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Poesie

di Michele Sarti Maggi
(12 anni)

Mamma

Mamma…
i tuoi occhi lucidi sussurrano verità e saggezza.
Mamma…
la tua piccola bocca emana dolci parole d’amore e bontà.
Mamma, Mamma, Mamma…
un essere umano che ha il potere di riattaccare
il cuore a chi lo aveva spezzato dal dolore,
di un giorno,
di una morte,
di qualcosa minore dell’amore che ho io per te.


La sera

La sera;
un universo blu avvolge la terra.
La sera;
i piccoli orsi dormono.
Un’aquila vola alta nel cielo
e lascia cadere le sue piume bianche
come cenno di amore,
amore per lei, la mia mamma,
che ne merita molto.

LA NOTTE.

Fiore di primavera che sboccia e,
al suo interno appare una perla.
Tramonto che ricorda brutti pensieri
e poi labbra calde come il sangue.
Una goccia di rugiada come una stella
poggiata nell’Universo.
Cristalli che cadono dal cielo,
il giorno in cui sono nato.
Mare con mille coralli,
aquile che volano alte.

Un campo infinito di rose,
un fosso pieno di ranocchi.
I grilli la sera cantano alle primule.

Le lucciole illuminano l’aria buia,
il nero che non finisce,
il buio,
dominatore della notte,
giaguaro che attacca prede.

Nuvole dinanzi al crepuscolo,
quando la notte prende vita,
quando tutto cambia;
un fiore diventa una lucciola;
un colibrì diventa un gufo,
e il Bene che è in cielo rimane,
perché il Bene esiste,
e ci sarà sempre,
finché, anche una sola persona,
penserà con il cuore.


INDIOS

Indios,
una piuma che vola libera.
Indios,
aquile e lupi:
dominatori della notte.
Indios,
un universo di Totem.
Vivono in una foresta magica…
Sofferenza
che stimola i loro cuori.
Le nuvole coprono il cielo
e si trasformano in orsi e aquile…
in qualcosa che nessuno vede.
Sparse lassù dove l’occhio dell’Indio
vede un’altra cosa:
l’Amore,
Dono che nessuno possiede più forte,
contorno infinito di questo Popolo.


Il gabbiano

Oggi siamo qui a Marina di Vecchiano.
Son dinanzi al sole e laggiù vedo un gabbiano.
E’ bianco, nero e arancione;
esprime bellezza e tristezza,
ed ha un pensiero dentro sé:
“Ora sono qui, dinanzi a te,
dolce tramonto…
rosso come una foglia d’autunno…”


Dolcezze.

Il sole che scalda la terra;
un campo di fiordalisi
e bambini che corrono pieni di sorrisi.
Tramonto che illumina il cielo.
La terra ricoperta da un velo,
di bene,
di cuore,
di Amore,
e una pianta piena di more.
Un infinito mare di pesci;
un ragno con mille zampette,
una torta tagliata a fette.
Ed un fiume di Bene che scende,
ma dove?    


BRASILE

Terre verdi e calde.
Occhi lucidi,
sofferenti,
che guardano il Sole,
il Sole del Brasile,
il Sole di questo paradiso…
nella magia di questa Terra.


BENE

Bene.
Tu che voli nell’ Universo
e nessuno può fermarti.
Bene.
Tu che emani bontà davanti al tramonto.
Bene!
Sei tu, tu porti felicità a tutti noi.
Ma non tutti ti meritano, non tutti.
Ma ti meritano tanto quelli che pensano con il cuore.


Una rosa…

una rosa, una mimosa e un fiordaliso.
Un bambino che corre e fa un sorriso.
Fili di grano che toccano il cielo
e una formica infreddolita dal gelo.
Il sole mosso dall’amore che ho per te,
il cielo sorretto dall’amore di te;
niente però è meglio di te,
mamma.


Amarezze

Giorno d’inverno,
le nuvole ricoprono la terra;
le piogge,
la grandine,
chicchi cadenti dal cielo.
Boschi secchi e
ragnatele sfatte.
Un tramonto grigio,
campane che non suonano più.
Un paesaggio marrone e nero.
Solo pioggia.
Solo neve.
Solo nero.
E’ tutto spento,
le cose vuote.
Dov’è la bellezza?
dov’è?


Tutti uguali.

Siamo tutti uguali,
abbiamo tutti un cuore
e siamo vittime  a volte
dell’amore.
Siamo esseri viventi,
siamo tutti uguali,
come tutte le stelle che hanno
un loro diritto:
illuminare il cuore
a chi si sente una stella più grande.


Sono tanti

Sono tanti gli uccelli che volano tra cielo e mare.
Sono tanti gli alberi; quei maestosi giganti della natura.
Sono tanti i bambini,
ma non sono così tanti quanto l’amore che ho per voi:
mamma e babbo.


Sera e Sogni

Sogni,
voi che accompagnate
la sera nel suo lungo viaggio
intorno al mondo,
come una sfera di fuoco,
come il sangue…
Sogni,
voi che fate soffrire tutti noi,
voi che ci amate e ci odiate.
Sera,
tu, che ai raggi del sole muori;
ma alla luce del tramonto,
alla bellezza dell’arcobaleno
emani bontà.
Sera e sogni,
voi che ci amate…
siete come uccelli che volano all’orizzonte,
del mare e dell’amore.

Dedicata a Mamma e Babbo.

L'uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto (Ennio Flaiano)
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