Prefazione
Terza Pagina World e Al Jadid: un circolo culturale internazionale.
di Rina Brundu
Ho "incontrato" Elie diversi anni fa navigando in Internet. Da quel tempo in poi siamo sempre rimasti in contatto e molto spesso Elie ha inviato articoli tratti da Al Jadid per i diversi numeri di Terza Pagina World. Discutendo del nostro incontro virtuale, ci siamo infine trovati d'accordo nel dire che se così è stato è perché così doveva essere - gli spiriti simili si incontrano sempre e non importa dove vivono i loro corpi....
Come non bastasse condividiamo la stessa esperienza di emigrazione in un paese di lingua madre inglese. Ci accomuna l'amore per la nostra terra natale. Entrambi lavoriamo in settori diversi da quello verso il quale la nostra anima sembra più attratta. Entrambi abbiamo fatto dei nostri siti la casa dell'anima ed il luogo dove incontriamo gli amici più cari... Si, gli spiriti simili si incontrano e attendono con gioia di incontrarne molti altri....
Desidero ringraziare dal profondo Elie per il saggio breve pubblicato qui di seguito e scritto proprio per i lettori di Terza Pagina World (l'articolo originale in inglese lo trovate qui). Allo stesso tempo, desidero ringraziarlo per i molti articoli con i quali ha contribuito a questo numero davvero speciale del nostro magazine.
Grazie tante Elie e.... until we work again together, may God keep you in the palm of his hands.
Rina Brundu
Dublin
18.04.2009
Le ragioni di Al Jadid —‘Il Nuovo’
Un saggio breve di Elie Chalala per Terza Pagina World
Traduzione (libera) di Rina Brundu
Una delle caratteristiche principali di Al Jadid(1) è quella di promuovere “il nuovo,” come da significato dello stesso termine Al Jadid in Arabo. Questo correttamente suggerisce che Al Jadid ha scelto di distanziarsi dalla tradizione, se tradizione significa salvaguardia indiscriminata del passato. Noi di Al Jadid non possiamo essere una voce del passato perché il passato potrebbe voler dire oppressione delle minoranze, dei poveri, degli intellettuali, ma non solo. Noi siamo una rivista che guarda al futuro, non apologetica, quanto piuttosto una rivista che celebra gli aspetti critici e umani della cultura Araba e Arabo-Americana.
Nato in Libano, ho trascorso la mia adolescenza a Beirut prima di emigrare negli Stati Uniti nel 1972. Ho studiato Scienze Politiche all’UCLA (NDT: Università della California, Los Angeles) e pubblicato articoli riguardanti tematiche medio-orientali su riviste specializzate, libri, testate nazionali e internazionali come l’International Herald Tribune, il Philadelphia Inquirer, il Boston Globe, The Humanist, Free Inquiry, per citarne solo alcune. Attualmente sono professore al Santa Monica College in California, dove insegno Scienze Politiche dal 1988.
In diverse occasioni mi è stato chiesto perché uno studioso di Scienze Politiche abbia deciso di pubblicare una rivista dedicata alla cultura e all’arte piuttosto che una rivista dedicata alle scienze politiche. Sebbene io non sia né un poeta né uno scrittore, sono sempre stato appassionato di cultura e di arte. Tuttavia, qualsiasi motivazione personale è secondaria alla ragione principale del mio agire, ovvero alla realizzazione della quasi non esistente copertura della cultura e dell’arte Araba nei media occidentali, soprattutto negli Stati Uniti ed in misura minore in Europa.
La questione della copertura mediatica è un fattore importante così come lo sono i tempi. Quando uscii con Al Jadid nel 1995, la Guerra Fredda era finita, la qualcosa mi portò a ritenere, ingenuamente, che la politica si fosse in qualche maniera ritirata per lasciare spazio alla cultura e all’arte. Naturalmente, questo sogno si diradò subito dopo i fatti dell’11 Settembre 2001 e la guerra in Iraq nel 2003.
Gli eventi dell’11 Settembre procurarono a noi di Al Jadid dolore e una sfida. Furono un colpo tremendo per i brillanti risultati ottenuti nel recente passato dagli Arabi-Americani rispetto al tentativo di far venire meno stereotipi vecchi di secoli che riguardavano loro stessi così come gli Arabi del Medio Oriente. Avverto ancora intensamente questo duro colpo perché uno degli obiettivi di Al Jadid è di condividere con i lettori di lingua Inglese la ricchezza delle arti e della cultura Araba, contribuendo a correggere beceri luoghi comuni sulla regione e i suoi abitanti.
Noi abbiamo tentato di affrontare questo difficile compito con i libri, i film, la musica, le recensioni di eventi culturali, il dibattito intellettuale, la poesia ed altre piccole produzioni, offrendo una quanto mai rara visione di questo parte del mondo sotto assedio attraverso gli occhi dei suoi migliori scrittori. Non si può negare che questo compito sia diventato sempre più difficile. I non Arabi porranno altre domande e si aspetteranno risposte sempre più convincenti da parte nostra e da parte degli individui e delle organizzazioni che hanno dedicato anni della loro vita professionale per proporre un alternativa allo stereotipo orientale dell’Arabo.
Né la battuta d’arresto procurata dai fatti dell’11 Settembre, né la Guerra in Iraq hanno scoraggiato noi di Al Jadid. Il desiderio di continuare a lavorare è motivato da numerosi fattori: il mondo arabo è ancora in Guerra, vive conflitti civili, lamenta la censura, tutte vestigia di una mentalità coloniale; mentre qui negli Stati Uniti ancora viviamo la demonizzazione e l’emarginazione della nostra gente.
