto, nel Paese dei colpi proibiti, degli intrighi finanziari, delle mezze verità condite con mille bugie, immagino che questo mio desiderio di provare a raccontarne almeno una di verità, intera, sia in qualche modo giustificato. Soprattutto, immagino che sia il mio essere a sentire il bisogno di farlo!
01.09.2007
di Salvo Zappulla
La scrittrice Tea Ranno, siciliana che vive a Roma, laureata in giurisprudenza, si aggiudica il premio Mangialibri 2007. Questo singolare premio organizzato da una delle più anticonformiste riviste italiane sul web, dedicato al mondo dei libri e dei fumetti, avviene su Second Life, il sito internet popolato da quasi dieci milioni di persone. David Frati, direttore di Mangialibri, ritiene che il premio sia diventato qualcosa di totalmente nuovo rispetto agli altri premi letterari perché ha spirito popolare e vuole coinvolgere i milioni di lettori che frequentano internet.
01.08.2007
della Casa Editrice IL POZZO DI GIACOBBE
di Morena Fanti
Ho incontrato il Dott. Di Girolamo alla Fiera del Libro di Torino, nello stand della sua Casa Editrice. Siamo circondati dai libri. Libri belli, colorati, graficamente eleganti. Si nota subito la bella veste editoriale, la cura dei dettagli di queste pubblicazioni, nonché la particolarità di alcuni argomenti trattati, che a prima vista sembrano di non facile lettura.
01.07.2007
un colloquio con Daniele Barbieri
di Morena Fanti
Una serata in una tranquilla biblioteca di paese nei dintorni di Bologna.
L’occasione è una ‘Conversazione con l’autore’, che in questo caso è Daniele Barbieri. Niente di più sicuro e ‘normale’, così almeno sembra. Ma l’imprevisto è spesso dietro l’angolo. Visioni pericolose e penultime verità sono sempre in agguato, in questo come in un altro mondo, o meglio ancora, in un mondo altro.
Potrei dirvi che sono stata folgorata da un uomo e dalle sue parole e sono sicura che mi credereste. E forse è davvero così, qui dove tutto è possibile.
01.05.2007
01.05.2007
di Franco Pilloni
Cicitu no est Deus.
Francesco Masala non è Dio. Non è neppure il suo legale rappresentante.
È "un piccolo signore con gli occhi blu e lo sguardo scuro".
Rispetto allo sguardo soltanto, suppongo che abbia preso in tutto e per tutto da Sardus Pater-Babbai, considerato che lo sguardo scuro, il viso severo, sono una prerogativa molto diffusa fra noi Sardi adulti.
01.04.2007
di Daniela Fubini
A Torino come nel resto del mondo in primavera ricorderemo la morte di Primo Levi, avvenuta in un aprile tiepido di venti anni fa, non abbastanza lontano da rendere il ricordo storia recente, ma piuttosto una memoria nitida, vicina e lontana nel tempo (la radio in cucina che ripete incredula poche frasi: non è sicuro come, Primo Levi è caduto nella tromba delle scale del suo palazzo). Tutti diremo: sembra ieri.
01.04.2007
di Emanuele Fontana
«Tutti i sani (tranne qualche ben consigliato che all’ultimo istante che si spogliò e si cacciò in qualche cuccetta di infermeria) partirono nella notte del 18 gennaio 1945. Dovevano essere circa venti mila, provenienti da vari campi. Nella quasi totalità, essi scomparvero durante la marcia di evacuazione: Alberto è fra questi. Qualcuno scriverà forse un giorno la loro storia» [Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1989, pag. 138].
01.03.2007
di Gordiano Lupi
La delegazione cubana della Federazione Latinoamericana delle donne rurali (FLAMUR) sta portando avanti una campagna affinché a Cuba esista una sola moneta. Cuba è una dittatura e come in ogni regime totalitario certe lotte sono pericolose, anche se è assurdo un sistema monetario che paga gli stipendi con il peso nacional e vende prodotti al pubblico (fuori dal razionamento alimentare) in peso convertibile.
01.03.2007
di Sergio Bissoli
Non esiste l’amore puramente sessuale. In ogni amore esiste una componente sessuale, psicologica, feticista, sadica, masochista, eccetera. Per amore sessuale intendiamo qull’amore dove questa componente è predominante. Questo vale anche per le suddivisioni successive.
