Una lama inossidabile
(estratto)
di Lorenzo Bartolini
Pensavate che Mrs Stigler si fosse lasciata andare. Non avevate fatto i conti con l’oste. Dovete ricredervi. Mrs Stigler pensa solo al futuro, ha venduto tutto, si è costruita una casa in cima alla collina. I suoi animali sono in ottima salute, non sa come sbarazzarsi dei suoi collaboratori più intimi per cercarne dei nuovi.
Da lontano dalla finestra vedeva un cacciatore avvicinarsi ogni sera. La signora lo notò in tutte le sue parti; una buona radiografia era fatta. Anche se non avevano parlato era già stato lì all’ombra della sua tettoia per sette giorni, sempre accanto all’albero di fico e al cardo selvatico. Mrs Stigler conosceva bene le piante e gli animali: il giardinaggio era sempre stato la sua passione e le aveva insegnato una virtù raffinata, la virtù dell’osservazione attenta. Diceva fra sé: quell’uomo ha qualcosa di familiare, eppure una sera deve fermarsi. I “ricci” le erano antipatici e verso sera si avvicinavano alla casa per cercare cibo e lei pensò di cospargere all’imbrunire colla per topi. Se si bloccano i ricci si bloccano anche gli umani. Quella sera il cacciatore grugniva e lei se la rideva dietro la tenda della finestra. Vedrete. Chiamerà Signora! Signora!. Cos’è tutto questo. Lei si affacciò più incredula che mai alla finestra. Lo indicò a suo marito, il quale lo perscrutò dalla finestra e tornò in fretta al grande frigorifero, era anche l’ora del pasto agli animali. Rivoltasi al marito ripeteva, eppure l’ho visto in qualche cimitero. Il senso dell’osservazione le si era acutizzato ancor di più ed era una caratteristica ereditata dall’ultimo e più grave infarto, che l’aveva stesa per un anno sul suo letto, rendendola indolente, apatica e irritabile.
Già, allora che ne facciamo?, chiedeva a suo marito, poi senza fermarsi girò l’angolo e uscì fuori per conoscerlo senza accendere nessuna luce. Buon uomo come vi siete invischiato lì! Ma da queste parti ci sono nugoli di tordi ed io di sera mi diverto osservarli appollaiati. E che facevate lì nascosto, fra i cespugli, come un gatto, in una grande serra per ortaggi? Ero lì a osservare le erbe infestanti. Staccatosi dalla colla con forza le si avvicinò ma lei non fece un passo indietro e sbatté la testa proprio nella campana con la corda che serviva come campanello. Il colpo fu talmente forte che l’uomo svenne. Lo fece raccogliere dal marito. Lo adagiarono nel letto della dependance, lo lasciarono scoperto e in quell’autunno umido si svegliò con un gran raffreddore. Mrs Stigler gli portò una calda colazione, ma ahimé proprio nel gesto del deglutire, tuonò in una tosse ansimante, forse broncopolmonite, sussurrò Mrs Stigler. Ma non deve dirmelo, Mrs Stigler; rispose di rimando il Signor Arthur. Ti affiderò alle cure di mio marito. Ehi! tu, Alberto, noi non siamo soltanto marito e moglie, siamo complici: “Fallo parlare, chissà quante cose sa quell’omone!”, L’indomani si presentò Mrs Stigler: Bella giornata vero? Ma se anche secondo lui fosse una bella giornata, non lo disse. Dopo quattro giorni il Signor Arthur fu trovato spirato. Guarda che bell’anello ha? Questo lo mettiamo nella collezione di famiglia. E il marito sogghignando: non c’era di meglio per due pasti eccellenti per il nostro puma! Lei ridacchiò e quando vide bei pezzi di sapone nostrano elogiò il marito e allontanandosi diceva fra sé: col tumore che hai in quel posto, non tarderai a diventare sapone e ridacchiava ancor più forte, pensando che sarebbe rimasta sola e avrebbe potuto godersi la grande casa rustica, restaurata nella più assoluta tranquillità, e comodità.
