Biografia sui generis (un ricordo di Villanova)
di Rina Brundu
di cui sapevo da bambina, delle storie di janas e di giganti, di improbabili scusorgios (tesori nascosti) e di misteriosi nuraghi sfatti. La stessa delle incredibili storie di banditi. Alcune inventate, la maggior parte assolutamente vere. La stessa provincia di Nuoro che è stata casa dell’anima di Grazia Deledda, di Sebastiano Satta e di numerosi altri figli illustri.
A Villanova ho fatto le elementari e le medie e lì ho vissuto anche quando frequentavo le superiori a Tortolì. Si viaggiava giornalmente in pullman. Villanova è ancora viva nella memoria nel suo ritratto di allora. Nel ricordo, restano impressi, in maniera indelebile, la linea dolce di Punta La Marmora, insieme ai meravigliosi colori del territorio intorno. Alle pendici del Gennargentu tutto era colore. Ogni momento vissuto godeva di una sua caratteristica rifrazione di luce.
A Gennaio il mondo sbiancava sotto un mantello soffice, spumoso, a tratti impreziosito da spunti ghiacciati. Occhi penduli di pioggia fatti prigionieri del loro stesso stupore. Febbraio mi conquistava con la gioia variopinta del carnevale. Don Vinante bruciava in piazza il fantoccio Canciofani che, dopo avere subito un regolare processo, con tanto di accuse scandite dall’altoparlante della chiesa, finiva inevitabilmente impiccato e incenerito tra le risa dei più grandi e gli occhi spalancati di noi bambini. Marzo aveva il sapore grigiastro delle brezze più biricchine. Dietro la casa della nonna c’era quella che io ritenevo “la regina del vento”, una roverella gigante fatta saggia dalla venerabile età. Raramente il cuore fu colpito tanto nel profondo come il giorno in cui, tornando da scuola, vidi il suo corpo smembrato dalle motoseghe, accatastato per ogni dove nel grande giardino, privato della sua anima. Della sua essenza di centinaia di anni.
Nelle bellissime sere di Luglio, quando il sole tramontava e l’afa concedeva una certa tregua, era piacevole sedersi in cortile a “collie su friscu” (lett. prendere il fresco). Consolava lo spirito anche l’appoggiare la testa sul grembo della zia, della mamma e fermarsi ad ammirare il preziosissimo telo d’ebano che era la volta celeste sopra di noi. Le stelle brillavano come diamanti lucidati per una grande occasione. – Le stelle non si contano! – ammoniva la nonna ogni qualvolta mi incaponivo a portare avanti quel compito proibito. – Una, due, tre… - ricominciava testarda la mia voce di bambina… Rimbomba ancora adesso, dentro, il silenzio altrimenti solenne che circondava quelle notti grandiose.
Semi di angurie giganti sparpagliati per ogni dove e storie altrui colorate dell’azzurro del mare addolcivano la calura d’Agosto. Nell’attesa di Settembre. Settembre significava vendemmia nella vigna del nonno, in su Sartu ‘e Josso, a metà strada tra Villagrande e Tortolì: filari verdissimi, grappoli enormi, acini succosi. Il sapore dolce di pesche vellutate. I fichi d’India sulle cui foglie pesanti, trapuntate di spine taglienti, immortalavamo i nostri nomi. E poi il ronzìo delle vespe. I canti degli uomini e delle donne che aiutavano a tagliare l’uva. Le risate strane sotto un sole ancora cocente. La melanconia rara e agrodolce di un mondo che si intuiva al tramonto.
