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Giugno 2009



Ritorna:

































Presentazione

di Morena Fanti

Non ci sono più le mezze stagioni. Il clima si sta modificando, i ghiacci si sciolgono e ora è possibile circumnavigare il polo Nord (non che ne avessimo tanto desiderio, comunque ora è possibile). I rifiuti ci sommergono, gli alberi spariscono e molti animali si estinguono. Le foreste si stanno esaurendo. Il mondo sembra rovesciato.
Nessuna sorpresa, quindi, trovando una bolognese DOC come me - ma con anima da donna del sud, ci tengo a dirlo -, che presenta un volume nato e cresciuto nella bellissima Sicilia, isola che tanto ha dato all’Arte e alla Letteratura in particolare.
Pentelite nacque nel 2001, dopo tre edizioni di “Arrivederci a Sortino”, a compimento della Mostra Mercato dell’Editoria Siciliana e del Concorso Città di Sortino, giunto quest’anno alla  ottava edizione.
Pentelite 2009, come avrete modo di leggere, è un volume particolarmente ricco di contributi. Lo sfoglieremo con interesse e ci soffermeremo sulle parole di tanti scrittori.
Sarà un bel viaggio.
Anche questa edizione vede in apertura il saluto del Sindaco di Sortino e dell’Assessore alla Cultura. Già in passato mi trovai ad elogiare l’Amministrazione Comunale che appoggia e sponsorizza questa bellissima iniziativa: la cultura apre le menti e anche le porte, fa saltare gli stretti, anche senza i ponti, e fa sbarcare Pentelite nel resto D’Italia, a collegare la Sicilia con tutte le altre regioni, e mai come quest’anno abbiamo avuto un così vasto e vario panorama di scritture.
Iniziamo, ovviamente, con il nostro patron Salvo Zappulla che ci racconta del bellissimo libro di Paolo Di Stefano Nel cuore che ti cerca, un libro che tratta un tema forte in un modo coinvolgente e intenso. Virginia Foderaro prosegue portandoci, e mostrandoci con i suoi occhi pieni di poesia,  in una Praga che ancora porta i segni di Kafka, ma anche viceversa, una città in cui sembra ancora di vedere il grande scrittore passeggiare. Un momento divertente ce lo offre poi, Barbara Becheroni intervistando Carla Manea, illustratrice di favole e libri per bambini. Punti di svista di Maria Antonietta Pinna, è un articolo su micro e macro, sui diversi punti di (s)vista in letteratura. Proseguiamo con una bellissima intervista di Simona Lo Iacono che ha incontrato (beh! “incontrato” non è proprio la parola esatta) Roberto Alajmo e la sua “mossa del matto affogato”. Con l’articolo di Serafina Micalizzi entriamo direttamente nel cuore dell’isola, in quei Monti Iblei che racchiudono nella loro essenza/presenza l’idea di “eternità”.
Proseguiamo il viaggio con uno dei grandi scrittori siciliani: Turi Vasile raccontato dalla bella penna di Maria Di Lorenzo che unisce la conoscenza alla passione per la Sicilia e ciò che è siciliano: “Un’isola chiamata Sicilia: è il nome dell’anima e del cuore, prima ancora che luogo fisico, geografico; un sentimento solido, vivo, che non conosce (né mai può conoscere) l’usura del tempo. Un fuoco inestinguibile che la distanza non appanna, ma semmai rafforza ed alimenta, attraverso l’uso quotidiano della memoria. La Sicilia, dunque, come metafora del cuore”.
Approdiamo ora nel cuore pulsante di Napoli, con l’ironia e la verve di Francesco Di Domenico, dalla parola graffiante e acuminata, in un delizioso e divertente viaggio nella scrittura umoristica. Con Silvia Leonardi viaggiamo verso la bellezza e il fascino romantico delle Isole Eolie: “Perché un cielo così pieno di stelle, girando in altri spicchi di mondo, non l’ho visto mai”. Saper vedere è una cosa che esula dalla vista, è un moto dell’anima e i nostri autori ci mostrano la loro visione personale, come fa anche Maria Lucia Riccioli nel suo testo su Santa Lucia: una delle figure più “luminose” e popolari della storia del Cristianesimo.
Approdiamo ora in Sardegna con un breve e interessante saggio su Salvatore Niffoi e la sua “sardità”, scritto da Rina Brundu che vive e lavora a Dublino – quest’anno Pentelite è proprio internazionale!
E chiudiamo in bellezza con un articolo sugli scrittori siciliani del passato e del presente, con un occhio sul futuro – noi di Pentelite non ci facciamo sfuggire nulla - di Massimo Maugeri, competente e professionale come sempre a cui auguriamo un sentito in bocca al lupo per il nuovo libro “Letteratitudine, il libro - vol. I - 2006-2008”, di recente uscita per Azimut, e con un saggio su Paolo Messina di Marco Scalabrino, grande poeta e traduttore – scritta da lui potremmo anche leggere una traduzione in siciliano dell’elenco telefonico della Catalogna, tanto per dire… ma esiste davvero la Catalogna?… -, oltre che esperto di cultura siciliana e non.
Conclusa questa prima parte del viaggio non ci resta che leggere i racconti e le poesie selezionate al Concorso Città di Sortino 2008 e constatare che ogni anno il Concorso cresce e i testi arrivati sono sempre più di qualità.
Alla prossima, cari amici.
Abbiamo ancora tante parole da scrivere insieme.


