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Diritto di Replica
Mentre ringraziamo Rosalba Satta per questo intervento, cogliamo l'occasione per ricordare che Terza Pagina è, prima di tutto, uno spazio libero, indipendente, aperto alle considerazioni di ogni spirito critico, laddove queste vengano fatte senza offendere le sensibilità politiche, religiose, etiche di alcuno.

Ed è quindi in virtù di questa specificità che, qualora lo volesse, il nostro magazine virtuale si metterà a disposizione di chiunque voglia esercitare il suo diritto di replica rispetto alle considerazioni che seguono.

Vedi anche Dieci comandamenti


Abbiamo rotto tutto dentro.

di Rosalba Satta Ceriale


“Abbiamo rotto tutto dentro”, ci ha ricordato, l’altro ieri, il poeta Tonino Guerra.
Deve essere drammaticamente vero, considerato il fatto che , ultimamente, ci si entusiasma per la storia di Silvio e Veronica e da “Porta a porta” a “Primo piano” si organizzano tavole più o meno rotonde per un bisogno – indotto- di capire fatti strettamente privati e poi parlarsi addosso ripercorrendo, in parallelo, la storia della “povera” principessa Diana e della giunonica stagista amante del presidente Clinton .
“Abbiamo rotto tutto dentro”.
Deve essere vero se  è possibile non indignarsi più di tanto quando un uomo muore a pochi metri da un ospedale perché “una gestione miope – come ci ricordava anni addietro  Andrea Canevaro- fa del mansionario una trappola regressiva.”.
Deve essere vera la riflessione del poeta.
Tutto , intorno, puzza di mediocrità. E noi ci siamo in mezzo, quasi lieti che si possa discutere all’infinito del “collo del piede” che manca a una ballerina della trasmissione “Amici” e non del fatto che dei ragazzi poco più che adolescenti vengano, dagli adulti schiavi dell’audience , aizzati a detestarsi per la conquista eventuale di un posticino al sole . E pensare che alcuni di noi, razza dannata di sognatori, pensavano, fino all’altro ieri, che le persone crescessero realmente quando crescevano anche dal punto di vista relazionale e non solo quando si è capaci di riprodurre con buona tecnica un balletto o una canzone.
Stiamo imparando – ci viene insegnato molto bene - a guardare dal buco della serratura senza sentirci dei guardoni , facendo finta di indignarci se la bella bruna senza freni inibitori decide di portarsi a letto il bel pompiere prima ancora che l’aitante giovane in cerca di gloria abbia varcato la soglia della casa del “Grande fratello”.
Siamo quasi convinti - anche questo ci è stato insegnato molto bene – che la guerra diventa una necessità ( ed è perciò “buona cosa” anche quando a morire sono quasi esclusivamente i civili), quando la si fa per importare la nostra benedetta o maledetta democrazia.
Ci stiamo abituando alla morte e alle stragi in diretta o in differita  , tra un piatto di pastasciutta e una fetta di prosciutto - senza che ci passi l’appetito – grazie a  telegiornali che , facendo finta di rispettare la par condicio , raccontano opinioni di destra e di sinistra e , contemporaneamente, tacciono o sottintendono o nascondono i fatti.
Abbiamo scoperto che è possibile trovare l’uomo o la donna della nostra vita da fermi, cliccando sul computer o partecipando alla sempre presente trasmissione pomeridiana dove fusti di quartiere e signorine imbellettate fanno finta di parlare di sentimenti , mettendo a nudo, oltre i muscoli da palestrati, le gambe e l’ombelico, l’aridità del loro nulla e la loro disinvoltura nel darsi  e nel riprendersi.
  “Abbiamo rotto tutto dentro”.
Ed allora ecco che tutto può accadere.
Può accadere – ma è il minino - che muoia definitivamente la sana indignazione ; la sola  che può ancora consentire di urlare un “no” secco davanti al sopruso, all’inganno, alla menzogna, all’ingiustizia, alla mediocrità…
Può accadere che muoia … non solo perché il rischio di avvelenarsi l’anima, con danni alla salute, è conseguente  , ma anche e soprattutto perché tanto le cose ormai vanno così e bisogna adeguarsi per stare dietro ai tempi.
Per non essere definiti dei bacchettoni, delle persone ferme ai valori di ieri.
Come se il rispetto conoscesse albe e tramonti.
Come se il valore e la tutela della  vita – anche di una sola -  cambi col mutare delle stagioni.
Come se il bisogno – che dovrebbe essere naturale -  di entrare in sintonia con l’altro, di porsi , all’occorrenza, dalla parte di chi sta dall’altra parte per avere una visuale più ampia, sia un esercizio inutile o utile solo a chi  non sa muoversi davanti alle telecamere, alle luci del palcoscenico o alle cineprese più o meno nascoste.
Stanno , stiamo , più o meno consapevolmente, creando un deserto emozionale con una evidente anestesia dei sentimenti che, quando non ci spinge a voltare egoisticamente la testa dall’altra parte , ci vede indifferenti, freddi, privi di quegli  slanci capaci di scalare montagne per giungere e dare spazio e voce alla parte migliore di ognuno di noi.
Stiamo preparando , mattone su mattone, una società di  persone sole, conflittuali, vuote… perché stiamo imparando a rompere sempre di più gli argini della decenza e a ragionare in prima persona.
Alcuni continuano a raccontarci – e probabilmente prima o poi, se non cambierà il vento, li ascolteremo tutti con la dovuta attenzione e ci adegueremo -  che perfino invecchiare con le rughe verrà considerata una colpa.
In conclusione: cosa abbiamo , allora, da raccontare ai nostri figli, ai nostri alunni affinché non diventino contenitori vuoti o bulli di quartiere?
Ha ancora senso parlare di etica, di principi fondamentali, di pace? 
E’ ancora possibile. Ed è urgente farlo. Non è , né sarà facile, perché i passi lievi dei costruttori di coscienze - che non sono pochi – corrono il rischio di essere sepolti dal chiasso assordante dei tromboni senza freni inibitori.
Ma è ancora possibile…
                                                                      Rosalba Satta Ceriale


Articoli... ma anche lettere, blog, informazioni, opinioni, riflessioni, considerazioni, meditazioni, ponderazioni, speculazioni, quisquilie, pinzillacchere, sciocchezzuole, bagatelle, inezie, bazzecole. Cose di questo e dell'altro mondo, cose di ieri e soprattutto di oggi....
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