PREMIO GENNARGENTU
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Prima Edizione 2009
In principio c'era il Gennargentu...


Il Gennargentu
L'Ogliastra e la Barbagia
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Il Gennargentu è un massiccio montuoso di grande estensione situato nella zona centro-orientale della Sardegna, tra la provincia di Nuoro e la provincia dell'Ogliastra. Comprende le cime più alte dell'isola: il monte Spada (1.595 m), la Punta Erba Irdes (1.676 m), il Bruncu Spina (1.829 m), la Punta Paulinu (1.792 m) e la Punta La Marmora (1.834 m).
Geologicamente risulta essere una delle formazioni rocciose più antiche del continente europeo ed è per questo caratterizzato da montagne relativamente basse e tondeggianti. Le tipologie di roccia presenti variano dallo scisto, al granito al calcare.

Da Wikipedia


Gennargentu significa "porta d'argento", dal colore della roccia scistosa che ne caratterizza la formazione geologica. I suoi monti racchiudono un microcosmo davvero unico: alle alte cime, che giungono fino ai 1834 metri sul livello del mare di Punta La Marmora, si affiancano una natura incontaminata da dove si originano i principali corsi d'acqua dell'area orientale sarda, come il Cedrino e il Flumendosa.
La flora che arricchisce il territorio è in buona parte costituita da specie endemiche, come le rare ginestre di Pantelleria, di Corsica e di Moris, ma non mancano i prati di timo, con il profumo dell'elicriso e degli arbusti aromatici, sorvolati dall'aquila reale, dall'avvoltoio monaco, dal corvo imperiale, dal falco pellegrino e dal gipeto.

Da Sardegna Turismo


La sommità del massiccio è ricoperta di neve per buona parte dell'anno; la località di Bruncu Spina presso Fonni, in provincia di Nuoro, è l'unica zona della Sardegna attrezzata per gli sport invernali, ma è in fase di sviluppo il turismo estivo (a Fonni, Aritzo, Sorgono ecc.), che si va sempre più affiancando alle tradizionali attività economiche, cioè l'allevamento ovino e lo sfruttamento forestale.
Le zone meno accessibili delle alte quote sono l'habitat naturale per una fauna ormai rara di esemplari, che include, tra le altre specie, il muflone, il cinghiale, il daino, il cervo sardo (vedi Cervidi), il grifone. Fitti boschi di querce, castagni e noccioli ne ricoprono i versanti, succedendo alla rigogliosa macchia mediterranea che ammanta le pendici più basse. La necessità di salvaguardare le particolarità naturali del territorio ha portato, il 31 dicembre 1995, all’istituzione ufficiale del Parco nazionale del Gennargentu.

Da Encarta


Lo scenario è contornato da alcuni insediamenti nuragici come il villaggio di Ruinas, situato a 1300 metri d’altezza è il più alto della Sardegna, i resti delle circa 300 capanne nuragiche con al centro la reggia ancora ben conservata testimoniano un passato ricco e fiorente; da segnalare anche il nuraghe Unturgiadore (il cui nome ricorda l’avvoltoio, in sardo s’unturgiu) e la tomba dei giganti di Su Scusorgiu (il tesoro nascosto).

Dal sito Agugliastra


Mappa del Gennargentu
(Agugliastra link esterno)




L'Ogliastra e la Barbagia

La Provincia dell'Ogliastra (in sardo Provìntzia de s'Ogiastra o Ollasta) è una provincia della Sardegna. I capoluoghi sono Tortolì e Lanusei. Situata nella zona centro orientale della Sardegna e affacciata a sud e ad est sul Mar Tirreno, confina:

* a nord-ovest con la Provincia di Nuoro,
* a sud-ovest con la Provincia di Cagliari.

L'origine della Provincia risale al Regio Editto del 04 maggio 1807 con il quale la Sardegna è stata divisa in quindici prefetture tra cui quella comprendente la regione storico-geografica dell'Ogliastra con sede a Tortolì. Nel 1821, Carlo Alberto riduce il numero delle province a dieci e sposta il capoluogo di quella di Ogliastra a Lanusei, che con Editto del 27 giugno 1837 diviene anche sede di uno dei sette Tribunali di Prefettura dell'isola. La Provincia di Lanusei, già soggetta alla vice-intendenza di Cagliari, viene confermata anche con la riforma operata dopo la "fusione perfetta" della Sardegna al Piemonte, con la Legge n. 807 del 12 agosto 1848 in base alla quale (unitamente alle province di Nuoro, Oristano e Cuglieri) rientra nella neoistituita "divisione" di Nuoro.

Con l'unità d'Italia e la Legge Rattazzi n.3702 del 23 ottobre 1859 la Sardegna viene suddivisa in sole due province e il circondario di Lanusei (sede di sottoprefettura) compreso nella Provincia di Cagliari. Nel 1927 sono stati soppressi i Circondari e le sottoprefetture e contestualmente istituita la Provincia di Nuoro, in cui l'Ogliastra è stata inclusa.

Lanusei è rimasta nel corso degli anni sede di Tribunale ed altri uffici pubblici statali e regionali (ASL, Comitato Regionale di Controllo). Nel 2001 la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito la provincia Ogliastra che è divenuta operativa nel maggio del 2005 staccandosi da quella di Nuoro.