01.03.2007
di Marco Scalabrino
Scrivere di Salvatore Camilleri (Catania, 1921) è, necessariamente, un po’ ripercorrere la storia della poesia e della letteratura siciliane degli ultimi sessant’anni.
<Ho scritto SANGU PAZZU, la mia prima opera - sono parole di Salvatore Camilleri - negli anni 1944-45. Essa rappresentava il diario in termini lirici di chi, reduce dalla guerra, ha visto franare tutti i suoi sogni.>
01.03.2007
a cura di Franco Pilloni
Sa redazioni de PARAULAS hat tentu s’occasioni de biri sa littera originali, cun tantu de timbrus de su presoni, e hat riprodusiu in sa copertina is paginas unu e quatturu de sa littera, mentris s’internu, is paginas duus e tres, sunt asuba po andai avatu a sa curiosidadi de is lettoris, chi podint conosciri sa calligrafia de custu sardu famosu e finzas su modu de firmai, "Nino", chi parrit unu ghirigori.
01.03.2007
da "I quaderni del carcere" (Passato e Presente)
(1929-1935)
Apoliticismo
Confrontate le osservazioni sparse su quel carattere del popolo italiano che si può chiamare "apoliticismo". Questo carattere, naturalmente, è delle masse popolari, cioè delle classi subalterne. Negli strati superiori e dominanti vi corrisponde un modo di pensare che si può dire « corporativo », economico, di categoria, che del resto è stato registrato nella nomenclatura politica italiana col termine dl « consorteria », una variazione italiana della « cricca » francese e della « camarilla » spagnuola, che indicano qualcosa di diverso, di particolaristico, sì, ma nel senso personale o di gruppo strettamente politico-settario (legato all'attività politica di gruppi militari o di cortigiani), mentre in Italia il termine indica qualcosa di più legato a interessi economici (specialmente agrari e regionali).
01.03.2007
a cura di Diego Fusaro
La forte accentuazione della componente umanistico-'prassistica' della realtà sociale ha sollecitato Gramsci a rivedere alcuni concetti centrali del marxismo, soprattutto nell' ambito della teoria socio politica. Di particolare rilievo è la sua presa di posizione dinanzi alla questione della natura della sovrastruttura e del suo rapporto con la struttura.
01.03.2007
a cura di Diego Fusaro
Il concetto che esprime nel modo più diretto la prospettiva "umanistica" e "attivistica" della fiosofia gramsciana è quello di "prassi". La sua origine è rintracciabile nell' opera di Antonio Labriola, il quale con questa nozione si era proposto di superare criticamente le concezioni da un lato idealistiche e coscienzalistiche, dall' altro naturalistiche e positivistiche dell' umano e del sociale.
01.02.2007
di Tea Ranno
Ci sono cimiteri e cimiteri: diversi per destinazione, culto, classe sociale, ricchezza, monumentalità. C’è il cimitero dei poeti, quello dei letterati, quello degli inglesi caduti in guerra, quello ebraico, quello musulmano, il Gange che raccoglie le ceneri dei cremati, le fosse comuni, le foibe, la scuola di Beslan. Possono dirsi “cimiteri” le pance degli avvoltoi che in India divorano i cadaveri dei parsi esposti nelle Torri del silenzio?
01.02.2007
di Marco Scalabrino
Ho conosciuto Flora Restivo dodici anni fa, correva l’anno 1994. Si teneva, tra le svariate attività dell‘associazione culturale ericina ANTEKA, una annuale abbuffata, camuffata da gara di cucina da espletarsi fra gli associati. Questi, unitamente ai familiari e a qualche ospite di riguardo, erano i destinatari delle portate e bensì i giudici di gara.
01.02.2007
di Gordiano Lupi
José Hugo Fernández, giornalista indipendente cubano, scrive: “I cubani sono abituati a non godere di nessun diritto. In questo momento non possono neppure avere notizie sullo stato di salute del loro dittatore”. C’è chi dice che Fidel non si fa vedere in pubblico perché non ha più capelli in testa e ha la barba rada. Altri affermano che gli manca la voce, altri ancora sostengono che è in coma irreversibile o che è malato di cancro allo stadio terminale.
