FINALISTA DEL PREMIO TEDESCHI
IL PRIMO DELITTO IN CAMERA CHIUSA
DELL'ERA INFORMATICA....
A Villarosa, paesino dell'entroterra sardo, il Tana di Volpe, albergo di recente apertura, è pronto a ricevere i primi clienti. Ma don Attilio Cocco, il più atteso, non arriverà, e Rosa Concas, la cuoca, sarà assassinata. Accanto al suo cadavere, un messaggio di avvertimento lascia intendere che qualcun altro è in pericolo. Al maresciallo Asdrubale Vinci non resta che chiedere aiuto al vecchio amico e neo bibliotecario del villaggio, don Osvaldo da Silva Ochoa, che metterà da parte i libri, il laboratorio informatico che sta allestendo e gli amati rebus enigmistici per indagare. E mentre il tempo stringe, la marchesa Lodovica Prizzi Bonomi trasforma l'ingresso della propria suite in una barricata di pentole e mobilia.
Un giallo classico, alla Christie, che si dipana tra misteri, delitti e furti di reperti archeologici in una Sardegna fosca e invernale.
COLLEZIONA IL PRIMO VOLUME DELLE AVVENTURE
DI DON OSVALDO DA SILVA OCHOA
"Un mystery all'inglese, raffinato e inquietante, in una Sardegna metafisica e inconfessata. Sul 'Tana di Volpe', solitario albergo appena inaugurato ai piedi della montagna, una nevicata implacabile scandisce un vorticoso crescendo di paura collegato a un passato enigmatico che un misterioso killer vuole riportare alla luce. Tra Shining e Gosford Park, l'esordio vibrante di Rina Brundu".
Danilo Arona
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Tana di Volpe di Rina Brundu, edito da Dario Flaccovio Editore è in vendita in esclusiva sul sito di Terza Pagina Edizioni.
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Recensioni
SARDEGNAELIBERTA.IT (luglio 2005)
"Il primo romanzo di Rina Brundu – sarda trasferitasi in Irlanda dove lavora nel settore informatico – è un giallo classico, alla Christie per intenderci, risolto secondo il criterio della deduzione scientifico-psicologica. I fatti narrati si svolgono durante l’ultima settimana di novembre del 2000 e il luogo deputato ad accogliere i numerosi personaggi è l’Hotel Tana di Volpe, albergo di lusso appena ultimato e completamente informatizzato che si trova nel territorio di Villarosa (paesino della Sardegna dell’interno inventato dalla Brundu), circondato dai boschi e sovrastato dai monti del Gennargentu. Per la sua posizione solitaria fa comodo a chi ha bisogno di una base nascosta, mentre per qualcun altro rappresenta una trappola mortale: ‘Anche l’ultima preda era entrata nella tana’. E infatti la vita tranquilla del borgo ogliastrino precipita nel vortice della paura a causa di due omicidi, uno dei quali avviene proprio all’interno del nuovo albergo, da dove partono le indagini dirette dal maresciallo Vinci, coadiuvato dall’amico Osvaldo (maestro in pensione, bibliotecario volontario, appassionato di enigmistica, esperto di informatica), e che devono far luce anche sulla scomparsa dell’ex parroco atteso inutilmente in albergo. La catena di omicidi si incrocia con un traffico di reperti archeologici appena rubati dal museo di Nuoro. Una nevicata straordinaria blocca tutti all’interno del Tana di Volpe che diventa un centro operativo delle forze dell’ordine. L’autrice tende una fitta rete di richiami interni e qualche tranello per il lettore che, fra misteri e delitti, può comunque gustare delle scenette esilaranti. La connotazione sarda emerge nell’uso della lingua (nella variante ogliastrina) in espressioni colloquiali e proverbiali, nella presenza delle peculiarità archeologiche, nel raffronto tra la vivibilità delle coste e delle montagne soprattutto per l’influsso di queste ultime nella psicologia dei sardi dell’interno. L’attenzione per la Sardegna più nascosta e soprattutto per la sua terra d’origine è sottolineata dalla Brundu anche nella postfazione: ‘L’Ogliastra di oggi è l’ultima frontiera dell’Italia, forse dell’Europa’ per la violenza, la disoccupazione, il disinteresse degli amministratori, ‘i signorotti nepotisti’, la necessità di emigrare". Miriam Punzurudu
