Tell a friend about this page
16239
G ALLOGRAFIA
Tell a friend about this page


Il giornale
L'indizio nascosto
RECENSIONI
  Giallochat
Il mistero di sir John Claverton
John Rhode

di Giuseppina La Ciura

John Rhode, uno dei due pseudonimi usati da Cecil John Charles Street (1884-1965), è stato un romanziere molto prolifico- più di 140 romanzi- e molto letto nel mondo anglosassone, specie nei favolosi Anni Trenta. Da noi, lo è stato molto meno. Un suo solo poliziesco( e non uno dei migliori) è, infatti, tra i 266 della mitica collana delle Palmine –si tratta di “La pietra azzurra”(“Death on the Board” 1937)-, mentre il suo capolavoro “ I delitti di Praed Street”( che, nel Maggio 2002, ha aperto la collana de “I bassotti”)apparve per i tipi di una modesta casa editrice milanese. Solo recentemente la Mondadori ha preso a pubblicare con regolarità, affidandone il compito ad un traduttore del talento di Mauro Boncompagni, numerosi gialli del Nostro. E così , tra gli altri, abbiamo potuto gustarci  “The Claverton Mystery ”(1933), che in italiano è divenuto “Il Mistero di sir John Claverton”.
Se l’impianto narrativo non si discosta da quello caro all’autore che, essendo stato militare nella vita, è abile stratega nel pianificare a tavolino storie poliziesche dall’incastro perfetto, il romanzo si distingue  per una significativa ed accattivante novità. Contravvenendo, infatti, alla regola non scritta del poliziesco di ascendenza holmesiana secondo cui “il gioco” si deve svolgere tra due intelligenze (non contando quella del lettore),c’est-à-dire quella del detective e quella dell’assassino, in questo romanzo, l’autore pone ai due capi dell’ipotetica scacchiera (1)  il detective.. ..e la vittima (l’assassino è una figura scialba e viene liquidato con un ”A tempo debito,…subì la pena per il suo crimine”). Da una parte, quindi, il dottor Lancelot Priestley e, dall’altra, il suo amico e collega  sir John Claverton. La posta in gioco è assai complessa( psicologica, sociale, affettiva, persino melò), sempre tipicamente vittoriana.
A fare la prima mossa è la vittima sir John Claverton che, con la posta del mattino, fa pervenire al dottor Priestley un bigliettino che nasconde una pressante richiesta d’aiuto..
Il dottor Priestley , 57enne,  matematico in pensione, vedovo castissimo, una vita da recluso nell’ elegante dimora di Westbourne Terrace ed una passione divorante per i casi polizieschi più complessi da risolvere stando in poltrona tra gli amati libri (2) ( in questo è insieme con il coevo Thondyke il più classico dei detective della Golden Age)  accorre subito. 
Anche sir John Claverton è stato brillante matematico nelle Midlands, è scapolo di ferro, ricco -ma molto avaro- e vive tra i suoi libri. Ma al dottor Priestley la dimora dell’amico in Beaumaris Place, in un quartiere in continua trasformazione, appare, in quel pomeriggio autunnale, lugubre e gelida, quasi offensiva,  l’accoglienza dei parenti , tipi strani specie la sorella , nota spiritista. Sir John lo riceve nella biblioteca. Appare sofferente, inquieto, ambiguo. Vorrebbe confidargli qualcosa della massima importanza ma non ne trova il coraggio. Tace. L’arrivo del dottor Oldland interrompe il difficile colloquio. I due amici si danno appuntamento per il lunedì successivo. La domenica mattina, improvvisamente, sir John muore. Il dottor Priestley sospetta che sia stato assassinato con l’arsenico-  il dottore Oldland gli ha confidato che c’era stato, alcune settimane prima,  un tentativo non riuscito di avvelenamento con quel tipo di veleno allora molto in voga (3)  -, ma il celebre patologo Faversham non ne trova traccia.  Quindi, il verdetto è di morte naturale. Il caso è archiviato. Alla lettura del testamento si scopre però che l’erede è una certa Mary Archer…..C’è dunque un mistero nella vita dell’integerrimo baronetto. Il dottor Priestley si trova davanti ad una difficile scelta: la necessità di salvaguardare la privacy dell’amico e/o l’imperativo morale di assicurarne l’assassino alla Giustizia.
E così, per una volta, il dottore non si avvarrà dell’apporto dell’ispettore Hanslet o del fido segretario Harold Merefield ed  indagherà da solo. Con tatto, discrezione e sensibilità, vincerà la doppia sfida, riuscendo a tenere celata una di quelle verità che un gentleman non può rivelare.( Ma è davvero così scandaloso far sapere che anche i baronetti  hanno un cuore?........)                                

(1) Per lui l’indagine poliziesca non era né più né meno di una partita a scacchi. Le pedine  sulla scacchiera gli suscitavano un interesse passeggero.” In opera citata  pag 51
(2)   Ibidem  pag 59
(3)   L’elenco dei  romanzi polizieschi in cui si usa  l’arsenico è molto lungo. Il Giallo più famoso resta  “Arsenico”( “ As a thief in the night”-1928- di R. Austin Freeman. Imperdibile!

I classici del Giallo Mondadori- 2007








www.giallografia.com                                          www.donosvaldodasilva.com
Giallografia @ the top of the Italian Mistery Web Ring
L'Indizio Nascosto - Giallista dell'anno 2008
                               
Ringraziamenti
Collaboratori
Newsletter
Terza Pagina World
Links
Rubriche
L'autore
Giallostoria
Racconti gialli
Recensioni
I Moderni
The Golden Age
True Crime
Don Osvaldo
Il segugio
Dicono di noi
Regolamento
Telefono Giallo
L' albo d'oro
Il circolo degli Scipioni
10 Comandamenti
Collabora
Venti Regole
Archivio Sondaggi