Il giorno seguente il marito ricominciò a fare la chemioterapia al collo e ogni mattina la Signora lo accompagnava con la macchina. In pochi giorni si indebolì, la signora presa dai suoi pensieri si dimenticò di preparargli i pasti e in pochi giorni morì. Le spese del funerale saranno modeste. Pensò la Signora , tanto più vuole essere sepolto in terra, tutto è risparmiato, per di più, lui aveva lasciato scritto che non voleva nessuno al cimitero. Mrs Stigler, in onore alla sua salute ritrovata, si vestì di rosa per la sepoltura del marito e canticchiando ritornò a casa con la sua macchina allietata da sei di quelle sue gatte. Una selvatica portava la flebo. Mrs Stigler presa dai suoi pensieri ed il primo era un nuovo matrimonio con un giovanotto aitante, era presa da troppe cose per perdere tempo. Ma data la sua età, un’età indefinita che lei stessa voleva ignorare, voleva anche che il nuovo matrimonio fosse no-frills, ovverosia senza fronzoli. Lei voleva un matrimonio che le offrisse un volo. Un volo nella splendida giovinezza. Nell’aeroporto di Long Island aveva conosciuto un altissimo e bellissimo stuart d’aereo. Le sue assenze le avrebbero permesso di organizzare mille e mille cose e le sue amanti? Quelle non le aveva messe in conto, ma avrebbe trovato un posto anche per loro. Quando pensava al suo Jason toccava le stelle e Marisa cos’avrebbe pensato! Marisa viveva sempre con lei e il figlio era già sposato. Marisa ho pensato di cambiarmi la pelle, la pelle. Farai come le bisce che cambiano camicia. Certo, se volevi colpirmi, farò come loro, me la farò cambiare dai piedi al viso, nei punti più deboli. Marisa era molto invecchiata, soprattutto dentro e non sopportava più Mrs Stigler, non riusciva più a starle al passo. E Mrs Stigler, da quando Marisa non partecipava più alle feste la sentiva come una palla al piede. Come farò ad allontanarla, pensava Mrs Stigler! E sono sicura che lei rimarrà qui in qualsiasi cambiamento.
Il matrimonio era pronto e fu celebrato su un grande Boeng. Jason, figlio di un attore e di una casalinga cubana non stava male accanto alla Stigler. Lei era una signora con grande fascino, ma gli occhi, aveva due occhi da ammaliatrice. Solo per guardarle gli occhi; in molti si giravano per guardarla. Gli occhi sono tutto. E Jason era tutto per lei. Arrivarono in un lembo delle Maldive e lei si tuffò con l’attrezzatura da subacqueo per vedere i fondali marini. Insoddisfatta, tre giorni dopo si fece accompagnare nelle spiagge rosa della Sardegna e lì il matrimonio fu veramente consumato. Mrs Stigler si era fatta protesi ovunque. Lì intascò un piccolo delfino e riuscì a portarlo nella piscina di casa sua ed era il primo ad essere riverito. Mrs Stigler pensava già come far fronte ai tradimenti del giovane marito, dato che ne conosceva la fama.
Questa casa mi ha stancato. Girava per le stanze, si spogliava davanti agli specchi e nuda, sapendo di non esser vista si attorcigliava il collo con un braccio e con l’altra mano si accarezzava il pube. Guarda: sono snella ho la pelle liscia del viso. Sarà Jason a dover sorvegliare i miei corteggiatori. Jason la raggiungeva nella sua camera ma Marisa era diventata irritante, sembrava gelosa. Bene, Marisa rimarrà a custodire questa casa e non pagherà affitti. Noi due ci trasferiremo a Londra. A pochi passi da Trafalgar Square, Mrs Stigler conosceva un antiquario, Mr.. Philiph e aveva già scoperto con la sua vista da aquila un bellissimo palazzo di tre piani con giardino interno e fontana. Philiph e Mrs Stigler presero un volo per Londra e stettero nel palazzo; il proprietario era un amico di Philiph; per come arredarlo. Vedi Philiph il primo piano lo lascio tutto a te da arredare, anche il sotterraneo. Certo mia cara, volevi dire il pian terreno dove collocheremo le cucine e tutto assumerà un profumo di una casa di gente per bene della piccola borghesia, dove di mattina sale il profumo di latte bollito e di pomeriggio il profumo di stufato.
Philiph le consigliava di non mettere le caldaie nel sotterraneo, visto che era abitabile, ma le caldaie in soffitta con acqua discendente a dispetto di un’eventuale gelata notturna. Mrs Stigler era d’accordo nel sotterraneo, visto che c’erano piccole finestrelle, poteva servire per qualche domestico difficile e quattro porte erano da costruire sui quattro corsi del palazzo. In ogni casa rispettabile annuiva Mrs Stigler, le porte di sicurezza possono servire per mille evenienze. Certo Philiph, sono d’accordo con te. I problemi per ristrutturare il palazzo non esistevano, Philiph era amico con l’ intera Soprintendenza e con la stessa Presidente; l’assessore all’edilizia era suo nipote. Quale intralcio poteva esserci.