ROBERTOMISTRETTA.IT (agosto 2004)
“Ambientato in una Sardegna insolita, ammantata di neve ‘Tana di Volpe’ (dal nome dell’albergo dove si svolge la vicenda), è un classico giallo, à la Christie, che si dipana tra misteri, delitti e furti di reperti nuragici. La sua autrice, nome completo Rina Brundu Eustace, vive e lavora in Irlanda e questo è il suo libro d’esordio nella narrativa dove si era già fatta notare come finalista al Premio Tedeschi giallo inedito Mondadori. La struttura narrativa di ‘Tana di Volpe’, albergo dove alcuni ospiti si ritrovano a seguito di un appuntamento in realtà mai dato, è corposa, lo stile suggestivo e l’autrice mostra la sua abilità creativa e una vis narrativa sorprendente costruendo sapientemente tutti i passi e personaggi nella conferma di una sua idea di fondo perché tutto abbia un nesso e un collegamento. Protagonista ed investigatore che darà una mano risolutiva al maresciallo Vinci a venire a capo degli omicidi che insanguinano il ‘Tana di Volpe’, è don Osvaldo Da Silva, che troverà nei commenti dell’amata moglie Palmira, la chiave per penetrare il fosco mistero che affonda le sue radici in un dramma antico a riprova che si può vivere un’intera vita con l’ossessione della vendetta rimuginata e architettata dentro se stessi, e pur tuttavia vivere in pace apparente con la società e col mondo”. Roberto Mistretta
LA SICILIA (4 marzo 2004)
"La struttura è corposa, lo stile suggestivo e l'autrice mostra la sua abilità creativa e una vis narrativa sorprendente, costruendo sapientemente tutti i passi e i personaggi nella conferma di una sua idea di fondo perché tutto abbia un nesso e un collegamento".
ISOLASARDA.COM (luglio 2003)
"L'autrice, nella postfazione - ma anche tra le righe del romanzo - dà voce ad una Sardegna dimenticata, afflitta dalla sordità dei suoi amministratori alle istanze della popolazione e martoriata da un crescendo di criminalità che non dà tregua e mortifica le speranze di crescita".
LA REPUBBLICA - PALERMO (30 giugno 2003)
"...Tana di Volpe, romanzo d'esordio di Rina Brundu, un giallo d'atmosfera che sembra risentire della lezione di Dessì e di Marcello Fois nella descrizione dei paesaggi, nella presenza muta della natura..."
GAZZETTA DI MANTOVA (22 giugno 2003)
"Un whodunit classico, dal sapore inglese".
STILOS (17 giugno 2003)
"Un giallo classico... che si dipana tra misteri, delitti e furti di reperti archeologici".
ANSA (giugno 2003)
"Il cuore della narrazione si svolge all'interno di un albergo, isolato a causa di una nevicata imponente, in una Sardegna ben diversa da quella balneare e vacanziera dell‚immaginario collettivo. Ed è infatti all'entroterra, quello dell‚Ogliastra, e ai suoi problemi che l'autrice, nella postfazione, sottolinea di voler dare voce".
AGI (giugno 2003)
"Quello di Rina Brundu, esperta di tecnologia informatica originaria del Nuorese e residente in Irlanda, è un classico giallo 'a chiave' con un'ambientazione insolita: una Sardegna montana e innevata in cui si susseguono delitti e furti d'opere d'arte".
LA PROVINCIA PAVESE (2003)
"Il primo mistery sardo in salsa British... In questo secondo volume della collana Gialloteca c'è la passione per due mondi lontani e diversi: quello per la cultura e le tradizioni dell'entroterra sardo, dove il romanzo è ambientato, e anche quello per in cui l'autrice vive e lavora".
Originalmente pubblicate sul sito di Dario Flaccovio Editore, che approfittiamo per ringraziare, per la cortesia e per la serietà.
Terza Pagina Edizioni
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