Il primo di Ottobre ricominciavano le scuole: libri, quaderni, grembiulini neri e un fiocco colorato a seconda della classe elementare. A Novembre si raccoglievano le castagne. Le cucinavamo la sera nel caminetto dentro una padella annerita e bucata. La nonna filava prima di finire inevitabilmente addormentata nel suo cantuccio di sempre. Lo zio ricordava storie incredibili per un pubblico attento. Come quando raccontava del famoso bandito Samuele, la Tigre d’Ogliastra, che una sera di tanto tempo prima era entrato di sorpresa nel suo ovile e, puntandogli il fucile al petto, lo aveva costretto a giurare, su un libro coperto da un lenzuolo bianco, che nulla sapeva del gregge che egli, Samuele, aveva appena perduto. Ricevuta la sua risposta, il bandito se ne era andato come era venuto, senza aggiungere verbo, perché Samuele, sosteneva lo zio, con malcelata ammirazione, aveva un suo codice d’onore che privilegiava l’onestà dell’anima.
Della mia fanciullezza in quel di Villanova ricordo anche la piccola biblioteca della scuola elementare. Si trattava in definitiva di un solo armadio piuttosto grande, fatto a scaffali. Sul ripiano più basso, le curatrici riponevano i libri per bambini, sul secondo i testi per i ragazzi più grandicelli e via così, a scalare. Lessi tutto ciò che c’era da leggere, inclusa l’opera omnia di Salgari che come nessuno riusciva ad eccitare la mia fantasia. Ma, impresso nella memoria, resterà soprattutto quel libro tremendamente serio che sbucava dalla fila alloggiata sull’ultimo ripiano. Lo guardavo e lo rimiravo senza riuscire a staccarne lo sguardo. A volte, mi piaceva tendere la mano per tentare di afferrarlo. Troppo in alto. Non chiesi mai aiuto però. Si trattava di un testo con copertina dura, plastificata e bianca. Unica concessione alla gioia dell’occhio che guardava era un filino colorato che abbracciava la copertina a metà pagina, forse era un filino rosso, forse era blu. Di sicuro, il romanzo era La Metamorfosi di Franz Kafka.
Ho frequentato l’Università a Cagliari, ma di quel particolare periodo tutto ciò che mi è rimasto sono le lezioni in facoltà. Cagliari non era Villanova. Niente e nessuno avrebbe mai potuto prendere, nel cuore, il posto del mio bellissimo borgo nuragico soffocato dall'ombra spavalda della Grande Montagna. Nulla ha potuto neppure il verde dell’Irlanda, l’impassibilità stoica delle isole Aran, la Dublino dinamica e indaffarata dove mi sono trasferita da un tempo infinito. A Dublino comunque vivo tuttora una parte importante della mia vita. Qui ho costruito il mio percorso lavorativo e qui ho conosciuto e conosco persone meravigliose che giorno dopo giorno arricchiscono questo importante segmento dell’esperienza.
Il tutto nell’attesa di poter tornare ancora sulle pendici del Gennargentu, visitare la minuscola biblioteca della scuola elementare e finalmente agguantare con una certa facilità di movimento quel bellissimo libro con la copertina dura, plastificata e bianca, allietato da un filino colorato che lo abbracciava a metà pagina e che forse era rosso, o forse era blu. E magari farlo mio. Almeno nell’essenza. Per sempre.
Rina Brundu
20 Settembre 2008
All rights reserved ©
Romanzi
Finalista del Premio Tedeschi 2001 - Mondadori Editore
Antologie
Racconti
Articoli
(random and incomplete listing)
Manifesti
Saggistica breve
Recensioni
Aforismi
****
Se per Enrico IV Parigi valeva bene una messa, non vi sono dubbi che i conti floridi della Tigre Celtica valgano, per i governi Irlandesi presenti e futuri, infiniti referendum Europei trombati.
****
La capacità di sognare pertiene allo spirito e lo spirito non sa del tempo che passa: si nutre invece della sua eternità.
****
Se l’annichilimento dell’ars politica (in senso lato) è il prezzo da pagare per liberare Napoli da montagne di spazzatura che irridono il Vesuvio, per ridare una qualche credibilità a questo Paese insultato, umiliato, deriso, per far ripartire una qualche parvenza di programmazione economica, per ricostruire, razionalizzare, riconsegnare ai posteri la speranza, allora ben venga pure questo nuovo trend italiota minimalistico, minimalizzante e condito in salsa british.