01.01.2007
(cartaceo)
a cura della Redazione
01.01.2007
Incontro con Juliane Roderer
di Barbara Becheroni
Prendiamo un libro. Non uno speciale. Un libro qualsiasi: un romanzo d’amore, una raccolta di novelle, un thriller, la narrazione di un viaggio…
… Tutti sanno come è fatto un libro: ha la copertina e le pagine. Così come ognuno di noi ha ben presente che sotto al titolo dell’opera, di norma, c’è scritto il nome dell’Autore, cioè di colui che si è preso la briga di riempire le pagine di parole. Un po’ più in piccolo, poi, troviamo pure il nome dell’Editore, cioè colui che ha realizzato materialmente il libro che i Lettori potranno comprare, aprire e leggere.
01.01.2007
di Tea Ranno
Non parleremo, qui, degli amori di Salvatore Quasimodo, e neppure delle sue vanterie di gallo siculo che, a differenza dei galletti di brancatiana memoria, metteva concretamente in atto i suoi propositi, essendo uomo di poco fumo e molta sostanza.
01.12.2006
di Mario Puddu
O, si cherides, pro un’àteru oto de martu, ma bastus chi carchi cosa càmbiet in menzus, chi carchi passu addainanti si fetat.
Deo no so su teóricu de un’àtera “lotta di classe” e belle e pagu mi interessat a fàghere s’inghiriagrastos andhendhe a bídere si sunt “superiori” sos ómines o sas féminas comente tiat fàghere donzi bonu ratzista. Ca pro su bene e pro su male, pro su zustu e pro s’irballadu no bi at làcana peruna.
01.12.2006
Forse sapremo descrivere solo in un secondo momento quel che veramente accade da anni in Italia: il degradarsi specialmente rapido dello stile di governare, il frantumarsi dello spirito e del dire pubblico, la disciplina che non è radicata nei costumi ma si applica solo quando il magistrato interviene ed eludendo la legge con la furberia dei legalismi, il corrompersi vasto “dell'autorevolezza” associata alle classi dirigenti che lo trasformano con l’altro sostantivo “autoritarismo”.
01.12.2006
01.12.2006
di Pierfranco Bruni
Un viaggio tra le Minoranze Etnico – Linguistiche alla luce di un confronto tra culture che presentano segni di diversità ma anche tracciati il cui approfondimento resta fondamentale. È su questa idea portante che si è sviluppato il progetto del Comitato Minoranze Etnico – Linguistiche in Italia del MiBAC ed è su questa visione che conduce le sue ricerche e porta avanti le attività di promozione alla luce di numerose iniziative.
01.11.2006
01.11.2006
de Mario Pudhu
S’identidadi ita esti?
In sardu no manigiaus meda custu fuedhu e si ndi bogaus sa nâda “carta de identidadi” no est fàcili a dh’agatai. Su nàrriri ca est una chistioni chi fait una parti manna de pentzamentus, arrexonamentus, ideas e cumportamentus chi tenint su própiu tempus de sa genti! Fintzas si no agataus istúdius de psicologia in sardu pro isciri ita pentzaus de nosàterus etotu, sa chistioni is Sardus no est chi no dh’apant matziada, ma si ndi essint in manera mancai tropu fàcili, cun duus fuedhus isceti: Chini seus?
01.11.2006
di Neria De Giovanni
A ottanta anni dal conferimento del Premio Nobel per la letteratura e a settanta dalla morte, finalmente Grazia Deledda ha raggiunto il suo obiettivo, fare conoscere il suo popolo e la sua Isola a tutto il mondo.
Partita da Nuoro per seguire il marito, soffocata da un clima culturale che non le era favorevole in quanto donna che sfuggiva agli schemi preordinati della società barbaricina, la Deledda è adesso tradotta in decine e decine di lingue, unica italiana tra le dieci scrittrici in tutto il mondo ad aver ottenuto il prestigioso premio svedese.
01.11.2006
Don Primo Mazzolari meglio di molti conobbe Grazia Deledda e le dedicò un capitolo intero del suo libro "Tra l'argine e il bosco" che pubblicò nel 1938, due anni dopo la scomparsa della scrittrice.
-Domani vien la Grazia -.
Il mio parroco ascolta e non capisce.
- Si, la Grazia, la moglie di Palmiro, quella sardignola che scrive tanti libri.
Adesso capisce anche il parroco. Nel parlare rivierasco le gararchie non esistono : i cuori semplicie larghi danno una casa a tutti.
