01.01.2009
di Gordiano Lupi
Giancarlo Narciso è autore che non ha bisogno di presentazioni. Pubblica da anni romanzi di spionaggio su Segretissimo, edito da Mondadori, sotto lo pseudonimo di Jack Morisco, ha vinto il Premio Tedeschi (1998) con Singapore Siling, il Premio Scerbanenco (2006) con Incontro a Daunanda, due romanzi inseriti nella trilogia di Rodolfo Capitani che si completa con Le zanzare di Zanzibar. Luigi Bernardi sceglie un romanzo breve di Giancarlo Narciso per continuare la serie di autori noir italiani nella elegante collana Babelesuite, che dovrebbe vincere un premio per la cura editoriale e il progetto grafico. Ho avuto modo di apprezzare Santanta di Danilo Arona (un vero autore horror italiano), Duri di cuore di Alfredo Colitto (un noir duro alla Scerbanenco), ma anche altri nomi della collana sembrano affidabili: Piergiorgio Di Cara, Elisabetta Bucciarelli e Loriano Machiavelli.
01.06.2008
un colloquio con Eraldo Baldini
di Morena Fanti
Nei libri di Baldini le nuvole sembrano un branco di pecore nere spinte dai cani e le foglie nella brezza cambiano voce e paiono farsi più nervose, come se sussurrassero segreti che non si debbano raccontare.
Le cose acquistano anima e carattere come gli esseri umani, e le persone sembrano perdere la loro anima umana.
La scrittura di Baldini è spietata e avanza senza tema di ferire.
E, sorprendentemente, leggendo non si rimane feriti.
01.01.2008
Breve analisi tecnico-testuale de La voce degli dei,
romanzo secondo classificato al Premio Letterario L’Indizio Nascosto 2007
di Rina Brundu
“A thing of beauty is a joy for ever: its loveliness increases” ricordava un giovanissimo John Keats nel suo Endymion (1818). Ripensando a La voce degli dei di Maria Cristina Aggio e Nazareno Valente, il romanzo secondo classificato al Premio Letterario L’Indizio Nascosto 2007, questi versi immortali sono davvero tutto ciò che prepotentemente mi torna alla mente.
01.12.2007
Breve analisi tecnico-testuale de Lo sguardo di Carola,
romanzo vincitore del Premio Letterario L’Indizio Nascosto 2007
di Rina Brundu
Non è diventato Giallista dell’anno, ma è indubbio che Matteo Poletti, autore del romanzo vincitore della prima edizione del Premio Letterario L’Indizio Nascosto, abbia le qualità per poterlo diventare, un giorno. Ad una innata maestria nell’utilizzare le strategie tecniche di genere manca, forse, solo quel tanto di scaltrezza in più che ha caratterizzato, per esempio, l’opera omnia di Agatha Christie.
14/11/2007
un colloquio con Matteo Poletti
di Morena Fanti
Una scrittura originale e avvincente, quella di Matteo Poletti, vincitore del premio “L’indizio nascosto 2007”, con il suo romanzo Lo sguardo di Carola. Matteo è giovanissimo, classe 1979, ma ha già al suo attivo molte partecipazioni ai concorsi letterari, tante segnalazioni, vincite e pubblicazioni.
Laureato in Cinema – altra sua passione insieme alla letteratura gialla - nel 2003 al DAMS di Torino, con una tesi sul regista Blake Edwards, scrive di cinema per la rivista online WHIPART, ma non disdegna di impegnarsi nella cucina di un ristorante in un paese di montagna sereno e tranquillo, lavoro che gli lascia momenti in cui scrivere senza essere disturbato.
02.10.2007
una intervista con Paolo Roversi, (vincitore del IV Premio Camaiore di letteratura gialla)
di Morena Fanti
Paolo Roversi, pur essendo anagraficamente uno ‘scrittore giovane’, ha al suo attivo già diversi libri pubblicati. La critica lo definisce da sempre uno dei migliori scrittori emergenti nel panorama nazionale e ora ne abbiamo ulteriore conferma: Roversi, con il suo romanzo “La mano sinistra del diavolo” (Mursia), ha appena vinto il IV Premio Camaiore di letteratura gialla. Scrittore eclettico, dalla penna facile e dalla vena inesauribile, è capace di passare dal saggio al romanzo noir, al giornalismo, all'informatica. Roversi è anche grande appassionato di Bukowski, cui ha dedicato già tre libri. E’ promotore d’iniziative molto interessanti, come il “Nebbia Gialla Suzzara Noir Festival”, rassegna dedicata alla scrittura di gialli e di noir. Sua è anche l’ideazione e redazione della rivista “Milano Nera”, un blog tematico in cui si scrive di letteratura di genere, polizieschi & company, cioè il ‘lato oscuro della scrittura’, com’è indicato nella testata del blog.
Incontrare uno scrittore nel momento in cui ha appena vinto un Premio è come pasteggiare con un buon Berlucchi: atmosfera frizzante e profumo d’allegria.
01.10.2007
un colloquio con Valerio Varesi
di Morena Fanti
E’ una sera d’estate e dentro la biblioteca fa molto caldo. L’aria è satura d’umidità ma non di tensione. L’argomento è il noir e la letteratura gialla in genere, ma la voce di Valerio Varesi è quanto di più tranquillizzante si possa immaginare. Ogni argomento, anche il più truce come un assassinio, è trattato da Varesi in modo tranquillo e rilassato, quasi elegante, con la serenità che viene dalla conoscenza della materia e dal suo carattere, così riservato e pacato.
01.04.2007
Domenica, 18 febbraio 2007, testimone il cielo stellato di Apricale, ebbri di amore per la scrittura e di altrettanto traboccante passione per il nettare di Bacco, e affini derivati, procediamo alla legittimazione del nostro modus scrivendi stabilendo gli imprescindibili cardini intorno a cui facciamo quadrato e scrivendo qui di seguito il manifesto del nostro tempo.
01.03.2007
di Gennaro Chierchia
Parla un po’ di te, che interessi hai oltre la scrittura per esempio.
Sono un grande appassionato di vini: oltre a frequentare l’enoteca di un amico, partecipo a degustazioni, manifestazioni e visite alle aziende, seguo corsi delle associazioni dei sommeliers e naturalmente sono sempre alla ricerca di una nuova bottiglia. Ho anche una piccola ma discreta collezione che conservo in un armadio cantina climatizzato che custodisco come una cassaforte! Mi piace anche il rituale di preparazione: la bottiglia servita alla giusta temperatura, il bicchiere più adatto, le condizioni ambientali per degustare il vino con l’attenzione che merita.
01.12.2006
di Roberto Mistretta
Due città diverse, Catania e Palermo. Due palcoscenici ideali per la carrellata di personaggi pittoreschi che fanno da spalla ai protagonisti di gialli umoristici, diversi nella forma ma simili nella parlata dialettale. Gialli che affondano le loro radici nella cultura e nella gestualità del teatro siciliano di cui Camilleri è oggi l’indiscusso maestro. Due giovani autori, Ottavio Cappellani, catanese, e Valentina Gebbia, palermitana.