****
Se è vero che la storia la scrivono i vincitori, la carta e l’inchiostro vengono forniti dai vinti
****.
La Terza Repubblica? C'é un che di toccante nel vedere coloro che lo avevano fondamentalmente duro, mostrarlo saggio e diligente; in simil guisa, come non lasciarsi conquistare dalla tenerezza che ispirano alcuni ex compagni ed ex irriducibili, mentre ce la mettono tutta per calarsi nella parte, imparare il copione da contraltare a memoria, vivere un film che mai avrebbero pensato di dover girare. Ombre rosse, appunto. Mi chiedo se non avesse in mente un simile futuro scenario quando Gramsci scrisse “ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione”?
****
Non è un uomo cattivo! Semplicemente, indossa vestiti troppo stretti per l'ego smisurato, ma anche un cappello troppo largo per la capacità di raziocinio...
****
Internet è il far west culturale per eccellenza, luogo di perdizione di ogni pratica scritturale, comportamentale e di linguaggio acquisita nel corso dei millenni che sono la nostra Storia. Internet è terreno pubblico e privato, è espressione clonata dei vizi conclamati, culla di ogni mostruosità partorita dalla mente; ma, ad un tempo, è anche infinito potenziale intellettuale e artistico, traccia della memoria, luogo di incontro, espressione libera, asilo della speranza.
****
Meglio un John Dickson Carr che fotte le donne, piuttosto che una torma di scrittori senza immaginazione che fottono la letteratura!
****
Tutti intellettuali e artisti di sinistra! Francamente faccio molta fatica a convivere anche solamente con l’espressione intellettuale di sinistra o di destra che sia. Per quanto mi riguarda infatti l’intelletto è espressione della visione dell’anima e l’anima non ha partiti di riferimento! Tantomeno tessere esibite d’occasione a garanzia dei cultural achievements laddove non può bastare il nostro talento
****.
Non vi è nulla di peggio, a mio modo di vedere, della corruzione intellettuale delle nostre menti migliori. La svendita delle intuizioni dell’anima, il baratto delle sue necessità allo scopo di gratificare l’ego o rimpinguare il salvadanaio. Il corporativismo ideologico per nascondere la povertà delle idee e l’incapacità di rinnovarle mettendole al passo dei tempi.
****.
Su coloro che vengono additati come i “maestri del giornalismo italiano” mantengo invece le mie riserve. Per svariate ragioni. Primariamente, perché da noi, una “brillante promessa” può impantanarsi una vita nel frustrante ruolo di “solito stronzo”, mentre il salto di qualità verso l’agognato status di “venerabile maestro” è spesso conseguenza di cose minime. Per intenderci, c’è padrone e padrone!
****.
A dispetto delle legittime passioni dell’homo-homo, l’homo-giornalista dovrebbe addestrare se stesso a coltivare il sospetto, la sfiducia per partito preso se necessario. E, nel dubbio, svoltare a sinistra quando il governo è di destra, svoltare a destra quando il governo è di sinistra.
****.
Da queste parti non amiamo molto i fannulloni che giustificano con la scusa della pseudo-chiamata artistica, l'inclinazione a vivere sulle spalle altrui; altra cosa è infatti l'antica questione de "l'ozio letterario", senza considerare che il grande artista moderno non può che essere figlio dei suoi tempi agitati!
****.
Nel mio immaginario privato, il giornalista è un cane sciolto che, quando richiesto, deve sapersi trasformare in cane da guardia.
****.
Ma che accadrebbe se nessun romanzo fosse degno delle nostre fatiche, o risultasse indegno di essere usato come accessorio indispensabile per aggiustare la pendenza del vecchio tavolino della nonna, così come dovrebbe accadere per ogni buon libro pubblicato da ogni integggerrrimo editore? Beh, intanto vedrei confermata la mia teoria che in Italia non esistono giallisti, neppure del decennio, figuriamoci dell'anno!