01.11.2006
a cura di Patrizia Zambon
Dipartimento di Italianistica
Università degli Studi di Padova
02.09.2006
di Franco Pilloni
Se l’unificazione linguistica viene indicata come un problema, si è propensi a pensare che chi scrive non sia molto convinto della necessità o dell’utilità o della possibilità di unificare le varie parlate della lingua sarda, non ostante i vari tentativi in atto di proporne una versione ad uso burocratico.
02.09.2006
02.09.2006
di Sara Cossu
L’incontro con Angiolina Arru, docente sarda di Storia contemporanea e di Storia delle donne e dell’identità di genere, avviene nel cuore di Napoli, in uno dei tanti palazzi storici che ospitano le sedi dell’Università Orientale, tra i suoni della disperata allegria del popolo napoletano, parte integrante della vita studentesca.
01.09.2006
di Anna Brotzu
Il 'realismo magico' di Gabriel García Márquez trova la sua misura in limba grazie alla traduzione in sardo campidanese di uno dei capolavori dello scrittore colombiano, la splendida "Cronaca di una morte annunciata", a cura di Ivo Murgia per l'editore Condaghes. Il libro, da poco in libreria nella collana Paberiles, trasporta la vicenda sorprendente di Santiago Nasar, che ignaro del pericolo va incontro alla propria fine per mano dei fratelli Vicario in una dimensione più vicina alla sensibilità, e alla cultura dell'isola nel cuore del Mediterraneo.
di Reno Bromuro
Quando ho letto l’articolo della Fusco su Poetilandia, la città virtuale dei poeti, dove le correnti poetiche si intersecano, si avvicendano e si confrontano generazioni di poeti di ambo i sessi mi sono sentito riportato agli anni ’60-‘70.
01.07.2006
di Franco Pilloni
Ho letto con interesse l’intervento del professor Francesco Cesare Casula, arguto, sintetico e provo-catorio come non mai, che mi ha lasciato una curiosità insoddisfatta: chi , 600 anni addietro, usò per ultimo la lingua sarda e cosa disse in punto di morte?
03.06.2006
di Rina Brundu Eustace
C'era una volta la lingua sarda. Pensavamo. Allora. Ricordi di oltre un quarto di secolo fa quando le giornate trascorrevano monotone sotto il solleone di un'altra estate isolana, dentro i momenti nebbiosi, innevati, tipici delle morte stagioni dell'Imperturbabile Montagna, tra i cespugli fioriti, i pascoli verdi, odorosi di primavera come solo sanno essere in Ogliastra. Nella nostra Ogliastra.
di Franco Pilloni
Come nasca un bel libro (un capolavoro, nel sentire comune) non è facile dire, perché spesso cresce in fretta sull’onda di una emozione personale, qualche volta per un caso fortuito dovuto ad un incontro o a una felice intuizione di un momento. Più spesso lo scrittore lo pensa e lo ripensa, ci dorme sopra e poi ci ritorna perché non sempre le idee, i ragionamenti, i discorsi nascono col vestito della festa e sono presentabili in ogni circostanza, in considerazione anche dell’antica diatriba infinita che ci ricorda che non è importante ciò che si dice quanto come lo si dice, o anche esattamente l’opposto.
06.5.2006
di Aurelio Caliri
Maria Leone da anni si dedica al disegno con grande passione e rigore. Il suo è un impegno che nasce da un’esigenza interiore che la spinge con forza incontenibile a cimentarsi giornalmente per ore e ore in un genere artistico che è tra i più difficili: quello del ritratto.
Ma perché proprio il ritratto ?
06.5.2006
di Giuseppe Cabizzosu
Il paese di Ulassai, lo ricordiamo, da molti a buon diritto definito il paese dell’arte, ha l’alto onore e privilegio di ospitare molte tra le più importanti e significative opere di Maria Lai, certamente tra le figure più autorevoli, rappresentative ed affascinanti dell’arte moderna del secondo novecento. Numerose opere che, variamente collocate ed installate nel suo vasto territorio, rappresentano, senza dubbio alcuno, uno dei più importanti e significativi percorsi culturali all’aperto esistenti nel nostro paese.
