NOSTALGIA DI UN LAPILLO
A Salvatore Niffoi
Salvatore, vaga meteora
che appare e scompare
dalla mia stanca vita,
sei caldo, inebriante e generoso
pari a quel sapido vino
profumato, che da me libasti
a Siena in familiare cena.
Caro fratello mio barbaricino,
sia benedetta la feconda terra
che ti plasmò, ardente nella vena
e simile a vulcanico lapillo,
che infiamma e segna
il pendio delle valli.
Mio diletto , già muta e rintanata
resto, senza la prodigiosa dose
d’endorfina che tramuti il giorno,
e renda palpitante il mio mattino.
A te rivolgo la fidente prece:
evoco il tuo ritorno,
vieni presto!
Siena, giovedì 11 ottobre 2007
M. Teresa Santalucia Scibona