****.
La differenza tra un romanzo tout court ed un romanzo giallo, concorderete con me, è data anche dal fatto che il giallo può concedersi una partenza lenta ma poi DEVE crescere ed esplodere nella sua essenza... in chiusura. Una povera chiusura è il momento in cui il lettore dovrebbe prendere il testo e scagliarlo lontano, possibilmente oltre lo steccato, in maniera da non vederlo più...
****.
Trovo però che questa esperienza (NDA:di giurati) sarà illuminante per tutti noi interessati all'argomento... Finalmente sapremo cosa si produce oggi in Italia! Naturalmente, se prima l'ignoranza dello status quo poteva titillare i nostri sogni tranquilli, adesso... la coscienza delle cose potrebbe tormentare le nostre notti per lungo tempo a venire....
****.
Ci tengo a precisare che, quando guardiamo alle cose de L’Indizio Nascosto - Giallista dell’anno, stiamo guardando alle cose di un gioco. Un gioco letterario forse, ma sempre di un GIOCO. Non è sicuramente tra queste semi-sconosciute pagine virtuali che si decidono i destini della letteratura italiana e, ad un tempo, non è sicuramente tra queste stesse pagine virtuali che se ne mette in pericolo l’integrità della sua essenza nobile. Ci pensano già in tanti a costruire questo azzardo, perché dovrebbe diventare pure una nostra preoccupazione?
****.
Ancora oggi, non mi riesce di capire come, dopo avere affidato il suo "messaggio in bottiglia" alle pagine di un libro, l’essenza-scrittura abbia ancora bisogna di farsi vedere organizzando presentazioni (che nella maggior parte dei casi si trasformano in una sorta di pièce teatrale, tante sono le volte in cui sono state provate e ri-provate, domande all’autore incluse!!), frequentando feste e ricevimenti, come una sorta di velina letteraria pronta ad andare a letto con Tizio e Caio pur di capitalizzare sul momento!
****.
Come l’anima, che ha necessità di incarnarsi per vivere l’intensità delle sue esperienze, allo stesso modo, un testo possibile (i.e. una possibilità di scrittura), diventa "segno", e quindi elemento riconoscibile e interpretabile dai più, solo acquistando una sua realtà oggettiva, solo trasformandosi in… libro.
****.
Nello specifico, l’editore “innirvanito” si riconosce dalle ripetute pubblicazioni di elzeviri osannanti le qualità umane e professionali di questo o di quell’altro membro dell’Esecutivo fratello, mentre l’autore (il giornalista, lo scrittore, lo scribacchino) vittima del grande sonno consolatore conosce un solo incipit: “Dopo lo sfascio procurato dal governo Berlusconi…”.
****.
Naturalmente, è facile dire che si preferirebbe guardare ad un giornalismo meno di parte! Purtroppo, la verità recita che in Italia tutti hanno famiglia, parrucchieri e barbieri inclusi! Figuriamoci i giornalisti!
****.
Ci sono molti modi per raccontare un fatto di cronaca politica e ci sono molti modi per NON raccontarlo. Infine, ci sono svariate possibilità per FARE FINTA di riportare la notizia, EDULCORANDOLA.
****.
Diciamocelo francamente, l’anomalia italiana (una delle tante in verità!) non è data dalla mancanza di un autorevole (vale a dire credibile) quotidiano di destra che faccia da contrappunto agli autorevoli quotidiani di sinistra già esistenti: l’anomalia conclamata peninsulare è procurata semmai dalla mancanza di un giornale italiano autorevole tout court!
