Tell a friend about this page
16239
TERZA PAGINA WORLD
Tell a friend about this page
Welcome to the World's Arts Journal. International Arts, Culture, Ideas.
Rubriche

...and more



Enrico Costa geniale poligrafo

di Miriam Punzurudu

Sono trascorsi cento anni dalla morte di Enrico Costa (1841-1909), sassarese narratore, poeta, scrittore teatrale, saggista, autore di una vasta produzione giornalistica. Per presentare l’opera di Costa il Centro di Studi Filologici Sardi e la CUEC hanno pubblicato due volumi curati da giovani laureati nella facoltà di Lingue di Cagliari, supportati da un’équipe di docenti e ricercatori di letteratura, filologia, linguistica e storia della Sardegna.

Il primo lavoro raduna quattro Racconti (a cura di Elena Casu, Melanie Sailis e Francesca Sirigu, prefazione di Pasquale Mistretta, introduzione di Ines Loi Corvetto, 2008, pp. 163, € 16). Il secondo è un romanzo, La Bella di Cabras (a cura di Giuliano Forresu, introduzione di Giuseppe Marci, 2008, pp. 338, € 20). Ci si chiederà quali siano le peculiarità di Costa e quali messaggi possa comunicare al pubblico contemporaneo.

Per rispondere a queste domande conviene citare le considerazioni sull’elogio degli “scrittori minori, poco noti o scarsamente frequentati” di Massimo Arcangeli, preside della facoltà di Lingue di Cagliari, proposte in occasione della presentazione dei due volumi citati. Riflessioni legate ad un progetto, a cui il docente attualmente lavora, di storia sociale dell’italiano e delle lingue d’Italia raccontata dal basso. Evitando di norma riferimenti a “grammatici e scrittori, poeti e narratori laureati”.

Nessuna corona d’alloro ebbe Enrico Costa che costruì la propria formazione culturale da autodidatta poiché, orfano di padre a dieci anni, fu costretto a lavorare fin da giovanissimo come commesso, scritturale, disegnatore, poi impiegato di banca e infine archivista al comune di Sassari. Pur consapevole delle tendenze letterarie italiane ed europee, è definito da Giuseppe Marci “potenzialmente un bravo scrittore”.

Nella realtà Costa si sentiva investito di una missione che superava l’arte letteraria e confluiva nell’ambito politico, con la creazione di un sentimento regionale e patriottico nutrito dall’interesse totalizzante per la Sardegna e la sua storia. Passione per la sardità ma non chiusura rispetto alle correnti culturali d’Italia e d’Europa che pure attiravano i migliori ingegni sardi; Costa scelse di restare e di lavorare per l’Isola. Emerge il parallelo con Walter Scott e la sua Scozia, la cui rappresentazione divenne preminente rispetto all’intento letterario.

Torniamo alle opere. La Bella di Cabras ha occhi di andalusa, nasino greco ed è figlia di poveri contadini. La sua tragica storia d’amore è un affresco della Sardegna di fine Ottocento, infarcito di minuziose informazioni storiche, proverbi, citazioni non solo latine, che spesso riducono il ritmo della narrazione. L’autore, pur conscio del pericolo della lentezza, non rinuncia a inserire dati geografici, topografici, economici, ma avvisa il lettore titolando il capitolo X “non obbligatorio”. Più agili e godibili i quattro racconti, in due dei quali (Il suonatore di violino e Il Bombardone) è protagonista la musica, altra sua grande passione.

Peculiarità di Costa è l’ironia, anzitutto verso se stesso, come traspare anche dalla posa fotografica presente nei due volumi, e poi nei confronti dei suoi personaggi; una commedia umana, una galleria di uomini e donne che prendono vita dalle pagine e suggeriscono rimandi letterari. Nell’oscillazione tra letteratura e realtà, nelle scelte linguistiche settoriali, che non disdegnano le citazioni in sardo e la comicità popolare, sta la forza di Costa e la capacità di dialogare con i lettori di oggi.

Cultura: l'urlo degli uomini in faccia al loro destino.
(Albert Camus)
CULTURA
www.terzapaginaworld.com                              www.villanovastrisaili.com
Ringraziamenti
Collaboratori
Newsletter
L'articolo del mese
Links
Chi sono
Sala Stampa
Cultura
Narrativa
Saggi
Poesie
Speciali
Concorsi
Classics
Collabora
Giallografia
TP Book Review
English




L'Indizio Nascosto