Data la “rinascita della Politica”, ci è stato anche chiesto come riusciamo ad evitarla considerando che la stessa è alla base della demonizzazione Araba in Occidente e sostiene la dittatura nel mondo Arabo. In Al Jadid, eravamo pienamente coscienti della sua importanza della, ma abbiamo scelto di avvicinarla in maniera diversa. La Politica in Al Jadid è presentata attraverso la cultura e l’arte. Un libro sulla politica, un film sull’abuso dei diritti civili, un dibattito intellettuale, tutto questo è molto di più appare tra le pagine del nostro giornale.
Molti osservatori hanno notato che la letteratura tende a creare vie di fughe dalla repressione. Dato che la maggior parte degli Arabi vivono sotto regimi autoritari, la letteratura rimane un’oasi importantissima per coloro che vogliono esprimersi e vogliono fuggire il giogo dello Stato. Di fatto, concentrandosi esclusivamente sull’arte e sulla cultura, Al Jadid ha incorporato questo messaggio nel suo metodo di presentazione della scena culturale Araba.
Gli obiettivi di Al Jadid sono rimasti sempre gli stessi da quando la rivista fu fondata nel 1995. Tra questi vi è sempre stato quello di portare i lettori di lingua Inglese dentro la scena artistica e culturale Araba, dando loro una visione sostanziale dei suoi creativi e delle loro produzioni, con un’attenzione speciale alla libertà di coscienza e di espressione. Sfortunatamente, la censura e la persecuzione degli artisti e degli intellettuali prende molta parte del nostro lavoro a causa della preminenza dello Stato autoritario la cui tolleranza di una pluralità di opinioni rimane limitata.
Altrettanto importante per noi era divulgare la nozione che la principale corrente di pensiero tra gli intellettuali Arabi non è il fondamentalismo islamico ma piuttosto il laicismo. Non vi sono dubbi che le forze religiose fondamentaliste abbiano influenzato le attività culturali e la dialettica nel mondo Arabo, ciononostante, il laicismo emerge come principale linea di pensiero nella letteratura Araba. Noi abbiamo ritenuto che questo fatto dovesse essere portato all'attenzione dei lettori di lingua Inglese.
La traduzione è sempre stata una parte rilevante del nostro lavoro ed è una attività tuttora in crescita. Le decisioni sui lavori da tradurre sono di solito prese considerando l’importanza del testo per il lettore di lingua Inglese e la rilevanza del tema trattato. Pubblichiamo anche recensioni e servizi sugli ultimi libri usciti in Inglese e dedicati alla cultura Araba, la qualcosa fa di Al Jadid una valida fonte di informazione per studiosi e librai.
Dare visibilità del lavoro degli scrittori Arabo-Americani così come adoperarsi quale veicolo che permette la pubblicazione delle loro opere è elemento centrale nella missione di Al Jadid. La qualità di questa letteratura ha subìto una trasformazione sia a livello professionistico che tematico. Professionalmente parlando, sono sempre di più le nuove valide leve che emergono e si confrontano con gli scrittori mainstream. Allo stesso tempo, i lettori hanno a disposizione un numero crescente di pubblicazioni che affrontano tematiche taboo quali la sessualità, l’abuso domestico ed altri argomenti che non possono neppure essere menzionati nella società Araba. Queste nuove tendenze sono molto incoraggianti e promettenti del buon lavoro che verrà.
La convinzione che abbiamo già realizzato qualcosa di ciò che ci siamo proposti di fare è confortata dalle relazioni che abbiamo intrecciato negli ultimi 15 anni con un pubblico di lettori che gioca un ruolo importante nell’influenzare l’opinione pubblica, ovvero i nostri abbonati, i quali provengono soprattutto dal mondo accademico, si interessano di studi Arabo-Islamici o sono professionisti in svariati campi.
Dove andrà Al Jadid da adesso in poi? L’impegno nell’immediato è quello di continuare a crescere, qualitativamente e quantitativamente. E’ fondamentale che sia sia presenti online come su carta stampata, ma non basta. Molte delle nostre energie vengono quindi usate in questa direzione evolutiva. Abbiamo fatto quindi molti cambiamenti in modo da rendere la nostra presenza digitale ed elettronica visibile. Per esempio, abbiamo adottato una modalità di abbonamento online sicura che ha facilitato i lettori. La rivista digitale di Al Jadid è pure disponibile con un costo più basso della versione stampata.
Molto presto, il nostro sito verrà rifatto da un nuovo webmaster che è già al lavoro per modernizzarlo, rivedere le pagine ed il loro contenuto. Il sito pubblicherà contenuti esclusivi settimanalmente, onde fare in modo che i lettori possano ricevere le ultimissime sulla cultura e l’arte Araba. Tra le novità, ci sarà una rubrica permanente: “Nel caso te lo sia perso! La scena culturale dall’interno e senza il mondo Arabo!”.
Per chiudere: come è riuscito ha sopravvivere finanziariamente Al Jadid? Al Jadid è stato un atto d’amore. Le persone che lavorano con noi donano generosamente il loro tempo. L’unica fonte di finanziamento del giornale sono invece i suoi abbonamenti. La poca pubblicità resta confinata a prodotti culturali e artistici. Tuttavia, né gli abbonamenti, né la pubblicità possono competere con il “capitale umano” che viene donato senza riserve ad Al Jadid – i contributi degli autori, degli artisti, degli editori, dei correttori di bozze e dei tantissimi che ci danno una mano.
(1) NDT: rivista di cultura e di arte Araba diretta da Elie Chalala
di Elie Chalala per Terza Pagina World.
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