Roberto Pallocca
Quando torna
Robin Edizioni – 2007 – 11,00 Euro

C’è un’insolita lettera che irrompe nella vita di Fernando, un passato che ritorna, in qualche modo sopravvissuto e che nella forma romanzo diviene presente stratificandosi in una dimensione surreale. L’ideale di un amore che resiste e pertanto sussiste, dilaniato dalla guerra ma non nelle sue percezioni, semmai assopito anzi, paradossalmente alimentato da quella ineluttabile separazione, un “tempo perduto” che si concretizza nel ricordo, presente onirico che riveste di un’aura epidermica il protagonista, quella del vivere l’ideale senza condividere una più accertabile quotidianità, quanto più facilmente si adagia e compromette nel bivio di un binario morto, di quel che avrebbe potuto essere e non è stato. Fernando e Rossana, così diversi culturalmente e prossimi nel sentire, probabilmente non avrebbero avuto altro da eternare se non quanto lo stesso destino aveva loro riservato. Destino che ricorre nel romanzo, tanto da assumere il ruolo portante di un invisibile demiurgo a cui nulla serve opporre resistenza. Un fato che, alla soglia della terza età, continua a riservare sorprese lasciando impresse le sue orme nella comune necessità di dare un senso alla vita. Fernando ne verrà appieno investito tramite l’inaspettata e tardiva missiva di Rossana, quella che ne suggellerà la morte lasciando allo scoperto il frutto di una lontana e mai appassita stagione dell’amore. Amore che diviene anche atto di fede, “contadino che sparge sementi nel cuore”. Capitoli brevi, scorrevoli ed essenziali. Strutturato con spaccati storici, che ciclici ritornano assecondando il flusso di coscienza di Fernando nel percorso formativo della sua esistenza. Dapprima velata e poi sempre più manifesta e macchinosa, la sequenza dei provvedimenti antisemiti accompagna le vicende amorose di Fernando e Rossana accrescendo paure nelle loro coscienze già inorridite, fino all’epilogo della guerra per arrivare oltre, alla tristemente nota occupazione nazista di Roma. Emergono anche i germi dell’esaltazione del matrimonio e della “famiglia unita e prole numerosa”, stereotipi mussoliniani reincarnati nel bipolarismo catto-fasciocomunista, sottoposti alle falcidiate della guerra prima e decodificati poi attraverso l’implosione della famiglia nella cronaca odierna. Nei dialoghi compare anche Nietzsche, non solo come modello educativo, teso ad immortalare il mito, ma anche come oracolo della condizione sentimentale dei due protagonisti, poiché “ogni cosa è già avvenuta e avverrà nel futuro”. Rossana, che è nata in Italia, è anche figlia di un giornalista americano. Ambientato a Roma, in un’epoca in cui si respira un’aria sempre più prossima alla guerra, questo romanzo palesa l’identità culturale italiana rappresentando la diversità dei costumi familiari della donna, così lontani dal nostro provincialismo e, soprattutto, da Balilla e Azione Cattolica. Le ferrovie fungono da collante tra narratore e protagonista visto che anche Fernando verrà assunto, grazie allo zio Filippo, come casellante (con la morte del padre carpentiere, la figura dello zio Filippo sopperisce alla figura paterna vestendo i panni di allineato al regime della prima ora). Lì, tra un treno e l’altro, si consumeranno gli ultimi fugaci incontri tra i due innamorati, incluso un austero, ma intimo e felice, capodanno trascorso insieme. In questo stesso luogo ricorre ancora, in chiave evocativa, il ruolo paterno, quello di Carlo, l’anziano ferroviere prossimo alla pensione. Libro che “nasce da un incontro”, come chiarisce l’autore, dove si rilevano ascendenze stilistiche americane ma prevale una prosa poetica che risente di un registro monocorde, talvolta prossimo al sentimentalismo sebbene capace di spessore e in grado di proiettare un’esistenza sullo schermo della grande storia.