Le origini dell'Ogliastra vanno ricercate nelle tracce dei primi insediamenti umani che risalgono probabilmente al Neolitico. All'epoca, erano principalmente le coste ad essere abitate fino a quando le incursioni piratesche, sempre più frequenti, costrinsero i primi abitanti a spostarsi verso l'entroterra e a dare, così, origine ai primi paesi montani, dove si iniziò a praticare l'agricoltura e la pastorizia.

Il culto pagano dei popoli prenuragici è testimoniato dai vari reperti megalitici come i Menhir e le Domus de Janas che sono stati rinvenuti nella zona. Il territorio inoltre presenta più di 200 monumenti risalenti alla civiltà nuragica a testimonianza di una notevole concentrazione di popolazioni nella regione. Il nuragico medio è caratterizzato, oltre che dalla ricca documentazione materiale, dalla diffusa presenza di monumenti di varia funzione: nuraghi a tholos semplici o complessi, tombe dei giganti, pozzi e fonti sacre. La scelta dei luoghi per la loro costruzione è indicativa di un'attenta analisi, che ha privilegiato luoghi dominanti su rilievi vulcanici o sedimentari, affacciati sulle depressioni principali, che costituivano importanti vie di transito, o le aree di pianura più prossime alle principali sorgenti. Inoltre alcune scoperte archeologiche nel territorio mostrano come gli antichi abitanti ogliastrini fossero un popolo orientato ai contatti culturali.

Da Wikipedia


Da sempre il cuore della Sardegna è stato identificato con le regioni più interne e appartate, baricentriche nel senso meridiano e ben riparate dai condotti con l’opposta costa tirrenica dalle aspre catene orientali. Qui, secondo le concordi tradizioni storiche, le popolazioni indigene hanno opposto una tenace resistenza alla penetrazione cartaginese e romana mantenendo intatto un complesso di caratteri sociali ed etnici di schietta derivazione protosarda. La stessa presenza cristiana ha avuto modo di affermarsi solo a partire dalla fine del VI secolo mercé la conversione ad opera di Gregorio Magno di Ospitone, che se non era il “re” dei Barbaricini, era certamente il capo più influente di numerose tribù agglutinate intorno ai vari villaggi pastorali, forse ancora quelle trenta “Civitates Barbarie” di cui parla un’iscrizione romana. Popolazioni prive di cultura e tradizione scritte e quindi, per ironia della sorte, le maggiori depositarie della fase romana penetrata nel sostrato nuragico, mentre altrove il processo di trasformazione- formazione linguistica vedeva l’affermarsi del sardo giudicale (cioè del sardo-romano nella sua evoluzione di pianura), dei dialetti delle repubbliche marinare di terraferma e poi del catalano e dello spagnolo.

Mai interamente conquistato dai Romani, il cuore della Sardegna parla oggi il dialetto più affine (con il Logudorese) all’antico idioma dei conquistatori, e conserva un codice di istituti e modelli di comportamento che, se all’osservatore esterno appare (come è) in contrasto con l’ordinamento giuridico italiano, risulta tuttavia perfettamente inserito negli arcaici schemi pastorali quasi a rievocare un modo di vita d’impronta nuragica. Non ha, questo cuore, un suo sviluppo specifico e arduo è il cercare tracce di pietra del suo passato storico: solo i ruderi della romana “Sorabile” presso Fonni, quasi al termine dell’ultimo itinerario, e qualche insediamento nuragico testimoniano di una vicenda della quale, complici le innegabili difficoltà morfologiche, il particolare regime di conduzione dei suoi pascolativi e l’esiguo carico demografico esistito in ogni tempo, si è perso il filo conduttore e finanche il ricordo.

Da Encarta




English

The Gennargentu Literary Award

It is presented to an author who has written a particularly lauded modern "novel". The Award Mission is to revisit this most difficult "genre", looking at the exceptional standards set by the greatest novelists of the past centuries such as Daniel Defoe, Charles Dickens, Crane, Dreiser, Joyce, Hemingway, Camus, etc, but with a view to tell the many and most complex "stories" of the present post-digital revolution society. 


The Gennargentu

Gennargentu is a large mountain range in central-southern Sardinia, Italy, encompassing the the provinces of Nuoro and Ogliastra. It includes the highest peaks in the islands, such as Punta La Marmora (1,834 ), Monte Spada (1,595 m), Punta Erba Irdes (1,676 m), Bruncu Spina (1,829 m) and Punta Paulinu (1,792 m).

The range forms part of the Gennargentu National Park. Geologically, its rocks are amongst the oldest in Europe, and have therefore a mild shape: rock types include schist, limestone and granite.
From Wikipedia

The Ogliastra Province

Ogliastra (Italian: Provincia dell'Ogliastra, Sardinian: Provìntzia de s'Ogiastra) is a province in eastern Sardinia, Italy. Ogliastra is the most mountainous province in Sardinia. With only some 58,000 inhabitants, it is also the least populous province of Italy. It corresponds roughly to the medieval Giudicato of Agugliastra. The largest municipalities (as of 2005-06-30) are:

Tortolì 10,227
Lanusei 5,789
Bari Sardo 3,880
Baunei 3,825
Tertenia 3,706
Villagrande Strisaili 3,569
Jerzu 3,284

The populations of the most isolated villages in Ogliastra are supplying pedigree, medical and genetic data to research in inherited diseases. This research is coordinated by the company SharDNA.
From Wikipedia


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