Febbraio 2009
Tu non dici parole
di Salvo Zapulla
“Tu non dici parole” di Simona Lo Iacono, Giulio Perrone editore, pagg. 200, € 15,00. La Lo Iacono affronta i grandi temi della vita, della morte, dell'amore. La spiritualità, la fede, il bene e il male. Siamo in Sicilia, nel 1638, a Bronte. La plebe deve difendersi dalle carestie, dall'ignoranza, dalla fame e, per ultima, dal clero che sull'ignoranza del popolo edifica il proprio potere. Suor Francisca Spitalieri coltiva la sua unica ricchezza: le parole belle. Le cerca, le trova, le ruba, le regala per lenire sofferenze, per insegnare alla gente a difendersi dai soprusi. Le parole sono temute dai potenti, sono portatrici di un mistero arcano, sono magia e incanto, bestemmia e purezza. Chi non ne sa fare uso le combatte. E l'arcivescovo Angimbè per sbarazzarsi di Francisca la condanna al rogo. La Lo Iacono utilizza questa metafora per lanciare un messaggio, sembra voglia ricordarci che la comunicazione è la condizione primaria dell'essere umano. I pensatori danno fastidio ai potenti. Le opere di Pitagora furono bruciate ad Atene, nel lontano 411 A.C. Il primo imperatore Cha Huang-ti ordinò la distruzione di tutti i libri esistenti in Cina; così come i nazisti bruciarono i libri contrari allo spirito germanico. L’imperatore Caligola condannò al rogo i libri di Omero e Virgilio. Diocleziano fece bruciare tutti i libri dei cristiani.”Tu non dici parole” è un romanzo sospeso tra misticismo e superstizione, tra reale e fantastico, tra verità e leggenda, tra mistero ed esoterismo, che attrae nel suo vortice lento ed ammaliante. Il clima sospeso e rarefatto, impregnato di mistero; il ritmo incantatorio, una scrittura lirica e visionaria di presa immediata, che incide nell'animo dei lettori, lo stile personalissimo e inconfondibile, ne fanno il prezioso atto di battesimo di una scrittrice destinata a far parlare di sè.
Simona Lo Iacono, nata a Siracusa nel 1970, laureata in giurisprudenza, ha curato una collaborazione con giornali letterari del catanese e del siracusano specializzati in letteratura. Da 11 anni è giudice presso il tribunale di Siracusa. Attualmente dirige la sezione distaccata di Avola. Ha partecipato a vari concorsi letterari e ha pubblicato alcuni racconti e poesie in antologie. Un suo racconto, “I semi delle fave”, ha vinto il premio edito dal convegno “Scrivere donna 2006” ed è stato pubblicato da Romeo Editore nella collana “Scripta manent”. Cura una rubrica che riguarda i rapporti tra diritto e letteratura sul blog “Letteratitudine” di Massimo Maugeri, scrive recensioni e saggi letterari.
di Enrico Pietrangeli
Davide Rondoni
Il fuoco della poesia
Iconoclasta di un mondo sgretolato, impegnato in astrusi, grotteschi esercizi volti a vanificare la morte in una cultura anaffettiva nel suo essere sentimentalista, Rondoni accende luci e speranze attraverso allegoriche, colorate finestre ritratte nella copertina, novello surrogato di stelle per una perduta, sublimante tradizione. Invoca poesia, consapevole suggestione di appartenenza ad altro perché di stelle, in fondo, siamo costituiti. Dell’umano calore, della vita e dell’oltre, piccole frammentarie luci ritraggono un ulteriore cosmo, una comune origine per un divenire ignoto nella chiave di un medesimo mistero da condividere. Rondoni, con “Il fuoco della poesia”, v’intraprende il suo ponderato viaggio nell’ “oggi”, come cattolico allineato e assumendone con coraggio le scelte, ma in una dimensione comunque universale e illuminata di esegesi poetica da cui non possiamo prescindere sebbene, beninteso, restino sempre opinabili talune identità di posizioni. Si apre con un nodo epistolare pretestuoso, che “da palo in frasca” riesce a dialogare nell’armonioso caos poetico con la cronaca di tutti i giorni. L’autore veste i panni del bardo indignato per il suo paese, ma anche quelli del crociato, baluardo di cristianità contro le volgarità di questo mondo, “il niente della schiavitù” in un vuoto di valori, l’indifferenza del vivere. Nel merito e nella qualità delle motivazioni, resta il miracolo dell’amore, se autentico. Sì, perché tra i mali elencati