STRINDBERG E MARGHERITA
(A Margherita Sergardi)
di M.Teresa Santalucia Scibona
Nella luce mimetica e nebbiosa
il silenzio è profondo .
La voce appassionata
è l'ossessione di comunicare
rimorsi di coscienza.
Le parole vibrano terse
nella loro soggiogante bellezza.
Rapide come gazzelle
penetrano nelle fibre dell'anima.
Realtà che si dissolve
nella tremante immagine del Sogno
nuvoli di corvi neri
intrecciano una "Danza di Morte".
Guizzano i démoni
in lenta processione d'ombre
per la “Sonata degli spettri”.
Sulla Piccola Scena
incessanti tumulti
consumano la parabola d'amore.
Lo Sconosciuto gioca con la morte
il poeta col mistero della vita.
No, non possiamo demolire il Sogno
il sublime resta sublime.
Il dolore esplode nelle vene
con dolce violenza,
sanguina copiosa la ferita.
Solo tu Margherita ne impersoni
l'eterna sensazione di magia
( Siena, 28 Luglio 1991)
e ancora...
LETTERA
(Al mio fraterno amico Mario Verdone)
L’agonia di un recluso giorno
è ritmata dal goffo
tambureggiare della pioggia.
Nell’ariosa prigione
satura d’epici sogni
una lettera desiderata
sigilla al Tuo nome
condivise affinità.
Che importa se il fato
sghembo e beffardo
lascia cadere il mio destino
in un declino inesorabile.
Già non mi sento sola.
Il cuore spento
e disabitato
è illuminato dal conforto
dell’amicizia.
( Siena, 18 novembre 1991)
Dal volume “ Le temps Suspendu et la Vie Assise” - Prospettiva Editrice
prefazione di Giorgio Luti, postfazione di Walter Nesti.