06.5.2006
di Miriam Punzurudu
Come i fiumi carsici, che ora scorrono in superficie e poco dopo scompaiono inghiottiti dalle viscere della terra, si presentano le tracce di memoria della storia di Sardegna, oggetto della ricerca di Franciscu Sedda, attraverso la scienza del segno o semiotica che dir si voglia. Così il giovane studioso sardo, nei cinque saggi riuniti nel volume omonimo (Tracce di memoria, Cagliari, Condaghes, 2005, 261 pp., € 12,00), affronta questioni aperte che non possono lasciare indifferente il lettore sardo.
04.05.2006
di Gianfranco Nerozzi
Quest'anno a volte è capitato, durante le presentazioni (o mentre tenevo lezioni o conferenze), che qualche mio nuovo lettore riferendosi al mio ultimo romanzo Resurrectum (ma anche con il precedente Genia), mi muovesse, per così dire, l'accusa di essermi ispirato a – o addirittura di aver “copiato” un po’ –
Dan Brown per quando riguardava certe atmosfere e certe idee, e per la caratterizzazione di alcuni personaggi, nel suo celeberrimo Il codice da Vinci.
01.05.2006
ri Fabio Messina
A puisia nasci e nesci ri l’anima, è sacra ppi chistu e nun si po’ viulintari rinnennula schiava ri mettrica, reguli, metudi. Unu a scrivi ppi dari sfocu a l’anima, o ppi rinnirisi cunzapevuli ri na cosa ca sta campannu, ppi addivirtirisi a virilla, cantalla e recitalla ccu l’autri, ppi l’autri e ntra l’autri. Certi voti, po’ nasciri macari ppi nu scopu, comu na dedica o na canzuna ( r’amuri, ri ricurrenza, ri scopu sociali, ppi ririri, ppi chianciri, ppi mettiri in luci na cosa bella, nu tramontu, un picciriddu, na situazioni…. ).
12.03.2006
di Aurelio Grimaldi
Il mio incontro con Aurelio Caliri l’ho più volte rievocato con amici e giornalisti. Era il novembre
del 1995 ed ero impegnato nella così bella Siracusa con le riprese del mio film Nerolio che tuttora considero (sia io che il famigerato Mereghetti) il mio più riuscito. Ogni regista sa che è lunga la lista di gentili persone che ti offrono soggetti, sceneggiature, romanzi, racconti, anche orali!, musiche, collaboratori, prestazioni, comparsate, assistenti.
01.03.2006
di M.M.
La percezione della realtà concepita dall'autore, tende ad esprimersi non con l'immediata rappresentazione di essa nelle sue forme più comuni, ma spostando l'attenzione verso i personaggi che la vivono in quel dato lasso di tempo, creando così uno stretto rapporto tra l'evento e i soggetti rappresentati.
04.02.2006
presentazione di Francesco Gallo
Aurelio Caliri affida al disegno un compito di memoria visiva del paesaggio siciliano, evocando forme di un tempo che non esiste più, in una nostalgia che è tutta venata di fantasia.
Caliri, come un pittore girovago, di contrada in contrada, di paese in paese, coglie la suggestione di architetture barocche o povere, includendo momenti di paesaggio naturale dove è avvertibile la mano dell’uomo.
04.02.2006
Il libro di Piergiorgio Odifreddi
Il titolo dà un'idea dello spirito dell'autore, che nelle sue scorribande attraversa in lungo e in largo i territori (infiniti?) della galassia logico-matematica e dei suoi pianeti. Sono saggi, articoli, riflessioni e osservazioni su temi congeniali a Odifreddi, cui si aggiungono divagazioni sulla religione, l'attualità politica, la lingua e la letteratura. L'occhio del logico e del matematico osserva i fenomeni e gli uomini, ma è un occhio freddo, che guarda le cose senza pregiudizi, osserva (e giudica) alcuni eventi socio-politici con oggettività. Lo sguardo sul presente si alterna a ricognizioni sul passato: ogni capitolo si apre con un'intervista impossibile a un grande protagonista della Storia (Aristotele, Archimede, Newton...).
03.02.2006
prefazione di Gianluca Ginella
Dove al calare dei boschi inizia una radura, lì s’incontrano e magari danzano i giorni e le cose, le belle onde, le delicate luci, gli occhi ed i tormenti, la malinconia delle estati lasciate, i passi tra i rami d’infanzia che in un giorno senza nome si sono perduti. E laggiù tra le acque della sera la fanciulla e lo stregone amano trattenere a sé i volti e i luoghi rapiti dal tempo. In un’eco di rimpianti e ritorni, in una nostalgia vaga dentro ogni parola, come se ogni pagina fosse incontrarsi in un ultimo giorno d’estate.
