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Nebbie d’estate
Una inchiesta del commissario Pinciroli:
un crimine efferato e misterioso nell’hinterland milanese
(estratto)

di Giovanni Maria Pedrani

La Prealpina, 14 giugno
Scomparso bambino invalido a Castellanza
Si sospetta un rapimento

La mamma piangeva.
La prego, commissario, è così piccolo… ha solo nove anni… — singhiozzò senza riuscire a finire la frase.
Pinciroli osservò la donna. Era seduta su quella sedia dove quotidianamente transitavano i delinquenti più miserabili. Ma aveva quasi vergogna ad incrociare il suo sguardo, per il timore di incontrare quel dolore così lacerante.
Faremo il possibile, signora — riuscì solo a dire.
Il marito stringeva la donna per le spalle e guardava i due poliziotti con aria di sfida.
Adesso però ci dovete aiutare. — ricominciò calmo — Abbiamo bisogno di avere il maggior numero di informazioni per poter avviare le ricerche.
Andrea era scomparso da casa nel tardo pomeriggio del giorno prima. La madre era entrata in soggiorno per rispondere ad una telefonata e l’aveva lasciato in giardino. Non aveva avuto nessuna esitazione a staccarsi da lui, non si era mai allontanato. Ma Andrea non era un bambino qualunque. Era venuto al mondo con una malformazione congenita, che lo rendeva ritardato rispetto agli altri ragazzini della sua età.
Abbiamo bisogno di sapere quali sono le vostre abitudini, capire dove può essere scappato. — insistette il commissario — So che può risultare penoso, ma…
Vi dico che lui non si allontana mai dalla sua mamma! — si lamentò disperata, fissando il pavimento e cominciando a ciondolare sulla sedia. — Qualcuno ha preso il mio bambino! … Qualcuno ha preso il mio bambino…
Non erano passate ancora le 24 ore canoniche per pensare ad un sequestro. Il fatto che però Sergio Pezzoni fosse un imprenditore piuttosto facoltoso di Rescaldina, aveva già fatto aguzzare le orecchie della stampa. Doveva trattarsi di rapimento!
Pinciroli decise di avviare comunque la procedura di sequestro. Più che la condizione familiare e lo stato mentale e fisico del bambino, l’aveva convinto la dolorosa determinazione della donna. Un sesto senso che solo una madre può avere nel confronti di un figlio, fino a farle percepire il suo respiro in un’altra stanza ed a riconoscere da un battito di ciglia un desiderio del suo piccolo. E poi quel bambino che portava il suo stesso nome, Andrea, lo inteneriva. Aveva desiderato tanto avere un figlio, avrebbe voluto insegnargli tante cose, ed invece la vita…
Il mio collega Caputo segnerà la vostra deposizione. Dovete dirci esattamente quello che avete fatto in tutta la giornata di ieri, se avete notato qualcosa di sospetto nei giorni passati. E soprattutto vi chiediamo un elenco completo di tutte le vostre amicizie e conoscenze. E’ importante sapere se c’è qualcuno che vuole farvi del male per vendetta, soldi o altro. Pensate ai concorrenti professionali, agli affari conclusi negli ultimi tempi…
Non sarà facile — commentò Pezzoni — Con il mio lavoro ho a che fare quotidianamente con decine di persone.
Lo so. Dovete darci gli elementi per poter avviare l’indagine. Poi andate a casa ed aspettate con calma che vostro figlio… il vostro Andrea, ritorni. Faremo il possibile — assicurò.
I coniugi Pezzoni risposero a fatica a tutte le domande.
Risultò che il padre il giorno della scomparsa era presso la sua azienda di Rescaldina.
La madre, insieme alla domestica, era rimasta invece nella loro abitazione a Castellanza. Antonella, la mamma, aveva perso di vista Andrea solo un paio di volte. Il giardino era grande ed aperto e comunque facilmente accessibile dall’esterno. Solo di notte era attivo un allarme perimetrale.
Compilare la lista di persone collegate alla famiglia ed all’azienda fu molto più difficile. Stilarono un elenco sommario, rimandando ai giorni successivi per un eventuale aggiornamento ed approfondimento.
Terremo il telefono sotto controllo. Una pattuglia della polizia sarà sempre davanti a casa. — assicurò il commissario — Se qualcuno si fa vivo o notate qualcosa di strano, chiamateci subito!
Porse i biglietti da visita suo e dell’ispettore Salvatore Caputo che lo aiutava di solito nelle indagini.
Si sentì un vigliacco per quello che stava per dire.
Vi anticipo che se entro domani non ci saranno novità, dovrò chiedere al giudice il blocco dei vostri beni. Vi prego di non commettere sciocchezze. Se qualcuno dei parenti o amici della lista che ci avete dato dovesse eseguire delle transazioni finanziarie a vostro vantaggio, rischierete di incorrere nelle norme anti sequestro.
Lo sguardo di quei genitori era più eloquente di qualsiasi parola.
Vedrete che troveremo il vostro bambino — concluse Pinciroli per cercare di riscattarsi.
Quando furono fuori dal suo ufficio, il commissario si confrontò con il suo collega.
Entrambi avevano avuto la sensazione che il dolore della madre contrastasse con la determinazione del padre, il tipico industriale nordico freddo ed insensibile.
Le ipotesi sull’accaduto potevano essere davvero tante. La più evidente ed auspicabile era che Andrea si fosse deliberatamente allontanato. I genitori spesso sono convinti che i loro figli, anche più piccoli, siano obbedienti e disciplinati. Quante volte si era trovato di fronte a madri e padri, anche di buona famiglia, sconcertati nello scoprire nei loro figli dei giovani teppistelli!
Ma nella mente di Pinciroli si era affacciato uno spettro orrendo.
Perché rapire un bambino? Chiedere i riscatti negli ultimi tempi e con le moderne tecnologie, rendeva i rapitori molto vulnerabili. E poi questo Pezzoni non gli sembrava enormemente ricco. Perché rischiare così tanto con un pesce così piccolo? Ipotizzò anche un sequestro lampo. Un caso di estorsione fra i tanti rimasti nell’ombra, che questa volta non era sfuggito alla polizia.
“Non c’è nulla di più indifeso di un ragazzo disabile” pensò fra sé e sé.
Se era vero quello che immaginava, ora quel povero bambino era in mano ad uno psicopatico!

Cortesia Giovanni Maria Pedrani




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