Salirono al secondo piano, tutto sembrava magnifico e pronto per far spalancare le braccia a Miss. Stigler. C’erano 20 saloni enormi, trasformati uno in un teatro, un altro in un salone per mostre e gli altri in tutti salotti per ogni occasione. Mrs Stigler e Philiph si chiusero in un abbraccio affettuoso. E ora, indicò con l’unghia smaltata di viola, Mrs Stigler, saliremo al terzo e la prossima volta le scale non ci stancheranno, ci sarà un lussuoso ascensore fino al seminterrato, a partire dal solaio. Il terzo piano, annuì Mr. Philiph? La Signora si lasciò condurre per mano. Guarda Philiph, disse lei, qui sono già pronti 20 saloni come camere da letto; uno sarà un appartamento con due camere da letto per me e Jason uno sgabuzzino per la mia mastina napoletana. Lassù c’era un telefono funzionante. Alò, Eminghton agency? Yes, Miss. Who is spreaking? I’m Miss. Stigler, the Philiph’s friend. Oh! la voce cambiò in un italiano piacevole. Signora noi abbiamo già pianificato uno staff di 111 muratori, il suo palazzo sarà ristrutturato in fretta. Hai visto, disse Philiph! Certo ho visto. Quando sento te, disse la Signora, il mio seno si gonfia come quello di una lattante al momento giusto. E’ l’emozione per le soluzioni che mi dai. Tutto è da cominciare, annuì Philiph. Per te Philiph, potrai essere sempre l’ospite più gradito e rinascerà un angolo della mansarda. Bene Philiph, la mansarda sarà trasformata in tanti mini appartamenti e il giardino ospiterà gli animali più belli. Sai ho visto il negozio dove preparano casette per bestie, ognuna su misura per le disparate specie di animali, anche esotici. Come chiamerò la villa? Con lo sguardo trasognato Mrs Stigler aveva perso di vista Mr. Philiph e arrivò in un soliloquio: Io so, la chiamerò Fashion Palace! Il palazzo del fascino. Mi piace rispose Mr. Philiph. Si stavano godendo il sole in Kensighton Square e la Signora Stigler …Guarda Philiph quel bazar, lì ci sono letti e materassi di marca. Philiph: Osservavo anch’io i bellissimi tappeti e vasi cinesi.
Mrs Stigler: Non ti sembrerebbe un affare?
Philiph: Certo. Piacere Malini! Piacere Signora. Le due donne si diedero la mano e si baciarono. Oggi, insisteva Miss. Stigler ci godiamo il sole. Già, annuiva Mr.. Philiph. Bene Miss. Stigler ordinò e lasciò in deposito l’arredamento per 40 camere con vasi, penne di pavone, ombrelloni decorativi. Questi arrederanno il sotterraneo abbinati agli sdrai in stoffa dell’altra bancarella. Basso costo e qualità, ripetè Malini! Così le mie collaboratrici domestiche potranno compiacersi dopo una giornata di lavoro. Ma Miss Stigler non riusciva a togliere lo sguardo da una ragazza dalla pelle leggermente scura. E tu? Cosa ci fai qui da Malini, l’aiuti? Sì! Cara Signora io sono una finta africana. Tutti mi osservano e mi apprezzano come una creola invece sono italiana. Ma sei alta e bellissima, sei creola, sei sicura della tua paternità? disse Mrs Stigler con un tono di tenerezza. Certo che lo sono, affermò Angela; non è solo un fatto di cognome, ma la mia famiglia ha antiche origini italiane. E come sei qui, chiese Miss. Stigler molto incuriosita. Eh! Sono qui Signora, il mondo è questo! Come, disse Mrs Stigler, il mondo per una come te, può essere quello che vuoi tu. Dai, Angela, raccontami in due minuti la tua storia.
