Tell a friend about this page
16239
TERZA PAGINA WORLD
Tell a friend about this page
Welcome to the World's Arts Journal. International Arts, Culture, Ideas.
RUBRICHE

...and more



Quando la luna DEVE diventare pianeta

di Rina Brundu Eustace


Penso di appartenere a quella categoria di villanovesi che per qualità anagrafica e un
po di menefreghismo non si siano mai fermati abbastanza a considerare le cose di
casa. Men che meno quelle politiche.

Certo, negli anni 70, un tempo particolarmente
propizio per ogni risveglio di coscienza, noi nati alla fine della decade precedente
eravamo troppo giovani, mentre gli anni 80 furono un periodo tutto speciale, tal-
mente proiettato verso il futuro, verso lidealizzazione del sogno (anche edonistico, e
non è un ossimoro) che, di concreto, tra le mani, ti restava quasi niente. Quel nulla,
quel vuoto però, a dispetto di ogni visione onirica più o meno probabile, era tangibile
e, a ben guardare, non è venuto mai meno. Al contrario, è cresciuto con noi, vive con
noi, si nutre dellessenza ed è in definitiva tutto ciò che rimane di come eravamo.

Un gigantesco buco nero è dunque leredità che la mia generazione è stata capace
di consegnare ai suoi figli. Un gigantesco buco nero e nulla più. Ad altre latitudini,
dove ogni bambino, ogni ragazzo, ogni uomo, è considerato il solo artefice della pro-
pria fortuna, la mediocrità del dono non susciterebbe grande preoccupazione, so-
prattutto inciderebbe poco e nulla sugli affari correnti. Tra le nostre alture assolute,
soffocate dalla calura, impedite dal freddo che congela soprattutto ogni intenzione
raramente accarezzata, la questione è differente, e quel mancato regalo fa presto a
trasformarsi in altro tassello mancante dentro un puzzle per suo destino già minato
nella struttura.

Il problema principale però è dato senzaltro dalla natura stessa delleredità passa-
ta di padre in figlio. Come ogni buco nero che si rispetti, infatti, quel modesto cadeau
è in verità un potentissimo centro di attrazione gravitazionale che tutto brama e tutto
divora. Davanti allinevitabile baratro cosmico, ogni sole, ogni pianeta, ogni luna,
ripone le uniche possibilità di salvezza nelle proprie qualità intrinseche. Il tentativo è
quello di negoziare un tempo preziosissimo, nella speranza che lurto accidentale
che ne ha segnato il tragico destino, possa venire annullato da un controurto altret-
tanto fortuito che restituisca infine la libertà, faccia dono della vita. Una volta ancora.
Lo spirito di sopravvivenza dogni granello di roccia vagante nello spazio ne de-
termina dunque il destino, alla stessa maniera in cui la forza interna dogni individuo
ne modella il futuro. Nello specifico, sarà la forza interna di una intera comunità,
ovvero della comunità di Villanova Strisaili, a dover impedire che quel buco nero
diventi la propria tomba. E, tanto più forte sarà la capacità di resistenza dimostrata,
tanto più grandi saranno le possibilità di salvezza.

Fuor di metafora, il discorso ci riporta ancor più direttamente alle cose di casa e
quindi anche alle cose politiche di casa, ovvero a quegli affari correnti che la mia gene-
razione si è fatta scrupolo di non guardare, prima fra tutte, la questione dellautono-
mia amministrativa del nostro paese. Col senno di poi, sono pure portata a credere che molta della disattenzione civica mia e dei miei coetanei, nasca da una innata
attitudine a pensare lo status quo come immagine delle cose che furono, specchio
dellunica realtà che poteva essere, e sintomo importante delle cose che sarebbero
venute. Quindi, fondamentalmente immutabile! Anche in questo abbiamo sbagliato!
Come non bastasse, abbiamo peccato di sufficienza, perché in verità sarebbe bastato
poco per verificare che, le cose presenti, non erano riflesso di ciò che era stato e che,
allo stesso modo, il nostro futuro non era necessariamente scritto.

Con questo voglio dire che, se anche una qualsiasi patologica carenza educativa,
fosse alla base della nostra incapacità di guardare a noi stessi e alla nostra comunità,
come elementi politici attivi e dunque capaci di mutare e di cambiare il mondo intor-
no a noi, questo non giustificherebbe la mancanza di serietà e la superficialità con cui
abbiamo sempre fatto punto di leggere la nostra Storia.

Mancanza di serietà e superficialità di cui non possiamo accusare le passate gene-
razioni di villanovesi che, sebbene figlie di un Dio minore (come quasi sempre acca-
de in Ogliastra!), e di un tempo ancora legato a tradizioni agro-pastorali, hanno sapu-
to scriverLa quella Storia. Pensiamo, per esempio, a quegli uomini e a quelle donne
che, sul finire degli anni cinquanta, hanno riproposto con forza il problema dellauto-
nomia da Villagrande e che, dopo quasi un ventennio di battaglia politica, sono arri-
vati a un passo dal conquistarla.

