Non senso
di Claudio Moica
Talvolta ho difficoltà a capire il senso, inteso non come significato di qualcosa bensì la sensibilità di percepire ciò che fa agire la mente e il cuore delle persone. Mi capita, purtroppo spesso, che i miei pensieri prendano forma ed immagini non sfuocati ma nitidi, che altro non sono che la proiezione di tutte quelle emozioni che mi girano attorno, che non nascono da me ma esclusivamente dalla manifestazione di comportamenti inconsapevoli, spero, degli altri. Ho sempre inteso che l'altro fossi io ma ho serie difficoltà a riconoscermi in questo. Non trovo quasi mai sorrisi che nascono dalla profondità del proprio IO ma solo apparenti smorfie filtrate da esteriorità ed imprinting imposti da costumi sociali o ruoli stabiliti da dettati familiari. Per chi ha la maledizione, come me, di non tralasciare i dettagli del proprio vivere, questo contorno di insana superficialità impedisce la vera comunicazione e la sana propagazione di valori fondamentali come la sincerità. E’ come un cancro che si sta diffondendo in maniera irreversibile e non esiste nessun antidoto a questo dilagare di inutili atteggiamenti, rivolti solo ed esclusivamente alla proiezione del proprio ego invece che al raggiungimento dell’assoluto. Siamo circondati ormai da inetti che bramano all’incatenamento dell’Anima, al soffocamento della ragione intellettuale, al martirio delle parole, alla morte dell’Arte, all’isolamento dei valori. Sono sempre meno le isole dove ci si possa rifugiare, dove poter dare spazio alla vera libertà, dove nulla è imposto ma tutto è semplice pensiero, dove agire non è mai reagire, dove le proprie scelte non invadono quelle degli altri anzi le rafforzano, dove non esistono confini o restrizioni, impedimenti o prigionie. Si va dritti come un treno verso una destinazione ignota, verso il buio, e la cecità di questo insopportabile progresso ci ha reso tutti insensibili e poco propensi a guardare la realtà. Siamo attori di una fiction, siamo cloni di un mondo trasformato che ci allontana sempre più dall’Universo, dall’unione, da quell’abbraccio che è la vera logica di esistere. Non so nemmeno se combattere possa ancora servire a qualcosa, se diventare i partigiani del nuovo millennio possa sortire lo stesso effetto del passato. Siamo una generazione perduta, per parafrasare Hemingway, forse senza scampo, forse senza futuro. Non restiamo nemmeno più perplessi davanti al nulla che, forse, la morte porta con sé perché l’abbiamo cancellata dai nostri ricordi, credendo all’immortalità del corpo piuttosto che all’infinità della sapienza, non ci poniamo più domande perché siamo pieni delle nostre piccole risposte, peccando di presunzione nel voler avere in modo assoluto la conoscenza totale.
A breve ci sarà la Pasqua e ognuno la può intendere come ritiene, ma spero che, per coloro che hanno fede, la possano vivere davvero come un’opportunità di riflessione su ciò che ognuno di noi può fare per far tornare questo mondo verso la vera direzione di vita, ma mi auguro che anche chi è incurante verso qualsiasi religione si sforzi di trovare soluzioni per uscire da questo aggrovigliato e diabolico modo di porsi verso il prossimo. Faccio mia una frase del compianto maestro Mario Luzi che asserì nei suoi ultimi anni che “…solo la poesia potrà salvare il mondo”, e non solo quella fatta dai Poeti ma anche tutta quella poesia che ognuno scriverà nel proprio cuore facendone davvero un senso di vita!
Claudio Moica