FATALITA' E ALTRE POESIE
di Almina Madau
Fatalità
Non sei mia fatalità,
ti credessi,
non potrei appieno gioire,
di tutte le conquiste nel corso della vita,
per tutti i dolori vinti,
non sentirei orgoglio ne liberazione.
Come un viaggio organizzato
un film muto, un trino arcobaleno,
un burattino.
Tirato e diretto da invisibili fili,
con lo sguardo incantato e
uno stupido sorriso beato.
Mia è la forza,
mia la debolezza
mia la stoltezza
e mio sarà il destino.
La Fortuna
se passa
le tenderò la mano.
Fatalità non sei compatibile con il mio cuore.
Resta dietro quella porta....
Potrei aver bisogno di te.
Assolo
C'è un suono flebile
una irriducibile lentezza
un pensiero che si ingigantisce.
C'è una consapevolezza nuova
una realtà diversa
una disillusione grigia.
C'è un vento malato
un tepore stranito
un profumo antico.
E' la mia tristezza.
Godimi
Godimi in quest'attimo
godi l'interezza del pensiero
saziati di corrompente incertezza,
altalenando con il senso di pienezza
e l'utopica visione di mistero
mai scoperto
sul ciglio di quel uscio che è la tua pazzia
nel centro del mio ventre che poi è quella mia
mai celata
concreta salita verso un piacere immenso
consapevolezza e sdegno del mio senso.
Nel nome dell’Amore
Mostrami il tuo volto,
ingombrante Tristezza.
Così che io possa riconoscere
l'aurea cupa e grigia che sorvola il suo capo,
che io non la confonda
con paranoie e follie,
che impari a condividerla....
nel nome dell'Amore.
Mostrami il tuo viso,
pesante e cinico Orgoglio.
Così che io possa
chiudermi nella sua tenaglia,
lasciando che ci stringa entrambi...
nel nome dell'Amore.
Nasconditi a me
inganno di Passione.
Così che io non ti riconosca,
quando le sue labbra mi diranno ...t'amo.
Anestesia dei sensi.
Utopia di me....
che ancora cerco conchiglie tra gli aghi del bosco.
Sentore
Pensai
che quella vita non meritavo
quell' Amore non volevo
quel profumo non mi apparteneva.
Sognai
un prato fiorito
un volo sganciato
una cima appuntita.
Vidi
un angolo smussato
un cerchio racchiuso
un buio atterrito.
Desta, realizzai.
La mia vita era stroncata,
tra i sogni svaniti
tra i laghi lucenti
tra i fili tirati.
E vissi. Col senno di poi.