In principio c'era il Gennargentu...
conto di sua zia, la signora Braa che, essendo analfabeta, attraverso me vuole farle pervenire non solo i migliori saluti ma anche l’invito a venire qui nel nostro paese. La zia Braa mi dice che Ella, signor Generoso, è il figlio dello stimato cugino Benigno Cancedda.
Premessa storica al dramma in due atti di Franco Pilloni
“Bera de Zori”
di Giovanni Serreli
Su kertu n. 25 del Condaghe (1) di Santa Maria di Bonarcado che riguarda e coinvolge la protagonista di questo dramma, Vera de Zori, è storicamente riconducibile al principio del XIII; più precisamente al periodo compreso tra il 1228 e il 1238(2) e si svolge nel territorio del Regno di Arborèa.
di Simonetta Sitzia
Il Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, da cui prende le mosse Franco Pilloni per l’elaborazione del suo dramma, è uno dei quattro registri monastici di età giudicale giunti sino a noi in originale.(1) Esso conserva annotazioni di carattere patrimoniale riguardanti il monastero benedettino camaldolese di Santa Maria di Bonarcado, sito nel Regno d’Arborea, quali permute, donazioni, acquisti e vendite di bestiame, cessioni di terre e di servi.
Franco Pilloni: archivio
Cicitu no est Deus.
Francesco Masala non è Dio. Non è neppure il suo legale rappresentante.
È "un piccolo signore con gli occhi blu e lo sguardo scuro".
Rispetto allo sguardo soltanto, suppongo che abbia preso in tutto e per tutto da Sardus Pater-Babbai, considerato che lo sguardo scuro, il viso severo, sono una prerogativa molto diffusa fra noi Sardi adulti.
“Candu morru” hiat nau a mimi etotu unu cabudu de cena chi fui sezziu in sa forredda coendimì unu ou spudau in su farifari “candu morru, m’hiat a praxi de ddoi essi presenti”.
E no, cumenti cumbinat a medas a s’edadi mia, di essi corcau in su lettu ma cun sa menti circhendi sparau in sa costa de Corongiu
Sanità italiana: Novità da parte del governo: con le nuove norme, i medici che prestino soccorso ad extracomunitari..
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«La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio.» ********
Un'immagine della mia esistenza sarebbe una pertica inutile, incrostata di brina e neve, infilata obliquamente nel terreno, in un campo profondamente sconvolto, al margine di una grande pianura, in una buia notte invernale. F. Kafka
Tra ironia e poesia nella scrittura - Un’analisi di Ogus Citìus: Storia vera di uno straniero che cercò fortuna nel mio paese (1)
di Rina Brundu
Curcuris, 3 Settembre 1947
Stimabile Sig. Generoso Cancedda, chi scrive è il parroco di Curcuris, don Orazio Cocco, a nome e per