nell’anamnesi di cronache l’ipocrisia imperversa come una cancrena conclamata nel nostro vivere, anzi non vivere. Famiglia evocata tra “ronde” di mamme, insita in una tradizione incapace di rigenerarsi e che, proprio nell’amore, non è più in grado d’interrogarsi sull’inadeguatezza e il disagio di spazi e ruoli come pure dei mezzi legislativi. Famiglia che, a mio parere, dovrebbe estendersi ed evolversi per salvaguardare un futuro piuttosto che riproporsi nella sua dissoluzione. “La tradizione è sempre da conquistare, diceva Eliot”, non da emulare. Lo sguardo poetico di Rondoni si sofferma su tematiche delicate e di rilievo come aborto, fecondazione assistita, omosessualità ed eutanasia riuscendo a esemplificare i più convincenti spunti tra strisce di cocaina e “ansia di prestazione” o nella tv “droga psicologica”, “dio algido del nostro tempo”. Inevitabilmente si attraversa la storia, quella più recente, che va dai kamikaze dell’ 11 settembre agli sciacalli di New Orleans, controfigura del “nostro cuore”. Rievocati anche gli anni Settanta che, secondo me, non sono soltanto un modello diseducativo anzi, c’era un vivido, libero e sincero senso di ricerca spirituale e amore, soprattutto nel filone di certa cultura hippy-psichedelica. Oggi c’è la “generazione bancomat”, priva di un riferimento educativo autentico e libero, che segna il “nulla” evocato attraverso i versi di Montale. Qualche laico qua e là additato, come Grillini con l’aneddoto dantesco o la Hack in tutto il suo “livore anticattolico dal sapore ottocentesco”. Rilevante l’attestato di stima per il coraggio della Fallaci, a testimonianza vengono riportati eloquenti frammenti di una conversazione: “le due grandi questioni sono Dio e la libertà”. Pertanto, di fronte a una Chiesa schietta con le sue “indicazioni” nel rispetto della “libertà di chiunque” coesiste il Voltaire di “non sono d’accordo con le tue idee, ma darei la mia vita perché tu possa esprimerle”. Viceversa, sull’altro fronte, troviamo intolleranza ed estremismo con tutto il male che ne consegue. Per “uscire dal Novecento”, certamente, occorre rivalutare quegli aspetti spirituali più evoluti e saldamente rappresentati dalle religioni piuttosto che accomunarli nel “brodo di cultura del nuovo fanatismo”, così come Rondoni ravvisa in Wiesel. Fondamentali restano “gli artisti. Meno noiosi dei filosofi, della grande maggioranza dei preti e dei commentatori”, perchè quel “tacito, infinito andar del tempo” è una “costante cosmologica” che riporta a sottili equilibri che soltanto un poeta può cogliere.
BUR – 2008 – 9,20 Euro
Di Gordiano Lupi
NELLE MIGLIORI LIBRERIE
MI CUBA – pag. 300 - euro 25,00 – Mediane Edizioni – Milano, 2008
Libro fotografico in italiano e in inglese.
Un libro fotografico che presenta uno spaccato realistico di Cuba, va oltre la versione da cartolina turistica e scava in profondità nella vita e nei problemi del popolo. Un libro che mostra il vero volto di Cuba attraverso pagine nostalgiche di scrittori in esilio e istantanee graffianti di Stefano Pacini che raccontano il periodo speciale. I testi di Gordiano Lupi affrontano i vari aspetti della cultura cubana: musica, santería, letteratura, abitudini, superstizioni, cucina e divertimenti. Cuba non è solo una bella mulatta che dimena i fianchi al Tropicana, come non è solo Fidel Castro e i ricordi d’una rivoluzione. Cuba è l’insieme della sua gente, un crogiolo di razze e culture che ha prodotto un modo di pensare e di vivere che caratterizza un popolo. Il libro si apre con un prologo poetico, una sorta di nostalgico saluto alla patria lontana che il poeta Julio San Francisco, esule a Madrid, compie con la lirica L’esiliato (El desterrado). Nei capitoli successivi troviamo una breve storia di Cuba, musica e cultura cubana, santeria e religiosità cubana, Cuba nelle pagine dei narratori, il racconto dell’Avana di Alejo Carpentier, Cuba nel cinema di Andy Garcia, la cucina cubana, un reportage narrativo lungo le strade della Cuba quotidiana e la storia di quarantonove anni al potere di Fidel Castro. Non poteva mancare un capitolo su Yoani sanchez, eroica blogger cubana.