****.
Coltivo una visione ideale del giornalismo. Ritengo, per esempio, che giornalisti si nasca, non si diventi. L’essere, il sentirsi giornalisti è dunque, nella mia visione delle cose, una degenerazione, più o meno patologica, del DNA originario che non ha nulla a che spartire con le tessere ODG, o con gli inciuci di qualunque altra organizzazione correlata.
****.
Il giornalista italiano al tempo del Nirvana somiglia ad un vecchio innamorato, vorrebbe ma non può, ed è in definitiva un Pierrot travestito d'Arlecchino al servizio di un solo padrone: il suo editore schierato.
****.
Quando non è possibile cambiare una testa, l’unica possibilità che resta, per quanto laboriosa, è, infatti, quella di tentare di cambiarne cento.
****.
Solo una cosa: se qualche volume vi sembrerà rosicchiato dai topi non fateci caso, sono io che all'ultimo minuto cercavo di cancellare i nomi, le email, i siti web di chi ha pensato bene di mettere tutti i suoi dati in ogni pagina. In realtà, hanno marcato le loro creazioni con nome e cognome dovunque. Sono perciò certa che la mia crociata iconoclasta non è stata un ripulisti completo... ma se anche il nome dell'autore fosse leggibile in verità nulla cambierebbe perché neppure se questo nome fosse Nostro Signore (con tutto il rispetto!) riuscirebbe a passare le strette maglie dei nostri controlli incrociati. Per la serie, o si tratta di un Nostro Signore con un notevole fiuto per il mystery, o 'n se ne fa' nudda, niente, nulla!
****.
Poesie
Dedicata
di Rina Brundu
Ricordo il carro trainato dai buoi,
il cortile,
il cancello spalancato
ed il mazzo di fiori più bello...
is gravellos de monte
che tu facesti comparire,
come per magia,
da sotto la legna
tagliata di fresco
e i sacchi di tela bianca...
01.10.2007
Curiosità ed altro
Marco Josto Agus per Rina Brundu
Rina Brundu Editore-Publisher
****************************
TERZA PAGINA DI RINA BRUNDU CENTOMILA HITS!!
TERZA PAGINA DUECENTOMILA HITS
Questo sito è gestito e curato dalla sua autrice
Per una navigazione sicura
"Ogni istante di tempo fuori di ufficio od anche all'ufficio ove in un ripostiglio teneva alcuni libri, lo dedicava alla lettura. Erano in generale letture serie di critica o filosofia, perchè di poesia e di arte stancavano meno. Scriveva, ma poco: il suo stile, poco solido ancora, la parola impropria che diceva di più o di meno, e che non colpiva mai il centro, non lo soddisfaceva. Credeva che lo studio lo avrebbe migliorato. Non aveva fretta, e quel poco che faceva era a compimento di un orario che si era prefisso per il suo lavoro volontario. Dopo di essersi stancato alla banca e alla biblioteca, gettava in carta qualche concettino, qualche espansione romantica con se stesso e che nessun' altro riceveva. Di notevole in queste espansioni vi era che il giovinetto sembrava soffrisse di certo male mondiale; alle sue reali sofferenze, alla nostalgia da cui ancora era travagliato, in queste espansioni non era dato luogo. Teneva questi scritti in conto di annotazioni rudimentali di cui voleva servirsi in un lontano avvenire per opere maggiori, drammi, romanzi e peggio.
Non aveva ancora letto interamente un classico italiano e conosceva storie letterarie e studi critici e bizzeffe; più tardi si gettò alla lettura di opere di filosofia tedesca tradotte in francese.
Scoperse la biblioteca civica e quei secoli di cultura messi a sua disposizione, gli permisero di risparmiare il suo magro borsellino".
Da "Una vita" (1892) di Italo Svevo.
L'aquila non può levarsi a volo da piano terra. Bisogna che saltelli faticosamente su una roccia. Ma di lì si lancia alle stelle.
Hugo von Hofmannsthal
Disclaimer
E fuori di metafora, ma tanto per chiarire (perchè non si sa mai): "Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001"