Nota di Enrico Pietrangeli - 2008


Crimine e Onore. I codici di comportamento delle organizzazioni criminali e ‘Ndrangheta. I mille volti di un sistema criminale di Antonella Colonna Villasi

Sono usciti in libreria i due libri sulla mafia della saggista Antonella Colonna Vilasi: Crimine e Onore. I codici di comportamento delle organizzazioni criminali,  presentato da Vittorio Volterra, e ‘Ndrangheta. I mille volti di un sistema criminale, presentato da Sonia Specchia, entrambi  editi dalle Edizioni Universitarie Romane.
L’autrice ha già pubblicato quindici libri su terrorismo ed intelligence. E’ esperta di psicologia giuridica, storica, giurista, internazionalista e criminologa, e svolge attività di didattica universitaria su tematiche criminologico-forensi. 
Il libro Crimine e Onore, è suddiviso in sette capitoli: I codici di comportamento delle organizzazioni criminali; Mafia o Mafie? Istituzioni e strutture della criminalità organizzata; Crimine e onore; Il codice Lo Piccolo; Il codice Barbaricino; Il codice Kanun albanese; Crimine e onore: un binomio possibile?
Il libro descrive ed analizza, per la prima volta in Italia, il fenomeno mafioso siciliano e gli altri sistemi criminali, come la ‘ndrangheta e la camorra, a partire dai codici comportamentali: i cosiddetti codici d’onore. Questo studio sulla criminalità organizzata e le mafie costituisce un importante apporto innovativo, in quanto,  mediante lo studio del codice Lo Piccolo, rinvenuto nel suo covo, del codice Barbaricino, ancora in uso in Barbagia,  e del codice albanese Kanun, viene data menzione circa il cambiamento dello spirito mafioso in conseguenza del mutare degli interessi dell’organizzazione nei traffici di droga e nel riciclaggio del denaro, venendo meno a quella condotta che aveva caratterizzato il classico mafioso nel suo rigido codice d'onore, nei rituali, nell’omertà e nella segretezza che ne regolava l'attività.
Il  secondo libro ‘Ndrangheta. I mille volti di un sistema criminale, è suddiviso in tre parti: La struttura della ‘Ndrangheta; Il sentire mafioso; Holding criminale.
Questa pubblicazione analizza a fondo un inquietante fenomeno mafioso, ricostruendone la struttura, il sentire criminale, e la holding economica.
La strage di Ferragosto a Duisburg ha fatto capire, se ancora ve n'era bisogno, all'Europa intera come la 'ndrangheta non sia solo un fenomeno di malavita legata ai campi e al bestiame, quasi una sorta di brigantaggio evoluto, ma come dietro quel nome si celi una potentissima organizzazione criminale con ramificazioni in tutta Europa, e un giro d'affari superiore a qualsiasi S.p.A.