Ma, se conoscere il nostro passato è conditio sine qua non per vivere bene il nostro
presente in vista della costruzione di un futuro sostenibile, rimuginare troppo a lungo
sulle occasioni perdute potrebbe diventare deleterio. Allo stesso modo, se prendere
coscienza delle nostre pecche generazionali è passo fondamentale nel processo di
maturazione intellettuale, farsi scudo di quei vecchi peccati per giustificare limmobili-
tà delloggi, sarebbe addirittura criminale. Come nani sulle spalle di giganti, dobbiamo
invece aguzzare lingegno e la vista per guardare avanti e pianificare il nostro destino.
Il futuro è infatti ancora nostro (sì, anche di noi nati nel sessantotto!), dei nostri
figli e di tutti i villanovesi di buona volontà i quali, mettendo da parte interessi di
partito e circostanze personali, sapranno farsi carico delle proprie responsabilità e
avranno il coraggio di fare lindispensabile primo passo in avanti.

Questo primo indispensabile passo non può prescindere, tuttavia, dalla
condivisione dellideale che vuole il NOSTRO destino dipendere interamente e sola-
mente dalla NOSTRA capacità di tenere ben salde nelle NOSTRE mani, le redini del-
lamministrazione del NOSTRO territorio e delle NOSTRE future azioni e intenzioni.
Ovvero, non può prescindere dalla ricostituzione del Comune di Villanova Strisaili!
Avolte, infatti, non basta il desiderio di farlo per fuggire unorbita maledetta.Avolte
per salvarsi una luna-satellite DEVE saper diventare pianeta!

Questo è sicuramente il caso del nostro paesello-frazione-satellite che potrà ritro-
vare una compiuta libertà, una nuova dignità, ma soprattutto una decisiva speranza
di sopravvivenza e di futuro cambiamento, solo nel momento in cui opterà con fer-
mezza e convinzione per una ipotesi politica autonoma,maanche possibile, sostenibile
e sicuramente legata alla specificità di un primitivo nucleo culturale rispetto al quale
saprà modellarsi. Perché sarà solo attorno a questo nucleo che le mille sfaccettature
della nostra identità potranno felicemente coagularsi e, strato dopo strato, permettere
quella crescita intellettuale, civile, morale, necessaria per fare il salto di qualità.
Il Comune di Villanova Strisaili DEVE essere RICOSTITUITO! La mia speranza di
elemento pentito di una generazione distratta, è che questo processo di rinascita pos-
sa iniziare al più presto, anche attraverso la continuazione del lavoro portato avanti
dal COMITATO PROMOTORE per lautonomia da Villagrande creato a suo tempo.2
Atale programma, nessun villanovese che si senta veramente tale, dovrebbe negare il
suo appoggio. Il sostegno esterno arriverà quando gli altri si accorgeranno della se-
rietà delle intenzioni e dello spirito pacifico che le anima.

Auspico infatti che questo importante progetto politico-amministrativo villanovese,
si possa portare avanti insieme a Villagrande e non contro Villagrande. Insieme ai
villagrandesi di buona volontà (e sono tanti, tantissimi!) e non a dispetto di quelli. E
quindi, sedendosi ad un tavolo, gli uni davanti agli altri, ognuno a raccontare le pro-
prie ragioni, ognuno disposto ad ascoltare le ragioni dellaltro, una, dieci, mille volte
se necessario, fino a scorgere, dietro langolo, quel punto dincontro che non si fa mai
desiderare quando veramente cercato.

Una eventuale intesa politica diventerebbe, per forza del suo stesso esistere, mo-
dello del fare da proporre con orgoglio dentro il più complesso processo di risveglio
civile ed economico che riguarda lOgliastra intera. Perché, diceva Giovanni Falcone
Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno
a camminare sulle gambe di altri uomini, proprio come noi giovani nani, sulle spal-
le dei vecchi giganti..

Dublino, Marzo 2006
© Rina Brundu Eustace
Per ISOLE
Scritture Letterarie, Momenti d'Ogliastra
La prima antologia della nuova provincia d'Ogliastra
2006

Articoli... ma anche lettere, blog, informazioni, opinioni, riflessioni, considerazioni, meditazioni, ponderazioni, speculazioni, quisquilie, pinzillacchere, sciocchezzuole, bagatelle, inezie, bazzecole. Cose di questo e dell'altro mondo, cose di ieri e soprattutto di oggi....
SALASTAMPA
www.terzapaginaworld.com                              www.villanovastrisaili.com
Ringraziamenti
Collaboratori
Newsletter
L'articolo del mese
Links
Chi sono
Sala Stampa
Cultura
Narrativa
Saggi
Poesie
Speciali
Concorsi
Classics
Collabora
Giallografia
TP Book Review
English




L'Indizio Nascosto