PER SFOGLIARE LE PRIME 16 PAGINE DI MI CUBA:
NE PARLA KULT UNDERGROUND:
Di Gordiano Lupi
Francesco Giubilei
BASTOLA
La signora del fuoco
Francesco Giubilei compie diciassette anni il primo gennaio 2009, scrive, dirige una rivista letteraria (Historica - http://www.historicaweb.com/) e fa pure il microeditore (http://collanashortcuts.wordpress.com/), pubblicando racconti di gente navigata come Remo Bassini (Newton & Compton), Alessandro Cascio, Francesco Dell’Olio e romanzi di più ampio respiro di scrittori come Sabrina Campolongo. Sarebbe già abbastanza per gridare al miracolo e al caso letterario, una volta tanto non costruito ma sincero, perché Francesco Giubilei esiste davvero, vive a Cesena, frequenta il liceo scientifico ed è innamorato della letteratura. Invece ne parliamo soltanto noi dell’underground, perché il caso Giubilei non è un fenomeno da baraccone messo in piedi per far denaro, ergo non interessa le major dell’editoria e i media nazionali.
Giubilei è appassionato di storia e per questo motivo decide di debuttare nel mondo editoriale con un racconto storico ambientato a Gualdo Tadino, ricostruendo a suo modo la leggenda della Bastola, come già aveva fatto Alessio Bucari Battistelli.
Non è mio compito tessere eccessivi elogi per un lavoro che ha il limite della scarsa drammatizzazione, ma che presenta rigore storico e precisione espositiva. Giubilei antepone al testo una breve nota storica su Gualdo Tadino, divenuta città dal 1883 per merito di Papa Gregorio XVI, che ne modifica il vecchio nome di Gualdo Nocera. La parte più interessante è la storia della Bastola - donna vittima o carnefice non è dato sapere - che risente di letture noir e thriller bagaglio del giovane autore, cose come Lovecreaft e Poe, ma forse pure King e Lansdale. I dialoghi sono ben strutturati, la storia si legge come un racconto che viene dal passato, il personaggio della Vastola è delineato con sufficiente cura ed è reso enigmatico al punto giusto. Il limite della narrazione sta nel ritmo narrativo, un po’ troppo monocorde e privo di suspense, che in ogni caso non danneggia una rapida lettura. Riteniamo incoraggiante questa prima prova narrativa di Francesco Giubilei, ma vogliamo leggerlo ancora in opere di narrativa che riescano a catturare il lettore per la forza drammatica della narrazione.
Pag.80 – formato mini – euro 3,50
ARPANet – www.edizioniARPAnet.it
PIER PAOLO PASOLINI
Pag.120 con CD Allegato – Euro 22,90
Mediane Libri - www.mediane.it
La Mediane Libri pubblica ottimi volumi fotografici dedicati al cinema che spaziano dai grandi nomi di Sophia Loren, Mario Monicelli e Totò, per arrivare alla Commedia sexy e a un interessante lavoro su Pasolini. Il limite del libro sta nel commento tecnico - a cura di Marco D’Ubaldo - limitato a otto smilze paginette (con il pregio della traduzione inglese), del tutto insufficienti per inquadrare l’opera di uno dei più grandi intellettuali del XX° secolo. Pier Pasolini Pasolini è stato un raffinato polemista che in tempi non sospetti ha compreso i limiti del consumismo e i radicali cambiamenti della nostra società. Ha lasciato opere importanti in poesia (Trasumanar e organizzar, Le ceneri di Gramsci…), narrativa (Ragazzi di vita, Una vita violenta…), teatro (Medea, Edipo Re…), critica letteraria e saggistica (Lettere luterane, Scritti corsari…). Il volume racconta per immagini il Pasolini cineasta, tra locandine, foto scattate sul set in scena e fuoriscena e una selezione di brani tratti dalle colonne sonore racchiusi in un cd allegato. Le immagini e i brevi commenti riguardano: Accattone (1961) - Mamma Roma (1961) La ricotta (1963) - La Rabbia - parte prima (1963) Comizi d’amore (1964) - Sopralluoghi in Palestina (1964) - Il Vangelo secondo Matteo (1964) Uccellacci e uccellini (1966) - La terra vista dalla luna (1966) - Che cosa sono le nuvole (1967) - Edipo Re (1967).
Consigliato agli appassionati di Pier Paolo Pasolini.