Nota a cura di Roberto Casalena



VORAS EDIZIONI
Un nuovo editore si affaccia sul mercato italiano
Il coraggio di provarci…

Nel mercato editoriale italiano si sente il bisogno di persone coraggiose portatrici di idee nuove, soprattutto di gente che abbia l’entusiasmo per leggere manoscritti e scegliere testi sui quali scommettere, senza lasciarsi condizionare dalle mode.
Nel mese di aprile ha debuttato la Voras Edizioni - sito internet è www.vorasedizioni.it - con questa missione: La Voras edizioni nasce dall’esigenza di dare spazio e voce a tutti coloro che hanno belle storie da raccontare e, soprattutto, che sappiano come farlo. Siamo interessati alla narrativa mainstream, a quella di genere e ai comics, nonché curiosi di esplorare ogni ibrido e le nuove idee che ci verranno proposte.Non prendiamo in considerazione la poesia: la apprezziamo, ma non ci sentiamo in grado di poterla giudicare. Non siamo una casa editrice a pagamento: non possiamo promettere di farvi arricchire, ma in compenso vi assicuriamo che non dovrete farvi carico di alcuna spesa. Le uniche cose che richiediamo sono buoni testi, volontà di migliorare e impegno nel promuovere il vostro lavoro.
I primi due libri editi da Voras - che ha sede in Alfonsine, provincia di Ravenna -  sono Corpi d’acqua, un’antologia di giovani autori introdotta da Gianluca Morozzi e Never Alone di Sacha Naspini. Abbiamo avvicinato il direttore editoriale per una breve intervista e per conoscere meglio le idee della casa editrice.

Perché una nuova casa editrice?

Vorrei avere una risposta originale in merito, ma penso che quello che ci ha spinto è lo stesso motore che ha dato il via alla maggior parte delle piccole realtà editoriali. La grande passione per la letteratura che nasce assieme al sussidiario delle elementari, e che si evolve negli anni, ti spinge a esplorare il mondo della narrativa sotto i suoi molteplici aspetti. E dopo che l’hai frequentato per tanti anni, ti accorgi che quello che ti interessa di più è l’origine, la scintilla che dà la forza allo scrittore di mettere la propria storia su carta, quel sentimento che all’apparenza è uguale per tutti, ma che viene espresso in maniera sempre personale e originale, nonostante le similitudini. Ed è esattamente qui che speri di riuscire a donare il tuo piccolo contributo.

La risposta mi pare originale, denota grande passione per la materia, prima cosa per un piccolo editore. Farete solo narrativa giovane?

La narrativa non ha certo età, grazie al cielo. Diciamo che nutriamo una certa simpatia per i giovani, ovvero coloro che sono ancora spontanei, non inquinati dalle regole del mercato, tanto è vero che stiamo cercando di dar spazio e far crescere una straordinaria scrittrice, inconsapevole del proprio talento, che si chiama Marta Casarini: il suo racconto, incluso nella nostra antologia d’esordio Corpi d’acqua, sta riscuotendo favori e interesse tra i lettori. In realtà, però, detestiamo le etichette, non ci piace assumere atteggiamenti snob né abbiamo intenzione di chiudere le porte a qualcuno. A noi interessano le belle storie e siamo sensibili al fascino degli stili personali degli autori, perciò ci sembra adeguato definire la Voras un porto aperto ai migliori narratori, siano essi esordienti o autori già avviati. Quello che ci dà maggiore soddisfazione, ad ogni modo, è il rapporto che ci lega ai nostri scrittori, vedi Sacha Naspini (autore dello splendido Never Alone) o Luca Martini, a breve nelle librerie con il sofisticato La geometria degli inganni.

