La mano sinistra del diavolo di Paolo Roversi e altre recensioni
di Roberto Mistretta
Il talento non è acqua e Paolo Roversi, già apprezzato per “Blue Tango”, si conferma autore di razza con la nuova avventura del cronista freelance Enrico Radeschi. In sella al suo giallone, da Milano, Radeschi si reca a Capo di Ponte Emilia, nella Bassa padana, dove vivono i suoi, pronti ad andare in vacanza. A lui toccherà prendersi cura del gattone. La dependance è stata affittata al maresciallo della Stazione dei carabinieri che vive con un armadillo. Nella Bassa non succede mai niente, almeno finché non tira le cuoia un vecchio partigiano mangiapreti. Alcuni giorni dopo, il postino trova un macabro messaggio di morte: la mano mozzata nella cassetta di un altro vecchio. E qui la storia è destinata a complicarsi, affondando le radici in un passato lontano, quando nella Bassa si combatteva e si moriva in nome del Duce. Intanto a Milano, il vicequestore Sebastiani, ha bisogno delle competenze tecnologiche di Radeschi: è agosto e si trova a corto di uomini per indagare su morti e sparizioni. Tra citazioni colte e un omaggio sperticato a Scerbanenco, l’autore fa agire l’intraprendente Radeschi su due fronti. Storia godibile supportata da scrittura vivace e accattivante.
Mursia Pag. 302 €15
l parco delle meraviglie di Francesca Battistella
Leggere questo bel libro, ironico e amaro al tempo stesso, significa calarsi nella realtà partenopea purtroppo tanto di moda in questi giorni, con le guerre di cosche che insanguinano le strade di Napoli.
La costruzione di un mega parco scientifico e tecnologico nell’ex area industriale di Bagnoli, scatena gli appetiti delle cosche camorriste ben determinate ad assicurarsi le fette più grosse della torta di duemila miliardi di lire, stanziati per il superparco. Accanto a loschi personaggi, girano viscidi banchieri, funzionari corrotti, guappi che amano i cani da combattimento per fare sbranare chi si frappone tra loro e i quattrini facili del parco.
Caterina, bella e mora, è la segretaria particolare della Futura, la società incaricata di progettare il parco. Figlia di un noto penalista, ha una mamma svampita, una sorella distratta e una nonna complice. Con lei lavorano ingegneri idioti e seri professionisti. Quando il suo ex viene trovato sbranato dai pitbull, scende in campo il commissario Palumbo che spulcia su alcuni terreni dell’ex area di Bagnoli, illegalmente acquisti da una prestanome della camorra con documenti contraffatti.
Statale 11 editrice pag. 245 € 15
La memoria dell’acqua di Antonio Messina
Leggere questo bel libro, ironico e amaro al tempo stesso, significa calarsi nella realtà partenopea purtroppo tanto di moda in questi giorni, con le guerre di cosche che insanguinano le strade di Napoli.
La costruzione di un mega parco scientifico e tecnologico nell’ex area industriale di Bagnoli, scatena gli appetiti delle cosche camorriste ben determinate ad assicurarsi le fette più grosse della torta di duemila miliardi di lire, stanziati per il superparco. Accanto a loschi personaggi, girano viscidi banchieri, funzionari corrotti, guappi che amano i cani da combattimento per fare sbranare chi si frappone tra loro e i quattrini facili del parco.
Caterina, bella e mora, è la segretaria particolare della Futura, la società incaricata di progettare il parco. Figlia di un noto penalista, ha una mamma svampita, una sorella distratta e una nonna complice. Con lei lavorano ingegneri idioti e seri professionisti. Quando il suo ex viene trovato sbranato dai pitbull, scende in campo il commissario Palumbo che spulcia su alcuni terreni dell’ex area di Bagnoli, illegalmente acquisti da una prestanome della camorra con documenti contraffatti.
Edizioni Il Foglio pag. 146 € 12