02.02.2006
(Lula 18 dicembre 2005)
di Miriam Punzurudu
Festa grande a Lula la domenica prima di Natale per solennizzare l’evento letterario che ha visto protagonista Mariangela Dui vincitrice, nella categoria riservata alla produzione in lingua sarda, con il romanzo Meledda del Premio Grazia Deledda 2005, che, nato nel 1952, è stato ripristinato negli ultimi anni dopo un silenzio più che trentennale.
01.02.2006
di Diego Fusaro
Accanto alla vexata quaestio del rapporto tra struttura e sovrastruttura, quello della legittimità della speranza è uno dei maggiori problemi irrisolti che Karl Marx ha lasciato in eredità ai suoi successori. Il dilemma sorge nel momento in cui egli diagnostica, col rigore degno di uno scienziato, l’imminente crollo del sistema capitalistico per via delle molteplici contraddizioni che vi si nascondono, e al tempo stesso invita gli operai ad adoperarsi per abbatterlo, senza mai perdere la speranza in un futuro «regno della libertà»[1].
01.02.2006
cortesia di Luigi Ladu
Non conosce soste l'attività artistica di Bachisio Ortu, pittore, scultore e guida professionale nella pirografia. Nato a Bolotana, splendido paese nel cuore della Sardegna, vive da diversi anni a Roma. Continue e qualificate le sue esposizioni, tra queste, alcune hanno ottenuto riconoscimenti al premio "Sandro Pertini" su "Mani che lavorano".
15.01.2006
dal radiocorriere tv della biennale
09.01.2006
Leggende dell’Amazzonia
selezionate e adattate da Aldo Lo Curto
Questa raccolta di leggende è il frutto del lavoro di ricerca che Aldo Lo Curto ha compiuto nella memoria di oltre 140 tribù dell’Amazzonia. È un approccio insolito con gli uomini della foresta, poiché essi non conoscono la scrittura come mezzo di tradizione. Si ha così la possibilità di avvicinarsi alla spiritualità dell’Indio, di conoscerne i miti, ma anche e soprattutto di mantenere viva la memoria di minoranze etniche purtroppo famose non per la loro cultura, ma perché in via di
estinzione.
04.01.2006
intervista a Gordiano Lupi
03.01.2006
di Umberto Scopa
Buongiorno, sono il Sig.Rossi, un personaggio invisibile della trilogia galattica di Asimov. Invisibile si, perché non sono mai citato dal mio autore, dato che sono una persona comune e non ho preso parte a nessuno degli eventi epocali che hanno fatto la storia della galassia. Ma ci sono eccome, accidenti.
01.01.2006
cortesia di Luigi Ladu
Luciano Latte è nato a Bolotana, ma già da diversi decenni risiede a Cagliari, dove si è dedicato all'insegnamento (è laureato in Scienze Agrarie). Non dimentica di tornare spesso e volentieri nel suo paese. La sua carriera - come egli spesso spiega - inizia per caso....
10.12.2005
di Luigi Natale e Sabrina Pisu
Poesia come libertà dell’Io di essere e di sentire. Così senza segreti, senza le maschere dei quotidiani rituali d’approccio, senza gli inevitabili condizionamenti della realtà massificata e mondanizzata. Un lasciarsi andare ad un ascolto di sé, che si enuncia attraverso immaginifiche variazioni tonali e gergali, che si decanta nei brevi riquadri di memorie e di allusivi richiami, che si arricchisce nell’esplicazione delle vibrazioni interiori.
08.12.2005
di Andrea Giliberto
Quando ammazzarono Giuseppe Fava, non avevo ancora compiuto sei anni.
Troppo pochi per capire chi fosse, per sapere cosa diceva, cosa combatteva.
Ma certi uomini si incontrano ugualmente perché sono le loro idee a venirti a cercare, sono le cose che hanno scritto che rimangono vive.
10.11.2005
di Dario Fo
Le tavole che vi sto mostrando sono state disegnate e dipinte da me.
A voi sono state distribuite delle immagini leggermente ridotte rispetto a queste.