Occuparsi dei giovani è una buona cosa, soprattutto se riuscirete a far leggere i loro libri, operazione difficilissima. Siete consapevoli delle difficoltà del mercato editoriale italiano?

Di questi tempi non sentiamo parlare d’altro. Abbiamo vagliato ogni possibilità, anche la più funesta. L’analisi delle difficoltà che possono minare il cammino di un editore serio e che non chiede contributi agli autori è stata il primo aspetto che abbiamo affrontato. Ci siamo trovati a discuterne con varie persone e alcuni amici editori che hanno contribuito alla nascita della Voras Edizioni. Più di una volta siamo stati sul punto di gettare la spugna e dire: “Basta, non se ne fa più niente”. Ma qualcuno ha detto che ci vuole una punta di follia per aprire una casa editrice, e noi di pazzia ne abbiamo in abbondanza. Insieme alla determinazione…

Confermo che di follia ce ne vuole molta, forse parecchia di più rispetto all’ambizione. Quali sono i vostri progetti futuri?

Il primo progetto è senz’altro quello di riuscire a coinvolgere autori con esperienza, anche se – ci teniamo a ribadire – siamo assolutamente interessati e disponibili nei confronti degli esordienti. Speriamo anche di allargare i nostri orizzonti e di inaugurare presto altre collane, oltre alle due già esistenti (“Hydra” per la narrativa mainstream e “I Draghi” per il thriller-noir). In questi giorni stiamo pensando di inaugurare una collana di romanzi brevi, o racconti lunghi, che sarebbe curata dallo scrittore Massimo Padua (del quale, tra l’altro, è prevista l’uscita del nuovo atteso romanzo L’ipotetica assenza delle ombre nella collana “I Draghi”). Diciamo che le idee non ci mancano, ma vogliamo mantenere i piedi ben saldi a terra perché la follia può dimostrarsi una carta vincente solo se si riesce a incanalarla in maniera produttiva.

Voras merita tutta la nostra attenzione, anche perché ha debuttato sul mercato editoriale con un autore che conosciamo bene e che possiamo dire - se ce lo permette - di aver scoperto. Si tratta del piombinese Sacha Naspini, che dopo la stupenda novella di maremma L’ingrato e l’intenso noir internazionale I Sassi (Edizioni Il Foglio Letterario), ci sorprende affrontando il tema del doppio, della solitudine di due ragazzini, due volontà che cozzano tra di loro fino a un sorprendete finale. Never Alone (Mai Solo) sconvolge il lettore di Naspini, perché è un romanzo diverso dai precedenti, ma - come lui stesso mi ha confessato - è normale che uno scrittore sperimenti nuove strade e che ogni opera rappresenti un tassello di un lavoro più ampio. In questo senso Naspini sorprende un lettore come me, abituato a trovare certezze nel leggere quasi sempre lo stesso Cassola, Pavese, Moravia, Pasolini, ma anche Calvino, con poche variazioni sul tema. Naspini cambia tematica e stile romanzo dopo romanzo e tutto questo - pur se difficile da accettare - fa il grande scrittore, l’autore completo che può affrontare un plot da cronaca nera, una novella classica, lo script di una fiction e la sceneggiatura di un fumetto. Lo scrittore è un artigiano che deve saper maneggiare le armi delle parole, costruendo un’impalcatura di sogni. Naspini è ingordo di architetture narrative, non ama il genere stretto, ma preferisce contaminarlo di implicazioni letterarie. Never Alone indaga il tema della solitudine e tutte le conseguenze che può portare in una persona minata da una particolare devianza, in età giovanile. Il romanzo è ambientato a Brighton, ma lo scenario si nota poco, è ininfluente alla storia, i personaggi si muovono con le loro pulsioni interiori ed è importante il disagio che comunicano. Leggete Sacha Naspini e diffondete il marchio Voras. Sono con le idee chiare. Pure io faccio l’editore, ma tra appassionati di letteratura non esiste la parola concorrenza.

Gordiano Lupi


La critica, come la carità, dovrebbe cominciare a casa propria (B. C. Forbes)
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