Philiph guardava incuriosito! E ascoltava . Angela disse che in età adolescenziale era stata cacciata da una madre gelosa della sua bellezza. Come, disse Mrs Stigler, tua madre era gelosa di avere una figlia come un fiore di dolcezza! Philiph si girò di scatto. La Signora: hai sentito quella voce, per me è un misto fra un angelo e un usignolo. Ah! Grazie signora. Mia madre fin da bambina mi rompeva gli specchi quando si accorgeva che crescendo diventavo più bella di lei. Io l’ ho sempre amata, e il papà per la quiete familiare taceva. Taceva. E che uomo era, spalancò gli occhi Mrs Stigler. La mamma mi spaccava anche i vetri degli armadi, mi riempiva la camera di ragni, di scarafaggi e di scorpioni per terrorizzarmi. Non posso crederlo. Non può essere vero. Come! diceva Mr..Philiph, con una figlia così ci si comporta in quel modo? Infine, dimessa, quasi in lacrime, Angela disse: Fui costretta a rifugiarmi dalla nonna materna, ma anche lei si ingelosì delle tenerezze paterne del nonno, così fui cacciata di casa e vissi presso care amiche. Non ho potuto studiare perché mia madre diceva che un diploma chissà dove mi avrebbe portata, se non una laurea! E allora? Mrs Stigler ancor più curiosa e come non mai ansiosa! Allora sono fuggita qui con la mia barboncina e per vivere collaboro con le proprietarie indiane dei bazar. Sono le migliori, mi danno pace e accudisco cani a domicilio. E tu non ti ribelli a questo destino? Non hai mai avuto un fidanzato giusto. La povera ragazza come imbarazzata nel narrare un destino avverso e infausto era intrisa di lacrime. Non piangere, disse Mrs Stigler! Io sarò tua madre! Intanto parlami dei tuoi amori. Tutti erano gelosissimi delle ombre e due in accessi di gelosia, mi hanno rincorso e sul mio corpo ho due coltellate, allora ho deciso per l’Inghilterra e ora ho trovato un po’ di pace. Basta. Basta! Questo è troppo. Tu sei assunta nel mio palazzo, qui a Londra. Vero Philiph che in mia assenza qualche volta la porterai a passeggio come un padre e le offrirai qualche buon pasto. Ma Angela è già assunta. Presso Mr. Philiph riceverai i tuoi stipendi e dapprima nel cortile del palazzo preparerai il parco degli animali, poi verrai eletta capo delle mie collaboratrici domestiche e quei due pagheranno per le coltellate inferte, no! no! non possibile. Tu nelle nostre serate di gala avrai l’onore di accompagnare gli ospiti in sala o a teatro, quando avrai conosciuto il palazzo, tutto sarà facile. Ora prenderò un detective per punire i bellimbusti che ti hanno ferito, a costo di rimetterci io. I vestiti li sceglierai tu per ogni occasione, anzi, andiamo. Entrarono in un negozio e Mrs Stigler presentò Angela alla commessa e alla titolare. Signorina, le disse la titolare: Sut well everything. Lei veste bene con ogni cosa. Angela recuperò il buon umore, comprarono una parure nera con bottoni di brillante. Questo disse Miss. Stigler, sarà per l’inaugurazione del palazzo. Tu Philiph terrai i contatti con lei e la passerai a me. io ora devo correre perché mi aspettano a Samarcanda. L’aereo partirà alle 19,30. Devo sbrigarmi. Baciò Angela e Philiph, lasciando l’organizzazione del Palazzo a Philiph e la somma in contanti per l’acquisto, alla banca di Trafalgar Square. Il viaggio per Samarcanda fu lungo anche là Mrs Stigler doveva costruire la terza residenza. Una villa accanto a un lago che sarebbe stata custodita da Mr. Ryan o meglio padre Ryan. Padre Ryan prima di diventare monaco buddista aveva lavorato nella legione straniera, poi a metà studi di teologia dovette lasciare per aiutare la madre. Ora collaborava con Mrs Stigler per sistemare coppie a Samarcanda di ex tossici dipendenti che ricominciavano da capo, pronti a mettere al mondo un figlio.
All’aeroporto Padre Ryan abbracciò Miss. Stigler e quella sera dormirono in albergo insieme per progettare la costruzione di tante villette a schiera per le nuove coppie, anche se Padre Ryan chiedeva come fare con un maniaco che tenta ogni notte di distruggere i muri di cinta, perché non vuole aiutare i ragazzi. Bene, disse Mrs Stigler, posso permettermi le mie conoscenze dei finanzieri e quando accalappieranno quel teppista pagherò a te una cifra per farlo picchiare a sangue, alla sua età è la migliore pedagogia. Padre Ryan sorrise, anche Lui ne aveva combinato, ma ora era un sant’uomo. Senti Mrs Stigler questi soldi bruciano nella mie mani,m appena avrò trovato l’esecutore io scomparirò per questo fatto. Certo, tu hai il tuo convento disse Mrs Stigler e aspettami lì. Due giorni di riposo e mi metterò all’opera.
Cortesia Lorenzo Bartolini