Ecco, io sono abituato da tanto tempo a realizzare dei discorsi con le immagini, invece di scriverli li disegno. Questo mi permette di andare a soggetto, di improvvisare, di esercitare la mia fantasia e di costringere voi ad usare la vostra.
Mentre io leggerò questi testi, ogni tanto vi mostrerò dove siamo, così non perderete il filo, e questo servirà soprattutto a coloro che non conoscono né l'italiano né lo svedese; gli inglesi avranno un vantaggio straordinario perché si immagineranno cose che io non ho detto né pensato. C'è il problema delle due risate: quelli che capiscono l'italiano rideranno subito, quelli che debbono aspettare per ridere la traduzione in svedese di Anna (Anna Barsotti, la traduttrice, n.d.t.) e gli altri che non sanno se ridere alla prima battuta o alla seconda. Ad ogni modo cominciamo.
09.11.2005
di Piergiorgio Odifreddi
Il 9 ottobre 1997 l'Accademia Svedese fece un annuncio che causò sensazione: il premio Nobel per la letteratura era stato assegnato a Dario Fo, "che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati ''.
08.11.2005
di Michel Porcheron (speciale per GI)
(Gramma)- SECONDO la tradizione protocollare, quando viene chiamato per nome, il premiato discende dal podio. Prima di felicitarsi con lu il Re di Svezia gli consegna la medaglia, il diploma e l’assegno. Il premiato saluta e si ritira retrocedendo. Più di mille persone si riuniscono poi in un banchetto a Stoccolma.
23.10.2005
di Olivia Trioschi (cortesia Isola Nera)
Marradi, grosso paese in provincia di Firenze, 1885. Il 20 agosto nasce Dino Campana da Giovanni, maestro elementare, e Francesca Luti, detta Fanny.
La maledizione è sbarcata sul suolo italiano. Non quella imparaticcia degli scapigliati, che un paio di decenni prima avevano portato un po' della bohéme parigina a Milano, urlando ai quattro venti le loro giovanili intemperanze e ribellioni per poi venire tutti, tranne qualche raro caso, tranquillamente riassorbiti nei salotti buoni della borghesia intellettuale.
01.10.2005
di Lucia Mattera
Fu il Castello d’Ischia, secondo un’ipotesi, a ispirare L’isola dei morti, il noto dipinto di Arnold Böcklin, al centro, per diverse generazioni, di inquietanti misteri
24.09.2005
di Roberto Mistretta
Oggi dire giallo in Sicilia è dire tutto! A parte Camilleri che fa testo a sé ed ha dato vita ad una vera e propria scuola, negli ultimi anni la nostra isola ha infatti prodotto un così cospicuo numero di opere che, del mistero e della tragediatina a noi tanto cara,
02.08.2005
di Santo Piazzese
La Sicilia non è terra di serial killer. Ci sarebbe, a rigore, la famosa storia di Giovanna Bonanno, la vecchia dell’aceto, la quale metteva in opera le proprie trame venefiche in una Palermo di fine settecento, percorsa da fremiti insurrezionali, portatori di ideali alti.
01.08.2005
di Roberto Mistretta
Appartiene alla scuola dei duri, quella che ha fatto del poliziesco e del noir un’icona e si riconosce nel nuovo caposcuola bolognese del gruppo dei 13, Carlo Lucarelli. Piergiorgio Di Cara, (1967), nativo di Palermo è Commissario Capo della Polizia di Stato e dirige il Reparto Prevenzione Crimine a Siderno.
di Roberto Mistretta
Il successo lo ha conosciuto tardi, quando aveva superato i settant’anni ma da allora è stato sempre più travolgente. Un’onda anomala che attraversò l’Italia dal nord al sud (strano a dirsi ma è proprio così!), superò i confini della penisola, dilagò in Europa e conquistò anche mercati letterari lontanissimi da noi.
04.07.2005
di Rosalba Satta Ceriale
Nel momento in cui mio padre ha esalato l’ultimo respiro ho avuto la nitida sensazione che il cielo, che lui, da sempre, aveva teneramente cantato nei suoi versi più belli, si rimpicciolisse per fargli da culla.
Così ha avuto inizio il suo volo “in sas campuras de su chelu”…
04.06.2005
di Alfonso Sciangula
Potere… voleva dire utilizzare questa fatidica frase, sapendo di avere sempre una risposta positiva:
<< cù c’avemu ?>>.
Traduco : << chi abbiamo… lì ? >>.
03.06.2005
di Gianni Latronico
Snelle colonne doriche, eleganti capitelli corinzi, robusti pilastri materani sorreggono irte rampe di scalette e di ardite impalcature, che s’inerpicano dai bui sottani agli attici aprichi, dalle basse basi agli alti soffitti e dalle misere stalle alle lucenti stelle dei lampioncini interni o dei....
16.05.2005
di Angelino Usai
Alberto Moravia, in un articolo pubblicato nel 1975 dal Corriere della Sera, afferma che i guerrieri Kurucel celebrano ancora il basendo, mimetico e gestuale rito della fertilità e del rinnovamento. Ogni cacciatore buca il suolo con la lancia...
16.04.2005
di Piergiorgio Odifreddi
Hans Magnus Enzensberger è da qualche anno universalmente conosciuto in Italia, per due ragioni. Anzitutto, perché nel film Caro diario di Nanni Moretti...
15.04.2005
(evitare di citarle)
di Franco Pilloni
I Proverbi: qualcuno deve aver detto che sono frutto delle esperienze di generazioni di uomini nostri progenitori, luci vivide nel rozzo buio dell'ignoranza.
Insomma, il succo dell'umana saggezza!...........
04.04.2005
James Hillman – L’Anima dei Luoghi- conversazione con Carlo Truppi ( Rizzoli, 2004)
di Marilena Soldano
Avevo cercato a lungo “ L’Anima dei Luoghi” e finalmente, per lo strano misterioso legame che ci unisce ai fatti e alle persone, che rende spontanei e naturali gli eventi legandoli e intrecciandoli tra loro con trame impercettibili e decise, vedo il magnifico libro esposto in un angolo nascosto della libreria.
26.03.2005
di Massimiliano Magnano
Kali Jones si è da qualche tempo stabilita a Ortigia, a due passi dal mare e dal sole. Stabilita si fa per dire, perché la pittrice canadese sembra bensì fluttuare nello spazio. E dal momento che a librarsi è lo spirito, il corpo si mantiene rigorosamente su posizioni terragne.
18.03.2005
di Pina Gravina
08.03.2005
di Gianni Latronico
Mi ero innamorato di Rossella, per la sua vivacità, perspicacia e disinvoltura, nel costruire castelli in aria, ma soprattutto per la dedizione totale alla pittura figurativa, non tradizionale, ma moderna. Le sue tele avevano dato il la alla.....
05.03.2005
di Gianni Latronico
Dio creò Adamo dalla polvere, ricavandone poi Eva da una costola e rendendo entrambi gli esseri più perfetti sulla faccia della terra, fatti a Sua immagine e somiglianza, con la scintilla dell’immortalità.......
05.03.2005
di Benito Colle
25.02.2005
di Fabio Messina
In Viaggio, mi sono ritrovato su una delle “colline” che in inverno si colorano del bianco della neve e il mio pensiero è andato a collegare quella visione, con lo Stato dell’Essere in cui ci si trova quando si è in “Elevazione”.
22.02.2005
di Flora Zornio
15.02.2005
di Fabio Messina
A volte mi fermo un attimo a pensare su chi sono, cosa faccio, con chi sto e verso dove vado e…. divento matto, perché ad un tratto, è come se tutto si condensa nella mia mente e ho voglia di fuggire dalla realtà, per ripararmi in un sogno nirvanico ove tutto è pace, tutto è gioia.
03.02.2005
di Miriam Punzurudu
In una notte di luglio un nuraghe, mimetizzato fra i boschi di querce e i rilievi granitici dell’altopiano, risuona di musica celtica; la “torre vuota” diviene cassa di risonanza per le note di una cornamusa e poi si trasforma in palcoscenico per il giovane musicista scozzese…
29.01.2005
di Gianni Latronico
22.01.2005
17.01.2005
17.01.2005
10.01.2005
di Dario Fani
Non so. Può essere sia solo l’ubriacatura del caldo, l’improvviso salire dal livello del mare a ottocento metri circa (o più?). Non so. Ma non credo. Deve trattarsi di qualcosa d’altro. Forse c’è una magia che quest’isola del mediterraneo nel mezzo nasconde.
07.01.2005
di Gianni Latronico